martedì 14 maggio 2013

Pier Paolo Pasolini - Biografia...Opere e riconoscimenti.


"ERETICO & CORSARO"




Indice:

1)L'infanzia e la giovinezza.

2)Le prime esperienze letterarie e il periodo della guerra. 

3)Dal dopoguerra alle prime esperienze cinematografiche.

4)Cineasta e letterato

5)Gli anni sessanta 

6)Gli anni settanta 

7)Opere e riconoscimenti. 

Opere
Poesia

  • Poesie a Casarsa, Libreria Antiquaria Mario Landi, Bologna 1942.

  • Poesie, Stamperia Primon, San Vito al Tagliamento 1945.

  • Diarii, Pubblicazioni dell'Academiuta, Casarsa 1945 (ristampa anastatica 1979, con premessa di Nico Naldini).

  • I pianti, Pubblicazioni dell'Academiuta, Casarsa 1946.

  • Dov'è la mia patria, con 13 disegni di G. Zigaina, Edizioni dell'Academiuta, Casarsa 1949.

  • Tal còur di un frut, Edizioni di Lingua Friulana, Tricesimo 1953 (nuova edizione a cura di Luigi Ciceri, Forum Julii, Udine 1974).

  • Dal diario (1945-47), Sciascia, Caltanissetta 1954 (nuova edizione 1979, con introduzione di L. Sciascia, illustrazioni di Giuseppe Mazzullo).

  • La meglio gioventù, Sansoni ("Biblioteca di Paragone"), Firenze 1954.

  • Il canto popolare, Edizioni della Meridiana, Milano 1954.

  • Le ceneri di Gramsci, Garzanti, Milano 1957 (nuova edizione Einaudi, Torino 1981, con un saggio critico di Walter Siti).

  • L'Usignolo della Chiesa Cattolica, Longanesi, Milano 1958 (nuova edizione Einaudi, Torino 1976).

  • Roma 1950. Diario, All'insegna del pesce d'oro (Scheiwiller), Milano 1960.

  • Sonetto primaverile (1953), Scheiwiller, Milano 1960.

  • La religione del mio tempo, Garzanti, Milano 1961 (nuova edizione Einaudi, Torino 1982).

  • Poesia in forma di rosa (1961-1964), Garzanti, Milano 1964.

  • Poesie dimenticate, a cura di Luigi Ciceri, Società filologica Friulana, Udine 1965.

  • Trasumanar e organizzar, Garzanti, Milano 1971.

  • La nuova gioventù. Poesie friulane 1941-1974, Einaudi, Torino 1975.

  • Le poesie: Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa, Trasumanar e organizzar; Garzanti, Milano 1975.

  • Pasolini, Poesie e pagine ritrovate, a cura di Andrea Zanzotto e Nico Naldini con disegni di Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Zigaina, Lato Side, 1980

  • Bestemmia. Tutte le poesie, 2 voll., a cura di Graziella Chiarcossi e Walter Siti, prefazione di Giovanni Giudici, Garzanti, Milano 1993 (nuova edizione negli "Elefanti", 4 voll., ivi 1995-1996).

  • Poesie scelte, a cura di Nico Naldini e Francesco Zambon, con una introduzione di F. Zambon, TEA, Milano 1997.

  • Tutte le poesie, 2 voll. in cofanetto, a cura e con uno scritto di W. Siti, saggio introduttivo di Fernando Bandini, Mondadori, Milano 2003.
Traduzioni poetiche

Dal latino

  • Dall'Eneide, in Umberto Todini, Virgilio e Plauto, Pasolini e Zanzotto. Inediti e manoscritti d'autore tra antico e moderno, in Lezioni su Pasolini, a cura di Tullio De Mauro e Francesco Ferri, Sestante, Ascoli Piceno 1997, p. 56.
Dal francese

  • Roger Allard, Storia di Yvonne, in Poesia straniera del Novecento, a cura di A. Bertolucci, Garzanti, Milano 1958, pp. 82–87.

  • Jean Pellerin, La romanza del ritorno, in Poesia straniera del Novecento, a cura di A. Bertolucci, Garzanti, Milano 1958, pp. 88–93.

  • André Frénaud, Esortazione ai poveri, in «L'Europa letteraria», dicembre 1960.
In friulano

  • Niccolò Tommaseo, A la so Pissula Patria, «Il Stroligut», n. 1, avost 1945, p. 19.

  • Giuseppe Ungaretti, Luna, «Il Stroligut», n. 2, avril 1946, p. 19.
Dal greco al friulano

  • Tre frammenti di Saffo, in Massimo Fusillo, La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema, La Nuova Italia, Firenze 1996, pp. 243–244.
Narrativa

  • Ragazzi di vita, Garzanti, Milano 1955 (nuova edizione: Einaudi, Torino 1979, con un'appendice contenente Il metodo di lavoro e I parlanti).

  • Una vita violenta, Garzanti, Milano 1959 (nuova edizione: Einaudi, Torino 1979).

  • L'odore dell'India, Longanesi, Milano 1962 (nuova edizione Guanda, Parma 1990, con un'intervista di Renzo Paris ad Alberto Moravia).

  • Il sogno di una cosa, Garzanti, Milano 1962.

  • Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1965.

  • Teorema , Garzanti, Milano 1968.

  • La Divina Mimesis, Einaudi, Torino 1975 (nuova edizione 1993, con una nota introduttiva di Walter Siti).

  • Amado mio preceduto da Atti impuri, con uno scritto di A. Bertolucci, edizione a cura di Concetta D'Angeli, Garzanti, Milano 1982.

  • Petrolio, a cura di Maria Careri e Graziella Chiarcossi, con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Einaudi, Torino 1992.

  • Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini, Guanda, Parma 1993 (oltre a racconti, contiene saggi di argomento friulano).

  • Romàns, seguito da Un articolo per il «Progresso» e Operetta marina, a cura di Nico Naldini, Guanda, Parma 1994.

  • Storie della città di Dio. Racconti e cronache romane (1950-1966), a cura di Walter Siti, Einaudi, Torino 1995.

  • Romanzi e racconti, 2 voll., a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con due saggi di W. Siti, Mondadori, Milano 1998.

  • Petrolio, a cura di Silvia De Laude, con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Mondadori, Milano 2005.
Sceneggiature e testi per il cinema

  • La notte brava, in Filmcritica, novembre-dicembre 1959.

  • Accattone, prefazione di Carlo Levi, FM, Roma 1961; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, introduzione di Ugo Casiraghi, Garzanti, Milano 1993, pp. 23–236.

  • Mamma Roma, Rizzoli, Milano 1962; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, cit., pp. 239–401.

  • Il Vangelo secondo Matteo, a cura di Giacomo Gambetti, Garzanti, Milano 1964; poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, introduzione di Morando Morandini, Garzanti, Milano 1991, pp. 7–300.

  • La commare secca, in «Filmcritica», ottobre 1965.

  • Uccellacci e uccellini, Garzanti, Milano 1966.

  • Edipo re, Garzanti, Milano 1967, poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, cit., pp. 313–454.

  • Che cosa sono le nuvole?, in Cinema e Film, 1969.

  • Porcile (soggetto del primo episodio, titolo originario Orgia), in «ABC», 10 gennaio 1969.

  • Appunti per un poema sul Terzo Mondo (soggetto), in Pier Paolo Pasolini. Corpi e luoghi, a cura di Michele Mancini e Giuseppe Perrella, Theorema, Roma 1981, pp. 35–44.

  • Ostia, un film di Sergio Citti, sceneggiatura di S. Citti e Pier Paolo Pasolini, Garzanti, Milano 1970; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, cit., pp. 405–566.

  • Medea, Garzanti, Milano 1970; poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, cit., pp. 475–605.

  • Il padre selvaggio (racconto-sceneggiatura per un film mai realizzato), Einaudi, Torino 1975,

  • Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury, il Fiore delle Mille e una notte), a cura di Giorgio Gattei, Cappelli, Bologna 1975; nuove edizioni Oscar Mondadori, Milano 1987, e Garzanti, Milano 1995, con introduzione di Gianni Canova.

  • San Paolo, Einaudi, Torino 1977.

  • Appunti per un'Orestiade africana, a cura di Antonio Costa, Quaderni del Centro Culturale di Copparo, Copparo (Ferrara) 1983.

  • Ignoti alla città (commento), in Pier Paolo Pasolini, Il cinema in forma di poesia, a cura di Luciano De Giusti, Cinemazero, Pordenone 1979, pp. 117–18.

  • La canta delle marane (commento), ibid., pp. 119–20.

  • Comizi d'amore (scaletta preparatoria), ibid., pp. 123–27.

  • Storia indiana (soggetto), ibid., pp. 134–35.

  • Le mura di Sana'a (commento), in «Epoca», 27 marzo 1988.

  • Porno-Teo-Kolossal, in «Cinecritica», aprile-giugno 1989.

  • Sant'Infame, ivi.

  • La Terra vista dalla Luna, sceneggiatura a fumetti, presentazione di Serafino Murri, in «MicroMega», ottobre-novembre 1995.

  • La Nebbiosa, in «Filmcritica», 459/460, novembre-dicembre 1995.

  • Per il cinema, 2 voll. in cofanetto, a cura di Walter Siti e Franco Zabagli, con due scritti di B. Bertolucci e Mario Martone, saggio introduttivo di Vincenzo Cerami, Mondadori, Milano 2001.
Teatro

  • Italie Magique, in Potentissima signora, canzoni e dialoghi scritti per Laura Betti, Longanesi, Milano 1965, pp. 187–203.

  • Pilade, in «Nuovi Argomenti», luglio-dicembre 1967.

  • Affabulazione, in «Nuovi Argomenti», luglio-settembre 1969.

  • Calderón, Garzanti, Milano 1973.

  • I Turcs tal Friùl (I Turchi in Friuli), a cura di Luigi Ciceri, Forum Julii, Udine 1976 (nuova edizione a cura di Andreina Nicoloso Ciceri, Società filologica friulana, Udine 1995).

  • Affabulazione-Pilade, presentazione di Attilio Bertolucci, Garzanti, Milano 1977.

  • Porcile, Orgia, Bestia da stile, con una nota di Aurelio Roncaglia, Garzanti, Milano 1979.

  • Teatro (Calderón, Affabulazione, Pilade, Porcile, Orgia, Bestia da stile), prefazione di Guido Davico Bonino, Garzanti, Milano 1988.

  • Affabulazione, con una nota di Guido Davico Bonino, Einaudi, Torino 1992.

  • La sua gloria (dramma in 3 atti e 4 quadri, 1938), in «Rendiconti», 40, marzo 1996, pp. 43–70.

  • Teatro, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con due interviste a L. Ronconi e S. Nordey, Mondadori, Milano 2001.

  • Bestia da stile, a cura di Pasquale Voza, Editrice Palomar, Bari 2005.
Traduzioni teatrali

  • Eschilo, Orestiade, traduzione di Pier Paolo Pasolini, a cura dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico per le rappresentazioni classiche nel teatro greco di Siracusa, Urbino 1960; poi Einaudi, Torino 1960 e 1988, con una Lettera del traduttore.

  • Plauto, Il vantone, traduzione di Pier Paolo Pasolini, Garzanti, Milano 1963 (nuova edizione 1994, con la presentazione di U. Todini).
Saggi

  • "Paolo Weiss" testo di Pasolini, con 34 tavole del pittore, Edizioni della Piccola Galleria Roma 1946

  • Passione e ideologia (1948-1958), Garzanti, Milano 1960 (nuove edizioni Einaudi, Torino 1985, con un saggio introduttivo di C. Segre, e Garzanti, Milano 1994, con prefazione di A. Asor Rosa).

  • "I parlanti" (1948) estratto da "Botteghe Oscure", Roma 1951, ripubblicato in appendice all'edizione Einaudi di "Ragazzi di vita", 1979

  • "Donne di Roma" con introduzione di Alberto Moravia, Milano, Il Saggiatore, 1960

  • Empirismo eretico, Garzanti, Milano 1972.

  • Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975 (nuova edizione 1990, con prefazione di A. Berardinelli).

  • Volgar'eloquio, a cura di Antonio Piromalli e Domenico Scafoglio, Athena, Napoli, 1976

  • Lettere luterane, Einaudi, Torino, 1976; con un'introduzione di Alfonso Berardinelli, 2003.

  • Descrizioni di descrizioni, a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi, Torino 1979 (nuova edizione Garzanti, Milano 1996, con una prefazione di Giampaolo Dossena).

  • Il Portico della Morte, a cura di Cesare Segre, «Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini», Garzanti Milano 1988.

  • Antologia della lirica pascoliana. Introduzione e commenti, a cura di Marco Antonio Bazzocchi, saggio introduttivo di M. A. Bazzocchi ed Ezio Raimondi, Einaudi, Torino 1993.

  • I film degli altri, a cura di Tullio Kezich, Guanda, Parma 1996.

  • Poesia dialettale del Novecento, a cura di Mario dell'Arco e Pier Paolo Pasolini, introduzione di Pasolini, Guanda, Parma 1952 (nuova edizione Einaudi, Torino 1995, con prefazione di Giovanni Tesio).

  • Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare, a cura di Pier Paolo Pasolini, Guanda, Parma 1955 (nuova edizione Garzanti, Milano 1972 e 1992).

  • Pier Paolo Pasolini e il setaccio 1942-1943, a cura di Mario Ricci, Cappelli, Bologna 1977, con scritti di Roberto Roversi e Gianni Scalia (contiene i seguenti saggi pasoliniani: «Umori» di Bartolini; Cultura italiana e cultura europea a Weimar; I giovani, l'attesa; Noterelle per una polemica; Mostre e città; Per una morale pura in Ungaretti; Ragionamento sul dolore civile; Fuoco lento.Collezioni letterarie; Filologia e morale; Personalità di Gentilini; «Dino» e «Biografia ad Ebe»; Ultimo discorso sugli intellettuali; Commento a un'antologia di «lirici nuovi»; Giustificazione per De Angelis; Commento allo scritto del Bresson; Una mostra a Udine).

  • Stroligut di cà da l'aga (1944) - Il Stroligut (1945-1946) - Quaderno romanzo (1947), riproduzione anastatica delle riviste dell'Academiuta friulana, a cura del Circolo filologico linguistico padovano, Padova, 1983 (contiene i seguenti saggi pasoliniani: Dialet, lenga e stil; Academiuta di Lenga Furlana; Alcune regole empiriche d'ortografia; Volontà poetica ed evoluzione della lingua).

  • Saggi sulla letteratura e sull'arte, 2 voll., in cofanetto, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Cesare Segre, Mondadori, Milano, 1999.

  • Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Piergiorgio Bellocchio, Mondadori, Milano 1999.

 

Riconoscimenti

A Pier Paolo Pasolini sono intitolati:



  • Il teatro civico di Casarsa della Delizia (PN)


  • Il teatro comunale di Cervignano del Friuli (UD)


  • Un grande viale a Udine


  • Una via nel quartiere di Roma nord Ottavia, presso la via Trionfale


  • La biblioteca comunale del Municipio XII a Spinaceto (Roma)

  • La piazzetta presso l'ingresso del cinema "Lumière", quindi della Cineteca di Bologna, a Bologna

  • L'Amministrazione comunale di Ciampino, nel 1997, gli ha dedicato la Biblioteca Comunale. Dal dicembre del 1951 alla fine del 1954 Pasolini insegnò a Ciampino alla scuola media di via Pignatelli, ora non più esistente; tra i suoi allievi vi fu Vincenzo Cerami, illustre scrittore, giornalista e sceneggiatore, che iniziò a lavorare come assistente di Pasolini. All'inaugurazione attesero l'allora sindaco Antonio Rugghia, Walter Veltroni e Willer Bordon (il secondo a quei tempi Vice Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro dei Beni Culturali e il terzo Sottosegretario ai Beni Culturali).
 

Omaggi

Musicali

  • Piazza Dei Cinquecento, brano del gruppo genovese IANVA tratto dall'album Italia: ultimo atto del 2009, ricostruisce l'ultima sera di Pasolini attraverso i suoi pensieri.

  • Lamento per la morte di Pasolini, canzone scritta da Giovanna Marini nel dicembre del 1975, ricalca la narrazione per orario tipica del modo narrativo popolare, e in particolare il modulo di un canto religioso extra-liturgico abruzzese, L'orazione di San Donato.

  • Una storia sbagliata del 1980, scritta da Fabrizio De André e Massimo Bubola. A proposito di questa canzone De André ha detto: «Nel testo di Una storia sbagliata rievoco la tragica vicenda di Pier Paolo Pasolini. È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta come sigla per due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e Wilma Montesi».

  • A Pà, canzone scritta da Francesco De Gregori (Scacchi e tarocchi, 1985).

  • P... come, canzone scritta da Fabio Concato (Svendita Totale, 1978).

  • Il compositore Roberto De Simone, nel 1985, compone un Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini.

  • Ostia (The Death Of Pasolini), canzone interpretata dal duo Coil, contenuta nell'album Horse Rotorvator (1986), del genere musicale industrial.

  • Pier Paolo, opera, prima rappresentazione assoluta nel 23 maggio del 1987 al Teatro dell'Opera di Kassel (testo di Gerd Uecker e musica di Walter Haupt).

  • Renato Zero nell'album Quando non sei più di nessuno del 1993 canta Casal de' Pazzi, una canzone ispirata all'opera del regista poeta.

  • Scott Walker nell'album intitolato Tilt del 1995, dedica a Pasolini il brano Farmer in the city.

  • Il gruppo italo-nippo-americano Blonde Redhead ha inciso in ricordo di Pasolini la canzone Pier Paolo, contenuta nell'album Fake can be just as good (1997).

  • Il gruppo italiano Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo nell'album "It Is" (Santeria/Audioglobe 2002) ha inciso un brano dedicato a Pasolini intitolato "La sequenza del fiore di carta", come l'omonimo episodio da lui diretto nel film collettivo italo/francese Amore e rabbia (1968).

  • Il cantante inglese Morrissey, cita Pasolini nella canzone You have killed me tratta dal suo album Ringleader of the Tormentors (2006).

  • Il cantautore Flavio Giurato, nel suo ultimo album Il Manuale del Cantautore (Interbeat 2007).

  • Linda Valori interpreta il brano Pasolini Scrive (2008), scritto da Maurizio Fabrizio.

  • Nel pezzo Baudelaire dall'album Amen (2008) dei Baustelle Pasolini è citato come esempio di impegno sociale e culturale.

  • La compilation Songs For A Child – A Tribute To Pier Paolo Pasolini, con contributi di artisti provenienti dal mondo europeo della musica underground.

  • Il brano Ciant, dell'album Distances (ECM, 2008) nominato al Grammy, ideato dal pianista friulano Glauco Venier e interpretato dalla cantante inglese Norma Winstone, unisce il testo della poesia Ciant da li ciampanis alla musica di Erik Satie.

  • Nella canzone "Alla mia nazione", dell'album "100celle city rockers", i Klaxon riportano la medesima poesia di Pasolini.

  • Il cantautore fiorentino Massimiliano Larocca ha definito Pier Paolo Pasolini il suo "faro costante", al punto di dedicargli una canzone in ciascuno dei suoi lavori discografici: traduce dal friulano e musica nel suo primo album Il ritorno delle passioni (2005) la poesia di Pasolini Il nini muart, mentre nel suo secondo disco, La breve estate (2008), gli dedica la canzone Le ceneri di Pasolini (Lettera dal dopostoria).

  • La musicista Diamanda Galas interpreta al pianoforte la sua poesia "Supplica a mia madre".

  • Il cantautore Antonello Venditti gli dedica il videoclip di un suo brano, Forever, contenuto nell'album Unica del 2011

  • Vasco Brondi alias Le Luci della Centrale Elettrica cita Pasolini nella sua canzone Anidride Carbonica.

  • Il gruppo musicale Consorzio Suonatori Indipendenti dedica a Pasolini l'ultima traccia del cd Linea Gotica, Irata

  • Le canzoni Latte e Classe del gruppo musicale torinese Fluxus contenute nell'album Pura Lana Vergine sono un chiaro omaggio alla vita e ai temi sociali cari a Pasolini, omaggio palesato nella dedica allegata al testo di Latte la quale recita P.P.P., un sacrificio laico. Un angelo blasfemo in bianco e nero che osserva dall'alto quello che diventiamo.

  • Il cantautore Simone Cristicchi cita Pasolini nel brano La prima volta che sono morto del 2013: nella canzone Pasolini si trova nell'aldilà in cui è finito, dopo morto, il protagonista insieme a personaggi come Charlie Chaplin e Sandro Pertini; il protagonista del brano propone di andare al cinema a vedere il nuovo film del regista (E stasera si va tutti al cinema, c'è il nuovo film di Pasolini!).
Cinematografici

  • Un omaggio cinematografico alla morte di Pier Paolo Pasolini viene offerto al termine del primo episodio del film Caro diario di Nanni Moretti, del 1993, in cui l'autore a bordo di una Vespa percorre le strade di Ostia fino a raggiungere il luogo dell'omicidio sulle note del The Köln Concert di Keith Jarrett.

  • Nel film I magi randagi, di Sergio Citti, del 1996, una donna partorisce nel luogo dove Pasolini fu ucciso. Nello stesso luogo, davanti al monumento, è girata una scena drammatica del film Amore tossico di Claudio Caligari (1983) e di Uno a me, uno a te e uno a Raffaele di Jon Jost (1995), dove appare uno dei protagonisti in un'invettiva intellettuale contro lo scrittore.

  • I registi Daniele Ciprì e Franco Maresco hanno dedicato a Pasolini un mediometraggio dal titolo Arruso.

  • Il regista Marco Tullio Giordana ha girato nel 1995 il film Pasolini, un delitto italiano, ispirato al libro di Enzo Siciliano Vita di Pasolini, pubblicato da Giunti sempre nello stesso anno.

  • Nel film del 2000 I cento passi, sempre di Marco Tullio Giordana, il protagonista Luigi Lo Cascio, che interpreta Peppino Impastato, legge e fa leggere alla propria madre parte di "Supplica a mia madre", scritta dal poeta stesso.

  • Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno, documentario su Pasolini del 2001 diretto da Laura Betti e Paolo Costella.

  • I film Nerolio ed Un mondo d'amore di Aurelio Grimaldi vertono totalmente intorno alla vita di Pasolini, regista che influenzò più di tutti l'opera del regista.

  • Il documentario Pasolini prossimo nostro, per la regia di Giuseppe Bertolucci 2006.

  • Il documentario Das Mitleid ist gestorben. Pier Paolo Pasolini und Italien, per la regia di Ebbo Demant, Germania, 1978.

  • Il docufilm La notte quando è morto Pasolini, per la regia di Roberta Torre, Italia, 2009.

  • Qui finisce l'Italia, un documentario del 2010 diretto dal regista belga Gilles Coton, ispirato a La lunga strada di sabbia di Pasolini.

  • Nel 2011 il regista Massimiliano Perrotta ha realizzato il documentario Sicilia di sabbia, viaggio nei luoghi visitati da Pasolini per il reportage giornalistico La lunga strada di sabbia.
Letterari e fumetti

  • Le ceneri di Pasolini, fumetto grafico di Graziano Origa, tre tavole in bianco e nero a pennino e china, pubblicato nel periodico Contro, n. 6, marzo 1976.

  • Il fumettista Davide Toffolo ha pubblicato un romanzo a fumetti, Intervista a Pasolini, a lui dedicato. Un viaggio-intervista fantastico tra i luoghi e i pensieri del poeta friulano.

  • Il delitto Pasolini di Gianluca Maconi edito da Becco Giallo nell'ottobre 2005.

  • Il libro di Emanuele Trevi Qualcosa di scritto (2012) prende ispirazione dall'ultimo, e incompiuto, romanzo di Pasolini, Petrolio.
Altri omaggi

  • Lo scrittore e autore televisivo Carlo Lucarelli nel 2005 ha dedicato una puntata della trasmissione televisiva Blu Notte - Misteri Italiani alla morte del poeta, ricostruendone i fatti e indagandone il caso. La trasmissione andò in onda sulla RAI il 9 ottobre 2005, in prossimità del trentennale dell'omicidio di Pasolini (2 novembre 1975).

  • La scrittrice Oriana Fallaci, quando venne a sapere che Pasolini era rimasto ucciso gli aveva scritto una lettera commemorativa.

  • Lo scrittore Fulvio Abbate,dopo averlo ricordato nel romanzo "Oggi è un secolo" (Theoria, 1992) ha scritto il saggio "C'era una volta Pier Paolo Pasolini, (Edizioni de l'Unità, 2005)


 Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini



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Pier Paolo Pasolini - Biografia...Gli anni settanta


"ERETICO & CORSARO"




Indice:

1)L'infanzia e la giovinezza.

2)Le prime esperienze letterarie e il periodo della guerra. 

3)Dal dopoguerra alle prime esperienze cinematografiche.

4)Cineasta e letterato

5)Gli anni sessanta 

6)Gli anni settanta 

7)Opere e riconoscimenti. 


Gli anni settanta

Durante l'estate del 1970 scrisse la sceneggiatura di dieci novelle tratte, tra quelle tragico-comiche, dal Decamerone che ambienterà nel mondo napoletano.

Il trittico della vita

Vuole essere Il Decameron il primo del trittico che Pasolini "dedica alla vita". Seguiranno infatti I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una notte.
Nel settembre dello stesso anno iniziò a girare a Casertavecchia le prime riprese per proseguire, con Ser Ciappelletto, a Napoli e a Bressanone. Era la prima volta che appariva in un film il corpo nudo di un uomo.
« Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere. »
Nel frattempo si propose di pubblicare tutte le sue poesie, dal primo libretto in lingua friulana del 1942 al volume che non ancora era stato pubblicato Trasumanar e organizzar, e intitolarlo Bestemmia.
All'inizio del 1971 realizzò un documentario, dal titolo 12 dicembre, con la collaborazione di alcuni impegnati di "Lotta continua" sul tema della strage alla Banca dell'Agricoltura di Milano e a marzo presta il suo nome come direttore responsabile dello stesso quotidiano. Ad aprile venne denunciato per "istigazione a delinquere e apologia del reato", ma non dimostrò di essere preoccupato e scrisse:
« Se mi mettono in carcere, non me ne importa affatto. È una cosa di cui non mi curo: per me non fa nessuna differenza, nemmeno dal punto di vista economico. Se finirò in prigione, avrò modo di leggere tutti i libri che altrimenti non sarei mai riuscito a leggere. »
Scrisse nel frattempo una recensione a "Satura" di Montale e in aprile uscì la sua ultima raccolta di poesie Trasumanar e organizzar accolta da lettori e critici distratti.
Si accinse a scrivere la sceneggiatura dei Racconti di Canterbury tratti da Chaucer e il 28 giugno al Festival di Berlino, "Il Decameron" ottenne il secondo premio.
Sempre nel giugno 1971 fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli.
Nel 1972, accolto dalla solita indifferenza da parte della critica, pubblicò la raccolta di saggi Empirismo eretico e continuò a lavorare al romanzo Petrolio, del quale, in tre anni, aveva compilato più di cinquecento pagine dattiloscritte e che pensò dovesse impegnarlo: "forse per il resto della mia vita".
Intanto, dopo le nove settimane impegnate alle riprese in Inghilterra di "Canterbury", iniziò durante l'estate, senza attendere che il film uscisse nelle sale, a lavorare alla terza parte della trilogia tratta dalle novelle delle Mille e una notte e fece diversi sopralluoghi in Egitto nello Yemen, in Persia, in India e in Eritrea.

La collaborazione con giornali e riviste

A novembre iniziò a collaborare con il settimanale Tempo occupandosi di recensioni letterarie che usciranno nel volume postumo, Descrizioni di descrizioni.
All'inizio del 1973 accettò di collaborare al Corriere della Sera, allora diretto da Piero Ottone, e il 7 gennaio uscì il primo articolo, Contro i capelli lunghi, che avviò un'ininterrotta serie di interventi riguardo l'ambito politico, il costume, il comportamento pubblico e privato. Questi articoli saranno raccolti nel volume Scritti corsari.

Documentari e testi per il teatro

Iniziarono nel frattempo le riprese del Fiore delle mille e una notte a Isfahan, in Iran. Il lavoro procedette con precisione e velocità tanto che l'autore riuscì a girare nel frattempo un documentario, Le mura di Sana'a, che voleva essere un appello all'Unesco perché salvaguardasse l'antica città yemenita.
Nel settembre dello stesso anno uscirono due testi per il teatro, Calderón e Affabulazione.
Alla fine dell'anno lo scrittore aveva già in mente il progetto per un nuovo film dal titolo provvisorio Porno-teo-kolossal al quale avrebbe dovuto partecipare tra i protagonisti Eduardo De Filippo.
Il fiore delle Mille e una notte uscì nelle sale all'inizio del 1974 e ottenne un gran successo, anche se il giudizio della critica non soddisfece l'autore.

La polemica politica e i saggi

Durante l'estate scrisse una lunga appendice al dramma in versi Bestia da stile.
« L'Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c'è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra, soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra »
Scrisse anche altri testi de La nuova gioventù e pubblicò, in seguito al referendum sul divorzio, l'articolo Gli italiani non sono più quelli.
Sempre nello stesso anno, il 14 novembre, pubblicò sul Corriere della sera l'articolo Cos'è questo golpe? Io so, in cui accusava la Democrazia Cristiana e gli altri partiti suoi alleati nel governo di essere i veri mandanti delle stragi, a partire da piazza Fontana.

Il male radicale

Interessato al progetto del film tratto da Sade si mise a studiare intensamente il kantiano "male radicale" che riduce l'umanità nella schiavitù del consumismo e che corrompe, manipolandole, le anime insieme ai corpi; e per spiegare meglio questa concezione, Pasolini analizzò il suo caso personale e descrisse le sue angosce:
« Un omosessuale oggi in Italia è ricattato e ricattabile, arriva anche a rischiare la vita tutte le notti. »
Il 19 gennaio uscì sul Corriere della Sera il suo articolo "Sono contro l'aborto" che suscitò altre polemiche. Ai primi di febbraio terminò la sceneggiatura del film che non sarà mai realizzato, Il padre selvaggio e a metà dello stesso mese iniziarono nel mantovano le riprese di Salò o le centoventi giornate di Sodoma.
Scrisse alcuni articoli sul settimanale Il Mondo che andranno a far parte del volume postumo Lettere luterane.
Nel mese di maggio uscì il volume Scritti corsari che raccoglieva tutti gli articoli scritti per il Corriere della Sera dal 7 gennaio 1974 al 18 febbraio 1975 con una sezione "Documenti allegati", nella quale vengono raccolti alcuni scritti di critica che erano apparsi sul settimanale Tempo dal 10 giugno al 22 ottobre 1974.
Sempre in maggio vide le stampe La nuova gioventù, che era una riproduzione dell'opera La meglio gioventù, e durante l'estate Pasolini lavorò al montaggio di Salò.

La trilogia della vita

A ottobre uscirono le sceneggiature della Trilogia della vita con alcune pagine di introduzione Abiura dalla Trilogia della vita e consegnò a Einaudi La Divina Mimesis.
Si recò quindi a Stoccolma per un incontro all'Istituto italiano di cultura e al ritorno si fermò a Parigi per rivedere l'edizione francese di Salò: il 31 ottobre ritornò a Roma.

La torre di Chia a Soriano nel Cimino

Pier Paolo Pasolini si affezionò molto al paese di Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo e proprio per questo motivo decise di viverci per alcuni anni; vi soggiornò sempre più spesso negli ultimi anni della sua vita.
Nella primavera del 1964, dopo aver visionato molti luoghi, per ricostruire la scena del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano nel film Il Vangelo secondo Matteo, Pasolini si fermò a Chia, nei pressi di Soriano nel Cimino, e ambientò la scena nel suggestivo panorama di una valle ricca di vecchi mulini ed attraversata da uno spumeggiante torrente, dai ruderi di una vecchia torre medioevale, chiamata la Torre di Chia, che divenne poi, nell'autunno del 1970, di sua proprietà.
Nel 1966 il regista scrisse:

« […] Ebbene ti confiderò, prima di lasciarti,
che io vorrei essere scrittore di musica, 
vivere con degli strumenti
dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare,
nel paesaggio più bello del mondo, dove l'Ariosto
sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta
innocenza di querce, colli, acque e botri,
e lì comporre musica
l'unica azione espressiva
forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà. » 
(Pier Paolo Pasolini, da Poeta delle ceneri, 1966-1967, in Bestemmia, Tutte le poesie, vol. I, Garzanti, Milano 1993)

Pasolini durante i suoi anni a Soriano nel Cimino lottò anche per il riconoscimento statale dell'Università della Tuscia, allora ancora Libera Università della Tuscia.

Il rapporto con Marco Pannella e i Radicali

Pasolini dedicò all'operato politico di Marco Pannella e dei Radicali una certa attenzione. Pur mantenendo inalterata la sua posizione contraria al divorzio ma soprattutto all'aborto, propugnati con forza, invece, proprio dal Partito Radicale, tra il 1974 ed il 1975 scrisse alcuni pezzi, sul Corriere della Sera e su altri quotidiani, dedicati alle battaglie Radicali ed agli scioperi della fame di Marco Pannella, tra cui il famoso articolo "Il fascismo degli antifascisti" (uscito sul Corriere del 16 luglio 1974).
L'aspetto più rilevante di questa sua, seppur critica, simpatia per i Radicali è, però, un altro: prima d'essere ucciso, nella notte tra il 1º ed il 2 novembre 1975, Pasolini scrisse quello che diverrà il suo ultimo documento pubblico. Si tratta del testo dell'intervento che avrebbe dovuto tenere in quei giorni al 15º Congresso del Partito Radicale:
« Caro Pannella, caro Spadaccia, cari amici radicali […] voi non dovete fare altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare. » 
(Testo dell'intervento di Pier Paolo Pasolini preparato per il 15º congresso del Partito Radicale) 


 Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini



Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro
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Pier Paolo Pasolini - Biografia...Gli anni sessanta


"ERETICO & CORSARO"





Indice:

1)L'infanzia e la giovinezza.

2)Le prime esperienze letterarie e il periodo della guerra. 

3)Dal dopoguerra alle prime esperienze cinematografiche.

4)Cineasta e letterato

5)Gli anni sessanta 

6)Gli anni settanta 

7)Opere e riconoscimenti. 


Gli anni sessanta

Nell'autunno del 1961 si recò al Circeo nella villa di un'amica per scrivere insieme a Sergio Citti la sceneggiatura del film Mamma Roma la cui lavorazione verrà programmata per la primavera del 1962, annoverando fra gli interpreti Anna Magnani. Terminò nel frattempo il romanzo del periodo friulano, Il sogno di una cosa, che verrà pubblicato in maggio e tra aprile e giugno lavorò alle riprese di Mamma Roma che verrà presentato alla Mostra del cinema di Venezia ottenendo un grande successo.
Durante il settembre di quello stesso anno Pasolini partecipò a un convegno che si tenne alla Cittadella di Assisi[9] ed ebbe occasione di leggere il Vangelo di San Matteo. Da questa lettura nacque l'idea di produrre un film. Nel frattempo partecipò, con il produttore Bini, ad un film a episodi insieme a Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Ugo Gregoretti e in quell'occasione pensò di ricavare un mediometraggio su una ricostruzione cinematografica della Passione di Cristo scritta durante la lavorazione di Mamma Roma dal titolo La ricotta che uscirà il primo marzo del 1963 accolto da un pubblico poco partecipe e che verrà sequestrato lo stesso giorno della sua uscita con l'accusa di "vilipendio alla religione di stato".Il processo, che verrà tenuto a Roma tra il 6 e il 7 marzo, condannò Pasolini a quattro mesi di reclusione per essere "colpevole del delitto ascrittogli" e il film venne sequestrato fino al dicembre dello stesso anno.
Come scriverà Alberto Moravia su L'espesso:
« L'accusa era quella di vilipendio alla religione. Molto più giusto sarebbe stato incolpare il regista di aver vilipeso i valori della piccola e media borghesia italiana. »
La condanna, dopo l'assoluzione conseguita nel secondo grado di giudizio, fu confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione del 24 febbraio 1967, che tuttavia annullava gli effetti senza rinvio, perché il reato risultava estinto dall'amnistia del 1966.
Continuò intanto a tenere i contatti con la Cittadella di Assisi e nel febbraio iniziò le ricerche filologiche e storiche per poter realizzare il progetto di girare un film che avesse come soggetto il Vangelo. Insieme al biblista Andrea Carraro e un troupe di tecnici compì viaggi in Israele e Giordania per trovare i luoghi e le persone adatte per la realizzazione del film. Il personaggio più difficile da trovare fu il Cristo che Pasolini volle dai lineamenti forti e decisi. Dopo averlo cercato tra poeti come Evtusenko, Ginsberg e Goytisolo, trovò per caso uno studente spagnolo, Enrique Irazoqui, dal volto fiero e distaccato simile ai Cristi dipinti dal Goya o da El Greco, e comprese di aver trovato la persona giusta.
Contemporaneamente alla preparazione del film Pasolini realizzò un film-inchiesta sulla sessualità degli italiani dal titolo Comizi d'amore. Iniziò a scrivere La Divina Mimesis, il rifacimento in romanesco del Miles gloriosus di Plauto che intitolerà Il Vantone e su richiesta di Vittorini presentò alcune poesie sulla rivista Il menabò e la Notizia su Amelia Rosselli.
Nel maggio del 1964 pubblicò la quarta raccolta di versi italiani Poesia in forma di rosa e il 24 aprile iniziarono le riprese del Vangelo secondo Matteo che verranno concluse all'inizio dell'estate. L'opera è stata girata nei paesaggi rupestri di Matera e Massafra utilizzando moltissime comparse locali. Il film, presentato a settembre dello stesso anno a Venezia, venne stroncato all'inizio da molti intellettuali di sinistra tra i quali Sciascia e Fortini. Il film venne presentato a Parigi malamente accolto da alcuni critici di sinistra tra i quali Jean-Paul Sartre [senza fonte]. Ma il film, presentato in tutti i paesi europei, ottenne un grande successo di pubblico e partecipò alla prima edizione della Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. In quella occasione Pasolini conobbe Roland Barthes.
Nel mese di ottobre del 1965 iniziarono le riprese del nuovo film Uccellacci e uccellini che trattava il tema della crisi politica del PCI e del marxismo in chiave "ideocomica". Tra gli attori compariranno Totò e il giovane Ninetto Davoli. Totò era stato scelto perché il film, che si svolgeva tra il reale e il surreale, aveva bisogno di un attore che fosse un po' clown. I titoli di testa e di coda del film sono cantati da Domenico Modugno.
Nel novembre del 1965 uscì anche la raccolta narrativa con il titolo suggerito da Sartre Alì dagli occhi azzurri che conteneva nella parte centrale le sceneggiature de La notte brava, Accattone, Mamma Roma, La ricotta, mentre la prima e l'ultima parte era costituita da racconti che risalivano agli anni cinquanta e dagli abbozzi dei romanzi Il Rio della grana e La Mortaccia.
In quell'anno fu invitato da Alberto Moravia e Alberto Carocci, che era stato direttore di Solaria, a dirigere con loro la nuova serie della rivista Nuovi Argomenti e, alla fine dell'anno, dopo aver progettato l'uscita di un nuovo film con Totò e la regia di un'opera lirica alla Piccola Scala, partirà per un viaggio in Nordafrica.
Già sofferente di ulcera, nel marzo del 1966, Pasolini, venne colpito da una forte emorragia che lo costrinse a letto. Sarà l'occasione di rileggere con calma i Dialoghi di Platone che lo stimoleranno a scrivere un teatro simile alla prosa. Terminata la convalescenza lavorò a Bestemmia, un romanzo sotto forma di sceneggiatura in versi, e abbozzò Orgia e Bestia da stile e tra maggio e giugno lavorò ad alcuni drammi che voleva rappresentare all'estero.
Intanto, al Festival di Cannes che si tenne il 3 maggio, il film Uccellacci e uccellini ebbe grande successo e l'intervento positivo di Roberto Rossellini durante la conferenza stampa suscitò grande interesse. Tra la primavera e l'estate del 1966 scrisse la bozza dei film Teorema e l'Edipo re oltre ad elaborare altri drammi: Pilade, Porcile e Calderón. In agosto si recò a New York e durante il soggiorno pensò di ambientare in questa città un film su San Paolo. Conobbe in quell'occasione Allen Ginsberg che rincontrerà l'anno seguente a Milano.
All'inizio di ottobre si recò in Marocco per studiare l'ambientazione dell'Edipo re e a novembre girò un episodio del film Le streghe, dal titolo La Terra vista dalla Luna con Silvana Mangano, Totò e Ninetto Davoli. Di ritorno da un secondo viaggio in Marocco realizzò, in una sola settimana, le riprese dell'episodio Che cosa sono le nuvole? del film Capriccio all'italiana, ancora con Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Domenico Modugno.
In aprile ebbero inizio le riprese dell'Edipo re nei deserti rossi del Marocco del sud che continueranno, per alcune scene, nella pianura di Lodi e per il finale nella città di Bologna. Il film, che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno, non ebbe successo in Italia, mentre ottenne il favore del pubblico e della critica in Francia e in Giappone. Nello stesso anno scrisse saggi di teoria e tecnica cinematografica che verranno raccolti nel 1972 in Empirismo eretico.
Nel marzo del 1968 venne dato alle stampe il romanzo Teorema che sarà trasformato successivamente nel soggetto di un film che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno e che vincerà il secondo premio della carriera di Pasolini, il "premio Ocic". Jean Renoir, che assistette alla prima, dirà a un giornalista: "A chaque image, à chaque plan, on sent le trouble d'un artiste".

Autore di canzoni

A partire dagli anni sessanta Pier Paolo Pasolini fu anche autore di canzoni, cercando un collegamento tra la poesia e la canzone d'autore. Le prime canzoni furono scritte su musiche di Piero Umiliani, Franco Nebbia e Piero Piccioni, e vennero incise da Laura Betti nel 1961, si tratta di Macrì Teresa detta Pazzia, Il valzer della toppa, Cocco di mamma e Cristo al Mandrione. Il valzer della toppa venne in seguito reincisa da Gabriella Ferri, che la inserì nel 1973 nel suo album Sempre, mentre Cristo al Mandrione fu reinterpretata da Grazia De Marchi e, nel 1997, dalla Ferri nel suo album Ritorno al futuro.
Nel 1963 collaborò con Sergio Endrigo, per cui preparò un testo utilizzando alcuni versi tratti dalla raccolta La meglio gioventù; la canzone che nasce è Il soldato di Napoleone, contenuta nel primo 33 giri del cantautore istriano.
Nel 1967 collaborò con Domenico Modugno, scrivendo il testo di Che cosa sono le nuvole:
« Recitai nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto. »
La canzone è poi stata reinterpretata nel 1997 dagli Avion Travel nell'album Vivo di canzoni, nel 2006 da Stefano Bollani nell'album I visionari e nel 2007 da Paolo Benvegnù. Modugno aveva già lavorato con Pasolini l'anno precedente, cantando i titoli di testa e coda del film Uccellacci e uccellini, che il regista aveva scritto in forma letteraria su musica di Ennio Morricone.
Nel 1968 collaborò con il gruppo di rock psichedelico Chetro & Co., per cui scrisse il testo della canzone Danze della sera (suite in modo psichedelico), adattandolo da una sua poesia intitolata Notturno. Inoltre nel 1992 Alice ha inciso nell'album Mezzogiorno sulle Alpi la canzone La recessione, un testo di Pasolini messo in musica da Mino Di Martino (ex chitarrista dei Giganti).

La polemica con i giovani sessantottini

In seguito ai celebri scontri di Valle Giulia, scoppiati tra i reparti della polizia che avevano occupato preventivamente la facoltà romana di Architettura e giovani studenti, scrisse la poesia Il P.C.I. ai giovani!![12] che, destinata alla rivista "Nuovi Argomenti" uscì, senza preavviso, su l'Espresso scatenando una forte polemica. Nella poesia Pasolini si rivolge ai giovani dicendo che la loro è una falsa rivoluzione e che essi sono solamente dei borghesi conformisti, strumenti nelle mani della nuova borghesia.
« Ho passato la vita a odiare i vecchi borghesi moralisti, e adesso, precocemente devo odiare anche i loro figli… La borghesia si schiera sulle barricate contro se stessa, i "figli di papà" si rivoltano contro i "papà". La meta degli studenti non è più la Rivoluzione ma la guerra civile. Sono dei borghesi rimasti tali e quali come i loro padri, hanno un senso legalitario della vita, sono profondamente conformisti. Per noi nati con l'idea della Rivoluzione sarebbe dignitoso rimanere attaccati a questo ideale. »
La poesia venne strumentalizzata da alcuni, non capita da altri, e ancora oggi, scomparso l'autore, viene spesso citata per sostenere tesi differenti. Può essere illuminante sulle reali intenzioni di Pasolini andare a rileggerne la versione integrale e soprattutto la tavola rotonda che l'Espresso ospitò qualche settimana dopo la pubblicazione, tavola rotonda a cui partecipò Pasolini stesso; nonché quanto lo stesso autore scriverà un anno dopo (17 maggio 1969) nella rubrica "Il Caos" sul settimanale Tempo.
Durante le giornate della Mostra del Cinema di Venezia, a fine agosto 1968, Pasolini fu volgarmente contestato (mentre stava visitando Ca' Foscari assieme a Cesare Zavattini) da studenti universitari riuniti in quei giorni in assemblea nazionale. I giornali non diedero notizia di quel triste episodio, anche se vi assistettero numerosi giornalisti italiani e stranieri che preferirono osservare il silenzio-stampa.

Fine anni sessanta, tra teatro e cinema

Nell'estate 1968 Pasolini girò La sequenza del fiore di carta con Ninetto Davoli tratto dalla parabola evangelica del fico infruttuoso che uscirà nel 1969, come terzo episodio del film "Amore e rabbia". Pubblicò intanto su Nuovi Argomenti un saggio dal titolo Manifesto per un nuovo teatro in cui dichiarava il suo completo rifiuto del teatro italiano con un giudizio negativo sui testi scritti di Dario Fo. Il 27 novembre rappresentò, al Deposito del Teatro Stabile di Torino, Orgia che venne accolta malamente dal pubblico e dai critici e, alla fine del 1968, ebbero inizio le riprese di Porcile. Porcile ha come sfondo, per il suo episodio "metastorico", l'Etna ed era stato pensato da Pasolini già nel 1965 quando aveva visto il film di Buñuel, Intolleranza: Simon del deserto. In seguito, per girare l'episodio moderno, la troupe si sposterà per le riprese a Villa Pisani a Stra. Dopo Porcile, che l'autore ritenne "il più riuscito dei miei film, almeno esteriormente", realizzò Medea e chiamò per interpretarlo Maria Callas. Le riprese del film vennero girate in Cappadocia, a Grado, a Pisa. Durante la lavorazione del film compì un viaggio in Uganda, Tanzania e Tanganica per cercare i luoghi dell'ambientazione del film che pensava di girare subito dopo Porcile: Appunti per un'Orestiade africana. Intanto era arrivato il 30 agosto e il film venne rappresentato alla Mostra di Venezia ma, ancora una volta, fu giudicato film poco gradevole e incomprensibile.

Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini



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