martedì 19 novembre 2013

Centro Studi Pier Paolo Pasolini - "CONVEGNO DI STUDI "PASOLINI E LA PEDAGOGIA"

"ERETICO & CORSARO"
" NOTIZIE "



CONVEGNO DI STUDI "PASOLINI E LA PEDAGOGIA"

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Comunicato stampa
Pasolini e la pedagogia
convegno di studi
Casarsa della Delizia (Pn)
22 > 23 novembre 2013
comunicato stampa di giovedì 14 novembre 2013
con cortese preghiera di pubblicazione/diffusione

Il rapporto tra "Pasolini e la pedagogia". E' questo il tema in cui, venerdì 22 e sabato 23 novembre, presso il Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia, convergeranno i lavori del Convegno di studi promosso dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini, su progettazione del direttore Angela Felice e del Comitato Scientifico del Centro. "E' una tradizione ormai consolidata –dichiara la presidente Teresa Tassan Viol - per la cui continuità dobbiamo ringraziare gli enti che ci sostengono, Regione Fvg, Provincia di Pordenone e Città di Casarsa. Per il Centro Studi è il punto qualificante dell'attività annuale, con un'occasione di riflessione che mira a isolare e indagare con rigore scientifico un aspetto monografico della polifonica opera pasoliniana e con esiti di cui poi viene lasciata traccia tangibile nella pubblicazione degli Atti presso l'editrice Marsilio".
L'argomento di indagine, individuato per questa nuova edizione, pare decisivo per cogliere la personalità, il pensiero e la creatività di Pasolini, che già in Friuli, dove fu definito maestro "mirabile", animò geniali esperimenti didattici alternativi, sia nella libera "scuoletta" di Versuta che nelle aule delle medie pubbliche di Valvasone. Ma anche dopo l'abbandono forzato della piccola patria, il didatta Pasolini fu sempre in prima linea, nel fuoco di una militanza pedagogica tanto dolcemente amorosa verso il popolo e i suoi giovani figli, quanto implacabilmente violenta contro la borghesia neocapitalistica, imputata dell'imposizione totalitaria di modelli mercantili e edonistici, devastanti in particolare per le giovani generazioni.
Un "pedagogo di massa", lucido e combattivo anche nel disperato periodo corsaro degli anni Settanta, come ha scritto Enzo Golino, che sarà relatore al Convegno e cui si deve nel 1985 un primo studio illuminante sull'appassionata vocazione educativa di Pasolini. Accanto a lui un vero parterre di esperti, pedagogisti, italianisti, studiosi di cinema e uomini di scuola, chiamati a intervenire in due distinte sessioni di lavoro.
Venerdì 22 pomeriggio, dalle ore 15 alle 19, nel Ridotto del Teatro Pasolini di Casarsa, sotto osservazione sarà la specifica pedagogia pasoliniana, indagata nei suoi aspetti di pratica didattica e di elaborazione teorica, oltre che nella sua possibile attualità per il presente. Ne discuteranno cinque studiosi di vari ambiti disciplinari e in ideale prosecuzione e aggiornamento della scavo nell'opera del "professor" Pasolini, già avviato nel 1995 a Reggio Emilia con un primo convegno sul tema, curato da Roberto Villa e Lorenzo Capitani. Sarà appunto quest'ultimo a coordinare la tavola rotonda "Pasolini pedagogo: pratica, teoria, passione", che seguirà la lectio introduttiva di Enzo Golino su Pasolini "pedagogo di massa". Ampie e stimolanti le facce pasoliniane che saranno perlustrate: il "sistema" della pedogogia pasoliniana ispirata ad un "clemente principio d'autorità" e la sua miniera di stimoli per le sfide della "scuola Impossibile", con lo stesso Lorenzo Capitani; l'insegnamento pasoliniano ai giovani per "imparare a vivere", con Raoul Kirchmayr (Università di Parigi 1 Panthéon – Sorbonne), studioso del pensiero debole e componente dell'èquipe di lavoro raccolta intorno a Pier Aldo Rovatti e alla rivista "aut aut"; gli "snodi pedagogici" trasversali a Pasolini, padre Turoldo e don Milani, tra affinità e differenziazioni, con Daniele Gallo, docente ed editore della casa "Viator" (Università Ciels di Padova); il rapporto paritario, e non gerarchico, attivato tra il maestro Pier Paolo e i giovani, convertibili da "ragazzi di vita a maestri di vita", con Stefano Casi, un'autorità in materia per lo studio del teatro pasoliniano; le pratiche di "inveramento" messe in atto da Pasolini anche nella scuola "Petrarca" di Ciampino, secondo tempo romano della concreta attività didattica di Pasolini dopo quella friulana, con Giordano Meacci, scrittore e autore del saggio Improvviso il Novecento. Pasolini professore (minimum fax, 1999), impreziosito dalla testimonianza di Vincenzo Cerami, allievo di Pasolini.
Altrettanto ricca la tastiera di riflessioni previste presso la sala del Teatro Pasolini nella mattinata di sabato 23, dalle ore 9, dedicata al tema "Pasolini e le giovani generazioni", ossia al rapporto generazionale tra i padri e i figli, il maestro e i giovani, in Pasolini oggetto di costante attenzione "socratica" e cartina di tornasole della "mutazione antropologica" italiana, registrata in primis nella fisicità e nel comportamento dei ragazzi. In questo campo, di particolare significato anche per il presente e per le nuove responsabilità cui oggi la formazione è chiamata, la parola spetterà a quattro illustri studiosi, coordinati da Roberto Carnero, docente, critico letterario e autore del saggio Morire per le idee. Vita letteraria di Pier Paolo Pasolini (Bompiani, 2010). Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna) analizzerà l'acuto sguardo antropologico di Pasolini verso i giovani, interpretati anche nelle trasformazioni esteriori del comportamento ("I giovani e i capelli lunghi"); Roberto Chiesi (Centro Studi-Archivio Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna), studioso di cinema e saggista, indagherà l'attenzione pasoliniana alla fisicità dei corpi giovanili, attraverso la specola del ballo ("I ragazzi danzano: rituale e ambiguità del ballo"); Enzo Lavagnini, scrittore e video documentarista, autore del film dedicato al Pasolini maestro a Ciampino "Un uomo fioriva", recentemente trasmesso su RaiStoria, si soffermerà sull'"eterna gioventù", mito, utopia e racconto che attraversa tutte le poliedriche espressioni creative dell'artista Pier Paolo. Infine, Davide Zoletto, pedagogista dell'Università di Udine, con una relazione sugli interrogativi aperti posti dalle Prospettive pedagogiche del Pasolini postcoloniale, allargherà l'orizzonte problematico al terzomondismo pasoliniano e all'incontro, anche di tipo pedagogico, tra culture diverse.
Infine, il Convegno sarà sigillato, venerdì 22, alle ore 21, sempre nella Sala del Teatro Pasolini, dallo spettacolo del Gruppo Roccaltìa di Chia, in collaborazione con Graziella Chiarossi, I fanciulli e gli elfi, titolo del copione che Pasolini scrisse e allestì nel 1944-45 per i suoi allievi-attori di Versuta e che, mai più rappresentato da allora, costituisce un'autentica rarità e un pionieristico esempio di animazione teatrale a fini didattici.
Anticipatore del pensiero pasoliniano, e in perfetta coerenza con l'argomento di studio del convegno, è anche il tema intorno al quale ruota questa "favola"allegorica, che sul palco del Teatro Pasolini sarà animata da una vera tribù di interpreti, diretti dalla regista Ilaria Passeri (musiche dal vivo di Fabio Porroni): Marco Saverio Loperfido, Luisa Ciavattini, Giada di Fonzo, Alessandra Cappuccini, Mario Umberto Carosi, Tommaso Cicio, Antonella Santarsieri, Aldo Milea, Diego Polidori, Fabio Porroni, Mariaclara Verdelli.
Vi è rappresentato infatti l'incontro-scontro tra gli elfi, creature selvagge e felici, immerse nello stato rousseauviano di natura, e i fanciulli, già plasmati dall'educazione e dalla cultura per l'inserimento organico nel consorzio sociale. In mezzo, e su fronti contrapposti, gli adulti: l'Orco, padre-padrone ferino, nella barbarie del mondo irrazionale, e lo Zio, tutore e garante di armonia razionale. In questo lavoro Pasolini si interroga perciò precocemente sulla lacerazione umana tra natura e civiltà, viscere e ragione, bios e mente, e sulle prospettive utopiche della loro problematica conciliazione.
Infine, in chiusura dei lavori di sabato 23, oltre ad un momento di ricordo del prezioso lavoro pasoliniano svolto con il sito "pasolini.net" da Angela Molteni, amica del Centro Studi e recentemente scomparsa, e, in collaborazione tra i due Centri Studi di Casarsa e della Fondazione Cineteca di Bologna, è in programma la cerimonia di premiazione del vincitore del XXIX Premio Pasolini Tesi di Laurea, individuato dalla prestigiosa giuria accademica composta da Massimo Fusillo, Luciano De Giusti, Marco Antonio Bazzocchi, Peter Kammerer e Hervé Joubert-Laurencin, alcuni dei quali saranno presenti a Casarsa.
Un'ultima sorpresa finale sarà regalata ai convegnisti e al pubblico dal Coro della Gruppo Roccaltìa di Chia, che si cimenterà nell'esecuzione di alcune villotte della tradizione friulana, espressione popolare cara al Pasolini di Casarsa e da lui incentivata con il coinvolgimento dei giovani cantori contadini del paese "di temporali e di primule".

Info, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, via Guido A. Pasolini 4, 33072 Casarsa della Delizia (PN)
t-f +39 0434 870593, info@centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www. centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

Scritto da A cura della prof. Angela Felice

  


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