lunedì 29 aprile 2013

1968 TEOREMA




1968 TEOREMA


Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti)
Produzione: Franco Rossellini, Manolo Bolognini - Aetos Film
Distribuzione: Euro International Films
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, dal romanzo Teorema (Milano, Garzanti, 1968)
Fotografia: Giuseppe Ruzzolini
Musica: W.A. Mozart («Messa da Requiem»), Ennio Morricone

Fra gli interpreti: Terence Stamp, Silvana Mangano, Massimo Girotti, Laura Betti, Ninetto Davoli, Alfonso Gatto, Adele Cambria, Susanna Pasolini, Cesare Garboli (l’intevistatore del prologo)

PRIMA PROIEZIONE:
4 settembre 1968: XXIX Mostra di Venezia

USCITA NELLE SALE:
7 settembre 1968: Roma, Cinema Fiamnma; 10 settembre 1968: Torino, Cinema Cristallo.

STORIA:
Film girato dalla fine di marzo al 15 maggio 1968 nei teatri di posa Aetos Film (Roma) e negli esterni di Milano, Lainate, cascina Torre Bianca (Pavia), Roma, valle dell’Etna. Premi: Coppa Volpi (XXIX Mostra di Venezia) per la migliore interpretazione femminile a Laura Betti; Navicella d’oro, Premio OCIC (XXIX Mostra di Venezia). Il film ebbe subito problemi giudiziari: il 6 settembre 1968 il film è approvato, previo divieto ai minori di 18 anni, dalla commissione censura; il 13 settembre la Procura della Repubblica di Roma sequestra il film “per oscenità e per le diverse scene di amplessi carnali alcune delle quali particolarmente lascive e libidinose e per i rapporti omosessuali tra un ospite e un membro della famiglia che lo ospitava”. Il 14 ottobre la Procura della Repubblica di Genova emette analogo provvedimento. Il processo contro Pasolini e il produttore Donato Leoni, trasferito per competenza territoriale a Venezia (dove si era svolta l’anteprima del film), si apre il 9 novembre 1968 con l’escussione del regista. Il Pubblico Ministero Luigi Weiss chiede la reclusione di sei mesi di entrambi gli imputati e la distruzione integrale dell’opera. Il 23 novembre 1968, dopo un’ora di camera di consiglio, il Tribunale di Venezia assolve Pasolini e Leoni dall’accusa di oscenità annullando il sequestro del film con la seguente sentenza: «Lo sconvolgimento che Teorema provoca non è affatto di tipo sessuale, è essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un’opera d’arte, Teorema non può essere sospettato di oscenità».

TRAMA:
Il film si sviluppa intorno alle vicissitudini di una famiglia di un industriale milanese scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia. Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura. Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si dà al primo arrivato, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere orribili quadri, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita come una santa.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, Teorema, Milano, Garzanti, 1968 (22 marzo). Romanzo.

Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO







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1968 CHE COSA SONO LE NUVOLE?






Cosa sono le nuvole


D. Modugno - P.P. Pasolini



Che io possa esser dannato

se non ti amo

e se così non fosse

non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l'unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così


1968 CHE COSA SONO LE NUVOLE?
(3° episodio di CAPRICCIO ALL’ITALIANA)



Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti)
Produzione:Dino De Laurentiis Cin.
Distribuzione: Euro International Film
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musica: Domenico Modugno («Così sono le nuvole»)
Fra gli interpreti: Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, Adriana Asti, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Francesco Leonetti, Domenico Modugno

USCITA NELLE SALE:
13 aprile 1968: Bari, Cinema Impero; 14 giugno 1968: Roma: Cinema Paris, Reale, Ritz.

STORIA:
Film girato fra marzo e aprile 1967; nei teatri di posa di Cinecittà; esterni nei dintorni di Roma. Terzo episodio del film Capriccio all’italiana. Gli altri sono: Il mostro della domenica di Steno; Perché di Bolognini; Viaggio di lavoro di Pino Zac; La bambinaia di Monicelli; La gelosa di Bolognini.

TRAMA:
In un teatro, dinanzi a un pubblico popolare, viene messa in scena una versione in chiave comica dell’Otello: i personaggi sono attori-marionette: Totò rappresenta Jago, Ninetto Davoli è Otello. Jago mette in atto nei confronti di Otello il falso tradimento di Desdemona con Cassio: Otello riceve da Jago un fazzoletto avuto con l’inganno da Desdemona e che lo stesso Jago utilizza come prova dell’infedeltà della donna, suscitando la gelosia e le smanie di vendetta di Otello. Il pubblico che assiste alla rappresentazione non accetta la conclusione della storia che, come nella tragedia di Shakespeare, prevede l’assassinio di Desdemona da parte di Otello: gli spettatori salgono sul palcoscenico, uccidono Jago e Otello e portano in trionfo Desdemona e Cassio. I due attori-marionette (Jago e Otello) vengono buttati nel camion della spazzatura, poi nella discarica. Jago e Otello, semisepolti dai rifiuti, vedono sopra di loro il cielo azzurro cosparso di nuvole bianche. “Iiiiih, che so’ quelle”, chiede Otello. “Sono le nuvole”, risponde Jago. “E che so’ le nuvole? Quanto so’ belle! Quanto so’ belle!”, replica Otello.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, Che cosa sono le nuvole?, in CINEMA E FILM n. 7/8, Roma, Inverno/primavera 1969. Sceneggiatura.


Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
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1968 APPUNTI PER UN FILM SULL’INDIA




Un occidentale che va in India ha tutto, ma non dà niente. L’India, invece, non ha nulla, in realtà dà tutto.

P.P. Pasolini da Appunti per un film sull’India


Pier Paolo Pasolini tra gli ultimi giorni del 1960 e i primi giorni del 1961 era in India con Alberto Moravia ed Elsa Morante. Raccolse le sue impressioni e ne ricavò alcuni articoli che pubblicò su “Il giorno” tra il marzo e l’aprile del 1961. Essi furono ristampati l’anno successivo da Longanesi in un volume dal titolo L’odore dell’India. Più d’uno sostiene che venisse dal quel viaggio e dal segno profondo che impresse nella memoria e nella fantasia di Pasolini quell’amore per i paesi riarsi e per le loro culture arcaiche che avrebbe impregnato diversi e importanti capitoli della sua ricerca di scrittore e cineasta. Il libro, insomma, più che un aiuto alla conoscenza dell’India, risulta un documento essenziale della vicenda umana e intellettuale del poeta friulano. Non so quasi nulla dell’India e non sono in grado di confermare o confutare codesto giudizio. Mi pare tuttavia che nel libretto, poi più volte ristampato (da Guanda oltre che da Longanesi), Ppp più che farci da guida non tanto su luoghi, genti e costumi del favoloso Oriente possa insegnarci a guardare, ad ascoltare, o odorare, a sentire insomma con tutti i sensi il mondo e, dentro il mondo, l’uomo. Posto qui sotto alcuni brani tratti dal secondo capitolo, che tratta di religioni e religiosità, come invito a leggere l’intero libro.




1968 APPUNTI PER UN FILM SULL’INDIA


Regia di Pier Paolo Pasolini
Produzione: Gianni Barcelloni per la RAI TV
Soggetto, commento, fotografia: Pier Paolo Pasolini
Montaggio: Jenner Menghi

PRIMA PROIEZIONE:
18 agosto 1968: XXIX Mostra di Venezia, sezione “Documentari”.

USCITA NELLE SALE:
Il film non è uscito nei circuiti commerciali.

STORIA:
Film girato dal 20 dicembre 1967 al 10 gennaio 1968 negli esterni dello Stato di Maharashtra (Bombay), Stato di Uttar Pradesh, Stato di Rajahstan, New Delhi. Gli “appunti” si riferivano a un film da farsi “sulla storia di un maragià il quale, secondo una leggenda mitica indiana, offre il proprio corpo alle tigri per sfamarle (questo, idealmente, prima della liberazione dell’India); e, dopo la liberazione dell’India, sempre idealmente, la famiglia di questo maragià scompare perché i suoi membri muoiono di fame ad uno ad uno durante una carestia” (vedi: Nico Naldini, Pasolini, una vita, Einaudi 1989). Il progetto originario era di fare film sullo sviluppo della coscienza politica in alcune nazioni del Terzo Mondo che, affrancate dal colonialismo, stavano avviando forme di gestione democratica. Per rappresentare poeticamente tutto ciò, il regista prevedeva di utilizzare racconti radicati nella cultura locale, accomunati da un “sentimento violentemente e magari anche velleitariamente, rivoluzionario: così da fare del film stesso un’azione rivoluzionaria”. Pasolini effettuò le riprese cinematografiche per le strade, principalmente nella città di Bombay e nelle sue estreme, poverissime periferie, con la cinepresa in spalla, riprendendo persone di ogni estrazione sociale e presentando loro la propria idea di realizzazione della storia del marajà, con l’intento di verificare la propria concezione poetica del film e di ricercare i personaggi adatti all’interpretazione. Ascoltando e registrando le opinioni, i commenti, i suggerimenti, coglie sui volti vecchi e giovani di coloro che incontra, nei gesti, nei sorrisi da cui traspare una grande quiete interiore, una incredibile ricchezza di espressioni.

BIBLIOGRAFIA:
- Luciano De Giusti (a cura di), Il cinema in forma di poesia, Pordenone, Cinemazero, 1979; pp. 134-135. Soggetto. Col titolo di Storia indiana.


Fonte:
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1967 EDIPO RE




"Avevo due obiettivi nel fare il film: il primo, realizzare una sorta di autobiografia assolutamente metaforica, quindi mitizzata; il secondo, affrontare tanto il problema della psicoanalisi quanto quello del mito. Ma invece di proiettare il mito sulla psicoanalisi, ho riproiettato la psicoanalisi sul mito." 
(P.P. Pasolini, Le regole di un'illusione - Quaderni, 1991)

"Avevo due obiettivi nel fare il film: il primo, realizzare una sorta di autobiografia assolutamente metaforica, quindi mitizzata; il secondo, affrontare tanto il problema della psicoanalisi quanto quello del mito. Ma invece di proiettare il mito sulla psicoanalisi, ho riproiettato la psicoanalisi sul mito." (P.P. Pasolini, Le regole di un'illusione - Quaderni, 1991)


1967 EDIPO RE


Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Jean-Claude Biette)

Produzione: Alfredo Bini - Arco Film / Somafis (Casablanca)
Distribuzione: Euro International Films

Soggetto: «Edipo Re» e «Edipo a Colono» di Sofocle


Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Fotografia: Giuseppe Ruzzolini
Musica: a cura di Pier Paolo Pasolini


Fra gli interpreti: Franco Citti, Silvana Mangano, Alida Valli, Carmelo Bene, Julian Beck, Ninetto Davoli, Franeco Leonetti, Pier Paolo Pasolini (un sacerdote), Jean-Paul Biette (un sacerdote)


PRIMA PROIEZIONE:
3 settembre 1967: XXVIII Mostra di Venezia.


USCITA NELLE SALE:


7 settembre 1967: Firenze, Cinema Excelsior; 8 settembre 1967: Torino, Cinema Cristallo; Roma, Cinema Corso.


STORIA:

Film girato dalla seconda metà di aprile alla prima metà di luglio 1967 nei teatri di posa Dino De Laurentiis Cinematografica (Roma), esterni del Veneto, Bassa Lombardia [Cascina Moncucca e dintorni], Sant’Angelo Lodigiano, Bologna; Marocco: It’ben addu, Ouarzazate; Zagora. Premi: XXVIII Mostra di Venezia, Premio CIDALC (Confédération Internationale pour la Diffusion des Arts et des Lettres par le Cinema); Grolla d’oro, Saint Vincent, 6 luglio 1968; Premio Nastro d’Argento 1968 per la produzione e la scenografia.

TRAMA:
Un bambino è nato da una giovane coppia italiana prima della Grande Guerra. Il padre, spinto dalla gelosia, porta il bambino nel deserto per abbandonarlo. A questo punto l’impostazione del film cambia portandosi al mondo antico. Il bambino viene salvato dal re Polibo e dalla regina Merope di Corinto, che gli daranno il nome di Edipo e lo cresceranno come un figlio. Quando Edipo viene a conoscenza di una profezia secondo la quale lui ucciderà suo padre e sposerà sua madre, lascia Corinto credendo che Polibo e Merope siano i suoi veri genitori. Sulla strada per Tebe, Edipo incontra Laio, il suo padre biologico, e lo uccide dopo un litigio. Poi Edipo risolve l’enigma della Sfinge. Per liberare il regno di Tebe dalla maledizione della Sfinge Edipo viene ricompensato con la regalità e il matrimonio con la regina Giocasta, che è la sua madre biologica. Quando scoprono quello che hanno fatto, adempiendo la profezia, Edipo si acceca e Giocasta si suicida.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, Edipo re, Milano, Garzanti, 1967 (28 agosto). Sceneggiatura completa.


Fonte:
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1967 REQUIESCANT




1967 REQUIESCANT


Regia di Carlo Lizzani
Produzione: Mancori A.M. Chrétien Istituto Luce-Castoo Film (Roma) - Tefi Film (München)
Distribuzione: CIDIF
Soggetto: Franco Buccesi, Renato Izzo
Sceneggiatura: Lucio Manilo Battistrada, Adriano Bolzoni, Armando Crispino
Fotografia: Sandro Mancori
Musica: Riz Ortolani
Fra gli interpreti: Lou Castel, Franco Citti, Ninetto Davoli, Pier Paolo Pasolini (nel ruolo di Don Juan)

PRIMA PROIEZIONE
Italia, 10 marzo 1967

TRAMA:

Un bimbo di sei anni scampa miracolosamente alla strage di un piccolo pueblo messicano sul Rio Grande di cui si è macchiato Ferguson, giovane ex-ufficiale dei confederati. Il bimbo viene allevato da don Juan (P.P. Pasolini), un pastore protestante, che lo fa crescere accanto a sua figlia Princy, nascondendogli le sue origini. I due ragazzi diventano grandi e, quando Princy scappa di casa desiderosa di conoscere la libertà, è proprio lui a mettersi sulle sue tracce. Durante la ricerca, il ragazzo si imbatte in un gruppo di banditi e nello scontro a fuoco che ne segue, fa la conoscenza delle armi e scopre di avere una straordinaria abilità nel maneggiare la pistola. Da quel momento il suo nuovo nome, “Requiescant”, correrà lungo tutti i territori del West seminando terrore e rispetto. La resa dei conti è vicina.


Fonte:
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1967 LA TERRA VISTA DALLA LUNA (3° episodio de LE STREGHE)




1967 LA TERRA VISTA DALLA LUNA 

(3° episodio de LE STREGHE)


Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti)
Produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica (Roma) / Les Productions Artistes Associés (Paris)
Distribuzione: Dear Film / United Artists Europa
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, dal racconto inedito Il buro e la bura.
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Musica: Ennio Morricone
Fra gli interpreti: Totò, Ninetto Davoli, Silvana Mangano, Laura Betti

USCITA NELLE SALE:
22 febbraio 1967: Milano, Cinema Capitol; 23 febbraio 1967: Roma: Imperial Cine, Triomphe. Partecipa al Festival di Berlino il 23 ebbraio 1967.

STORIA:
Film girato nel novembre 1966 negli esterni di Roma, Ostia, Fiumicino. Terzo episodio del film Le streghe; gli altri episodi sono: La siciliana di Francesco Rosi; Senso civico di Mauro Bolognini; La strega bruciata viva di Luchino Visconti; Una serata come le altre di Vittorio De Sica. Pasolini non scrisse una vera e propria sceneggiatura dell’episodio: elaborò le scene del film disegnandole in forma di fumetti. Anzi, lo scrittore propose a Garzanti un libro tutto a fumetti che illustrasse, ancora prima di realizzarla, la sua ultima opera cinematografica.

TRAMA
Subito dopo la tumulazione del cadavere della prima moglie, Ciancicato Miao (Totò), d’accordo col figlio (Ninetto Davoli), comincia la ricerca di una sostituta, una Donna Ideale, e la trova in Assurdina Caì (Silvana Mangano), una bellissima sordomuta, che sposerà e si rivelerà perfetta donna di casa. Ma i due non si accontentano della situazione economica e, per poter comprare una nuova casa, convincono Assurdina a fingere una minaccia di suicidio a causa della miseria: la donna sale in cima al Colosseo al fine di far accorrere gente; così Ciancicato, con l’aiuto del figlio, organizza una colletta tra la folla, impietosendola con il racconto delle sventure della moglie. Succede però l’imprevisto: Assurdina, mentre rappresenta a gesti il simulato dolore, scivola su una buccia di banana e muore cadendo. Nuovamente al cimitero, per seppellire anche quest’altra moglie, i due sono disperati. Tuttavia, al loro ritorno a casa, troveranno il fantasma di Assurdina. Superato il terrore iniziale, convinti dai gesti di quella che spiega che lei è in tutto e per tutto come era da viva, buona moglie madre e casalinga, ritornano felici. L’episodio termina con queste parole scritte su un cartello: “Morale: essere vivi o essere morti è la stessa cosa”.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, La terra vista dalla luna, in IL GRIFO n. 12, aprile 1992. Sceneggiatura a fumetti.





Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
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I film non realizzati di Pier Paolo Pasolini.




1975 PORNO - TEO - KOLOSSAL
Film non realizzato


[Epifanio]: E’ stata un’illusione quella che mi ha guidato attraverso il mondo - ma è stata quell’illusione che, del mondo, mi ha fatto conoscere la realtà. Eppure... come tutte le Comete, anche la Cometa che ho seguito io è stata una stronzata. Ma senza quella stronzata, Terra, non ti avrei conosciuto...P.P. Pasolini, dalla sceneggiatura del film inedito Porno-Teo-Kolossal. 1975


Sceneggiatura: P.P. Pasolini, Sergio Citti
STORIA:
Porno-Teo-Kolossal è stato il progetto che Pasolini aveva in animo di realizzare dopo la lavorazione di Salò: si trattava di una sceneggiatura per “un film sull’ideologia” che doveva rappresentare tre diversi tipi di utopia, legati a un passato paleoindustriale, a un presente neocapitalistico e a un futuro tecnocratico, inesorabilmente destinati a fallire attraverso catastrofi apocalittiche che avrebbero condotto alla fine anche dell’ultima utopia: quella della Fede. Vera e propria summa poetica ed estetica del cinema di Pier Paolo Pasolini, Porno-Teo-Kolossal è il “poema” grandioso, l’opera epica, che - secondo le sue stesse dichiarazioni - avrebbe concluso la sua carriera cinematografica con esiti testamentari e definitivi. Pasolini ne aveva fatto cenno in diverse occasioni a Eduardo De Filippo, interprete designato del film. Su questo film Pasolini si era già espresso intorno alla metà degli anni Sessanta: un progetto risale al 1973, con un breve trattamento, mentre il testo che lo scrittore inviò a Eduardo è molto dettagliato.
TRAMA:
La narrazione del Porno-Teo-Kolossal si sviluppa attraverso un viaggio fantastico e allucinato compiuto dalla coppia di Nunzio ed Epifanio (Ninetto Davoli ed Eduardo De Filippo) intenta a seguire una Cometa (l’Ideologia) che si dirige verso il luogo dove è nato il Messia. La ragione del pellegrinaggio della coppia servo-padrone (anziché di quella padre-figlio) riposa dunque su una speranza di carattere religioso (l’avvento del Salvatore) e non più su una delusione di natura politica (la fine del marxismo), tanto che il “viaggio” attraverso tre città-metafora (Sodoma/Roma, Gomorra/Milano,Numanzia/Parigi con una destinazione finale in Oriente (Ur) si trasforma nella presa di coscienza di una “realtà” che coincide con la fine di ogni utopia. Ciò che risulta più significativo è il fatto che per raccontare una storia di forte impianto ideologico-simbolico, Pasolini adotta quasi esclusivamente il linguaggio del corpo, sviluppandone tutti gli aspetti relativi alla sessualità: dal ciclo divieto-trasgressione-punizione al rapporto tra permessività e comprensione o tra intolleranza e repressione, dalla scoperta dell’erotismo omofilo o eterofilo alla correzione esemplare oppure all’esecuzione capitale, dallo scandalo per la violazione del divieto alla più efferata violenza fallocratica.
BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini - Sergio Citti, Porno - Teo - Kolossal, in CINECRITICA Nuova Serie n. 13, Roma, aprile/giugno 1989. Trattamento integrale.
- P.P. Pasolini, Lettera a Eduardo de Filippo, in Pier Paolo Pasolini. Per il cinema, a cura di Walter Siti e Franco Zabagli, Milano, Mondadori, 2001; vol. II.

1975 SOGGETTO PER UN FILM SU UNA GUARDIA DI P.S.
Film non realizzato

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, L’ha ucciso un mito del consumismo [Soggetto per un film su una guardia di P.S], in IL MONDO n. 32, Roma, 7 agosto 1975
- P.P. Pasolini, Soggetto per un film su una guardia di P.S., in P.P. Pasolini, Lettere luterane, Torino, Einaudi, 1976, pp. 99-106


1971 LIBERTY
Film non realizzato

Soggetto di Pier Paolo Pasolini
Storia dei movimenti anarchici europei tra il 1920 e il 1930, vista attraverso le avventure di due bizzarre cantanti non più giovani e disposte a tutto.


1973 HISTOIRE DU SOLDAT
Film non realizzato

Regia di Giulio Paradisi
Soggetto: dal testo omonimo di Charles Ferdinand Ramuz
Sceneggiatura: Sergio Citti, Pier Paolo Pasolni, Giulio Paradisi
TRAMA
:
E’ la storia di un soldato disertore e del suo incontro con il diavolo. Pasolini vi inserisce tutti i temi appartenenti a quella “mutazione antropologica” che aveva subìto l’Italia alla fine degli anni Sessanta: l’omologazione di massa, il consumismo su larga scala, la perdita dell’innocenza, la fine delle culture popolari, l’egemonia del patto industriale. In particolare, però, imposta la sceneggiatura sullo scontro frontale con la “televisione” e la sua “ideologia”, fondata sulla manipolazione e il livellamento delle coscienze.


1968/1969 LA VITA QUOTIDIANA DELL’AFRICA NUOVA
Film non realizzato



1968 APPUNTI PER UN POEMA SUL TERZO MONDO

Film non realizzato

BIBLIOGRAFIA:
- M. Mancini - G. Perrella (a cura di), Pier Paolo Pasolini. Corpi e luoghi, Roma, Theorema, 1981; pp. 35-44. Nota introduttiva al film.


1968 SAN PAOLO
film non realizzato

“Pasolini lavorò intensamente al progetto di un film su San Paolo nel 1968, stendendo un abbozzo di sceneggiatura, ma vicende personali e difficoltà produttive ne impedirono la realizzazione; vi tornò nuovamente sopra nel 1974, senza miglior fortuna. (...) L’idea poetica del film è quella di trasporre l’intera vicenda di Paolo ai nostri giorni, di sostituire le antiche capitali del potere e della cultura con New York, Londra, Parigi, Roma, la Germania. Pasolini voleva rendere cinematograficamente, nel modo più diretto e violento, l’impressione dell’attualità dell’apostolato di Paolo, e dire allo spettatore che «Paolo è qui, oggi, tra noi», che la sua passione militante si rivolge alla nostra società” (P.P. Pasolini, San Paolo, Torino, Einaudi, 1977; dal retro di copertina).


BIBLIOGRAFIA- P.P. Pasolini, San Paolo, Torino, Einaudi, 1977. Sceneggiatura.



1962/1967 BESTEMMIA. POEMA IN FORMA DI 

SCENEGGIATURA

O DI SCENEGGIATURA IN FORMA DI POEMA
Film non realizzato

BIBLIOGRAFIA- P.P. Pasolini, Bestemmia. Poema in forma di sceneggiatura o di sceneggiatura in forma di poema, in CINEMA E FILM n. 7/8, Roma, marzo 1967.


1962/1963 IL PADRE SELVAGGIO
Film non realizzato


E’ stato il processo alla «Ricotta» per vilipendio alla religione che mi ha impedito di realizzare «Il Padre Selvaggio». Il dolore che ne ho avuto ancora mi brucia dolorosamente. Dedico la sceneggiatura del Padre Selvaggio al pubblico ministero del processo e al giudice che mi ha condannato...P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, Torino, Einaudi, 1975; pag. 58
BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, in FILM SELEZIONE, Roma, 12 luglio/agosto 1962. Soggetto.
- P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, in ABC, n.4, Milano, 26 gennaio 1964. Soggetto.
- P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, in OGGI, Milano, 5 marzo 1967. Ttrattamento.
- P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, in CINEMA E FILM, Roma, 3 luglio 1967 / settembre 1967. Sceneggiatura.
- P.P. Pasolini, Il padre selvaggio, Torino, Einaudi, 1975. Sceneggiatura.



1955 IL SOLE NEL VENTRE 
film non realizzato

Soggetto: dall’omonimo romanzo di Jean Hougron
Sceneggiatura: Alberto Lattuada - Pier Paolo Pasolini


Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
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Filmografia completa
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