martedì 14 maggio 2013

Pier Paolo Pasolini - Biografia...Gli anni sessanta


"ERETICO & CORSARO"





Indice:

1)L'infanzia e la giovinezza.

2)Le prime esperienze letterarie e il periodo della guerra. 

3)Dal dopoguerra alle prime esperienze cinematografiche.

4)Cineasta e letterato

5)Gli anni sessanta 

6)Gli anni settanta 

7)Opere e riconoscimenti. 


Gli anni sessanta

Nell'autunno del 1961 si recò al Circeo nella villa di un'amica per scrivere insieme a Sergio Citti la sceneggiatura del film Mamma Roma la cui lavorazione verrà programmata per la primavera del 1962, annoverando fra gli interpreti Anna Magnani. Terminò nel frattempo il romanzo del periodo friulano, Il sogno di una cosa, che verrà pubblicato in maggio e tra aprile e giugno lavorò alle riprese di Mamma Roma che verrà presentato alla Mostra del cinema di Venezia ottenendo un grande successo.
Durante il settembre di quello stesso anno Pasolini partecipò a un convegno che si tenne alla Cittadella di Assisi[9] ed ebbe occasione di leggere il Vangelo di San Matteo. Da questa lettura nacque l'idea di produrre un film. Nel frattempo partecipò, con il produttore Bini, ad un film a episodi insieme a Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Ugo Gregoretti e in quell'occasione pensò di ricavare un mediometraggio su una ricostruzione cinematografica della Passione di Cristo scritta durante la lavorazione di Mamma Roma dal titolo La ricotta che uscirà il primo marzo del 1963 accolto da un pubblico poco partecipe e che verrà sequestrato lo stesso giorno della sua uscita con l'accusa di "vilipendio alla religione di stato".Il processo, che verrà tenuto a Roma tra il 6 e il 7 marzo, condannò Pasolini a quattro mesi di reclusione per essere "colpevole del delitto ascrittogli" e il film venne sequestrato fino al dicembre dello stesso anno.
Come scriverà Alberto Moravia su L'espesso:
« L'accusa era quella di vilipendio alla religione. Molto più giusto sarebbe stato incolpare il regista di aver vilipeso i valori della piccola e media borghesia italiana. »
La condanna, dopo l'assoluzione conseguita nel secondo grado di giudizio, fu confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione del 24 febbraio 1967, che tuttavia annullava gli effetti senza rinvio, perché il reato risultava estinto dall'amnistia del 1966.
Continuò intanto a tenere i contatti con la Cittadella di Assisi e nel febbraio iniziò le ricerche filologiche e storiche per poter realizzare il progetto di girare un film che avesse come soggetto il Vangelo. Insieme al biblista Andrea Carraro e un troupe di tecnici compì viaggi in Israele e Giordania per trovare i luoghi e le persone adatte per la realizzazione del film. Il personaggio più difficile da trovare fu il Cristo che Pasolini volle dai lineamenti forti e decisi. Dopo averlo cercato tra poeti come Evtusenko, Ginsberg e Goytisolo, trovò per caso uno studente spagnolo, Enrique Irazoqui, dal volto fiero e distaccato simile ai Cristi dipinti dal Goya o da El Greco, e comprese di aver trovato la persona giusta.
Contemporaneamente alla preparazione del film Pasolini realizzò un film-inchiesta sulla sessualità degli italiani dal titolo Comizi d'amore. Iniziò a scrivere La Divina Mimesis, il rifacimento in romanesco del Miles gloriosus di Plauto che intitolerà Il Vantone e su richiesta di Vittorini presentò alcune poesie sulla rivista Il menabò e la Notizia su Amelia Rosselli.
Nel maggio del 1964 pubblicò la quarta raccolta di versi italiani Poesia in forma di rosa e il 24 aprile iniziarono le riprese del Vangelo secondo Matteo che verranno concluse all'inizio dell'estate. L'opera è stata girata nei paesaggi rupestri di Matera e Massafra utilizzando moltissime comparse locali. Il film, presentato a settembre dello stesso anno a Venezia, venne stroncato all'inizio da molti intellettuali di sinistra tra i quali Sciascia e Fortini. Il film venne presentato a Parigi malamente accolto da alcuni critici di sinistra tra i quali Jean-Paul Sartre [senza fonte]. Ma il film, presentato in tutti i paesi europei, ottenne un grande successo di pubblico e partecipò alla prima edizione della Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. In quella occasione Pasolini conobbe Roland Barthes.
Nel mese di ottobre del 1965 iniziarono le riprese del nuovo film Uccellacci e uccellini che trattava il tema della crisi politica del PCI e del marxismo in chiave "ideocomica". Tra gli attori compariranno Totò e il giovane Ninetto Davoli. Totò era stato scelto perché il film, che si svolgeva tra il reale e il surreale, aveva bisogno di un attore che fosse un po' clown. I titoli di testa e di coda del film sono cantati da Domenico Modugno.
Nel novembre del 1965 uscì anche la raccolta narrativa con il titolo suggerito da Sartre Alì dagli occhi azzurri che conteneva nella parte centrale le sceneggiature de La notte brava, Accattone, Mamma Roma, La ricotta, mentre la prima e l'ultima parte era costituita da racconti che risalivano agli anni cinquanta e dagli abbozzi dei romanzi Il Rio della grana e La Mortaccia.
In quell'anno fu invitato da Alberto Moravia e Alberto Carocci, che era stato direttore di Solaria, a dirigere con loro la nuova serie della rivista Nuovi Argomenti e, alla fine dell'anno, dopo aver progettato l'uscita di un nuovo film con Totò e la regia di un'opera lirica alla Piccola Scala, partirà per un viaggio in Nordafrica.
Già sofferente di ulcera, nel marzo del 1966, Pasolini, venne colpito da una forte emorragia che lo costrinse a letto. Sarà l'occasione di rileggere con calma i Dialoghi di Platone che lo stimoleranno a scrivere un teatro simile alla prosa. Terminata la convalescenza lavorò a Bestemmia, un romanzo sotto forma di sceneggiatura in versi, e abbozzò Orgia e Bestia da stile e tra maggio e giugno lavorò ad alcuni drammi che voleva rappresentare all'estero.
Intanto, al Festival di Cannes che si tenne il 3 maggio, il film Uccellacci e uccellini ebbe grande successo e l'intervento positivo di Roberto Rossellini durante la conferenza stampa suscitò grande interesse. Tra la primavera e l'estate del 1966 scrisse la bozza dei film Teorema e l'Edipo re oltre ad elaborare altri drammi: Pilade, Porcile e Calderón. In agosto si recò a New York e durante il soggiorno pensò di ambientare in questa città un film su San Paolo. Conobbe in quell'occasione Allen Ginsberg che rincontrerà l'anno seguente a Milano.
All'inizio di ottobre si recò in Marocco per studiare l'ambientazione dell'Edipo re e a novembre girò un episodio del film Le streghe, dal titolo La Terra vista dalla Luna con Silvana Mangano, Totò e Ninetto Davoli. Di ritorno da un secondo viaggio in Marocco realizzò, in una sola settimana, le riprese dell'episodio Che cosa sono le nuvole? del film Capriccio all'italiana, ancora con Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Domenico Modugno.
In aprile ebbero inizio le riprese dell'Edipo re nei deserti rossi del Marocco del sud che continueranno, per alcune scene, nella pianura di Lodi e per il finale nella città di Bologna. Il film, che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno, non ebbe successo in Italia, mentre ottenne il favore del pubblico e della critica in Francia e in Giappone. Nello stesso anno scrisse saggi di teoria e tecnica cinematografica che verranno raccolti nel 1972 in Empirismo eretico.
Nel marzo del 1968 venne dato alle stampe il romanzo Teorema che sarà trasformato successivamente nel soggetto di un film che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno e che vincerà il secondo premio della carriera di Pasolini, il "premio Ocic". Jean Renoir, che assistette alla prima, dirà a un giornalista: "A chaque image, à chaque plan, on sent le trouble d'un artiste".

Autore di canzoni

A partire dagli anni sessanta Pier Paolo Pasolini fu anche autore di canzoni, cercando un collegamento tra la poesia e la canzone d'autore. Le prime canzoni furono scritte su musiche di Piero Umiliani, Franco Nebbia e Piero Piccioni, e vennero incise da Laura Betti nel 1961, si tratta di Macrì Teresa detta Pazzia, Il valzer della toppa, Cocco di mamma e Cristo al Mandrione. Il valzer della toppa venne in seguito reincisa da Gabriella Ferri, che la inserì nel 1973 nel suo album Sempre, mentre Cristo al Mandrione fu reinterpretata da Grazia De Marchi e, nel 1997, dalla Ferri nel suo album Ritorno al futuro.
Nel 1963 collaborò con Sergio Endrigo, per cui preparò un testo utilizzando alcuni versi tratti dalla raccolta La meglio gioventù; la canzone che nasce è Il soldato di Napoleone, contenuta nel primo 33 giri del cantautore istriano.
Nel 1967 collaborò con Domenico Modugno, scrivendo il testo di Che cosa sono le nuvole:
« Recitai nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto. »
La canzone è poi stata reinterpretata nel 1997 dagli Avion Travel nell'album Vivo di canzoni, nel 2006 da Stefano Bollani nell'album I visionari e nel 2007 da Paolo Benvegnù. Modugno aveva già lavorato con Pasolini l'anno precedente, cantando i titoli di testa e coda del film Uccellacci e uccellini, che il regista aveva scritto in forma letteraria su musica di Ennio Morricone.
Nel 1968 collaborò con il gruppo di rock psichedelico Chetro & Co., per cui scrisse il testo della canzone Danze della sera (suite in modo psichedelico), adattandolo da una sua poesia intitolata Notturno. Inoltre nel 1992 Alice ha inciso nell'album Mezzogiorno sulle Alpi la canzone La recessione, un testo di Pasolini messo in musica da Mino Di Martino (ex chitarrista dei Giganti).

La polemica con i giovani sessantottini

In seguito ai celebri scontri di Valle Giulia, scoppiati tra i reparti della polizia che avevano occupato preventivamente la facoltà romana di Architettura e giovani studenti, scrisse la poesia Il P.C.I. ai giovani!![12] che, destinata alla rivista "Nuovi Argomenti" uscì, senza preavviso, su l'Espresso scatenando una forte polemica. Nella poesia Pasolini si rivolge ai giovani dicendo che la loro è una falsa rivoluzione e che essi sono solamente dei borghesi conformisti, strumenti nelle mani della nuova borghesia.
« Ho passato la vita a odiare i vecchi borghesi moralisti, e adesso, precocemente devo odiare anche i loro figli… La borghesia si schiera sulle barricate contro se stessa, i "figli di papà" si rivoltano contro i "papà". La meta degli studenti non è più la Rivoluzione ma la guerra civile. Sono dei borghesi rimasti tali e quali come i loro padri, hanno un senso legalitario della vita, sono profondamente conformisti. Per noi nati con l'idea della Rivoluzione sarebbe dignitoso rimanere attaccati a questo ideale. »
La poesia venne strumentalizzata da alcuni, non capita da altri, e ancora oggi, scomparso l'autore, viene spesso citata per sostenere tesi differenti. Può essere illuminante sulle reali intenzioni di Pasolini andare a rileggerne la versione integrale e soprattutto la tavola rotonda che l'Espresso ospitò qualche settimana dopo la pubblicazione, tavola rotonda a cui partecipò Pasolini stesso; nonché quanto lo stesso autore scriverà un anno dopo (17 maggio 1969) nella rubrica "Il Caos" sul settimanale Tempo.
Durante le giornate della Mostra del Cinema di Venezia, a fine agosto 1968, Pasolini fu volgarmente contestato (mentre stava visitando Ca' Foscari assieme a Cesare Zavattini) da studenti universitari riuniti in quei giorni in assemblea nazionale. I giornali non diedero notizia di quel triste episodio, anche se vi assistettero numerosi giornalisti italiani e stranieri che preferirono osservare il silenzio-stampa.

Fine anni sessanta, tra teatro e cinema

Nell'estate 1968 Pasolini girò La sequenza del fiore di carta con Ninetto Davoli tratto dalla parabola evangelica del fico infruttuoso che uscirà nel 1969, come terzo episodio del film "Amore e rabbia". Pubblicò intanto su Nuovi Argomenti un saggio dal titolo Manifesto per un nuovo teatro in cui dichiarava il suo completo rifiuto del teatro italiano con un giudizio negativo sui testi scritti di Dario Fo. Il 27 novembre rappresentò, al Deposito del Teatro Stabile di Torino, Orgia che venne accolta malamente dal pubblico e dai critici e, alla fine del 1968, ebbero inizio le riprese di Porcile. Porcile ha come sfondo, per il suo episodio "metastorico", l'Etna ed era stato pensato da Pasolini già nel 1965 quando aveva visto il film di Buñuel, Intolleranza: Simon del deserto. In seguito, per girare l'episodio moderno, la troupe si sposterà per le riprese a Villa Pisani a Stra. Dopo Porcile, che l'autore ritenne "il più riuscito dei miei film, almeno esteriormente", realizzò Medea e chiamò per interpretarlo Maria Callas. Le riprese del film vennero girate in Cappadocia, a Grado, a Pisa. Durante la lavorazione del film compì un viaggio in Uganda, Tanzania e Tanganica per cercare i luoghi dell'ambientazione del film che pensava di girare subito dopo Porcile: Appunti per un'Orestiade africana. Intanto era arrivato il 30 agosto e il film venne rappresentato alla Mostra di Venezia ma, ancora una volta, fu giudicato film poco gradevole e incomprensibile.

Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini



Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro
Blog creato da Bruno Esposito

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