lunedì 30 dicembre 2013

Una pista unisce i delitti di Mattei, De Mauro e Pasolini

"ERETICO & CORSARO"
Petrolio, pagina 555

Una pista unisce i delitti di Mattei, De Mauro e Pasolini


L'annuncio dei ministro Bondi, che accoglie una richiesta di Veltroni sul testo attribuito a Pasolini e che Dell'Utri dice di aver visto

Sul capitolo scomparso di "Petrolio
adesso indagano i carabinieri
di FRANCESCO ERBANI

Sul capitolo scomparso di "Petrolio adesso indagano i carabinieriSUL capitolo scomparso di Petrolio, vero o fasullo che sia, ora indagheranno i carabinieri. Lo ha annunciato alla Camera il ministro Sandro Bondi, venendo incontro a una richiesta di Walter Veltroni. L'ex sindaco di Roma voleva sapere che cosa risultasse al ministero di quel testo attribuito a Pier Paolo Pasolini che il senatore Pdl Marcello Dell'Utri dice d'aver visto (ma ieri correggeva: "L'ho solo sfogliato") e che voleva portare alla sua mostra del libro antico (chiusa a Milano domenica scorsa). Ma invano.

Bondi ha riferito di aver chiesto lumi allo stesso Dell'Utri. Il quale gli ha confermato d'aver avuto in mano una settantina di fogli di carta velina (una copia, dunque: ma manoscritta o dattiloscritta?). Titolo, "Lampi su Eni", lo stesso che compare su una pagina bianca del dattiloscritto trovato nello studio del poeta dopo la sua morte. "Me lo ha portato una persona che non conosco", racconta ora Dell'Utri, aggiungendo l'inedito dettaglio sull'identità a lui ignota del personaggio. Il quale, scosso dal clamore seguito all'annuncio, sarebbe poi svanito.

Veltroni aveva chiesto di fare chiarezza sulla vicenda, aggiungendo che la famiglia di Pasolini non crede all'esistenza di un capitolo scomparso - e con lei anche Walter Siti, curatore delMeridiano Mondadori con i romanzi dello scrittore. "Se questo capitolo esiste, come è arrivato nelle mani di Dell'Utri?", si domanda Veltroni, "chi lo ha portato via da casa Pasolini, chi lo ha consegnato in mani diverse da quelle della famiglia o dei curatori dell'opera di Pasolini? Ma se questo capitolo non esistesse, di cosa stiamo parlando?".

I carabinieri del nucleo di tutela dei beni culturali avvieranno dunque le indagini. Come primo atto si presume che interrogheranno Dell'Utri (che lamenta "speculazioni più che altro politiche" di Veltroni), al quale chiederanno dettagli per risalire al misterioso possessore del testo. Questi non potrà sottrarsi e dovrà raccontare come ha avuto il documento, di cui in ogni caso occorrerà accertare l'autenticità. E gli unici a poterlo fare sono i filologi che hanno dimestichezza con le carte pasoliniane.

Se il testo dovesse venir fuori e si dovesse appurare che fu rubato (ma anche questo particolare è smentito dall'erede di Pasolini, Graziella Chiarcossi, e dal cugino Nico Naldini), potrebbe scattare un procedimento per ricettazione. Sempre che quel testo esista e non sia una bufala. 


Fonte:
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/03/19/news/petrolio_indagine_carabinieri-2762798/index.html?ref=search



Gli inquirenti ascolteranno il senatore dopo le sue dichiarazioni su un manoscritto

destinato a far parte del romanzo-inchiesta e del quale sarebbe venuto in possesso

Delitto Pasolini e il capitolo di "Petrolio"
la Procura di Roma sentirà Dell'Utri

Una settimana fa la lettera di Veltroni ad Alfano: "Continuiamo a cercare la verità" e la risposta positiva del Guardasigilli che ha annunciato nuove indagini

Delitto Pasolini e il capitolo di "Petrolio" la Procura di Roma sentirà Dell'UtriROMA - Un'inchiesta già riaperta da oltre un anno. Alla quale stanno per aggiungersi nuovi elementi. Gli inquirenti della Procura di Roma hanno intenzione di sentire, come testimone, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Pierpaolo Pasolini, ucciso nella notte fra l'1 e i 2 novembre del 1975 all'idroscalo di Ostia, sul litorale romano. Un passaggio istruttorio che sarà compiuto anche in seguito ad un'istanza presentata dalla famiglia dello scrittore formalizzata dall'avvocato Guido Calvi, che fa riferimento sia a quanto dichiarato dallo stesso Dell'Utri a proposito di un manoscritto scomparso dello scrittore, che ad un'interpellanza parlamentare fatta da Walter Veltroni alla quale ha risposto positivamente il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Obiettivo degli inquirenti è chiarire la questione sollevata qualche settimana fa dal senatore del Pdl, che aveva detto - l'occasione era stata l'inaugurazione della XXI Mostra del libro antico di Milano - di avere (o di aver letto) un manoscritto scomparso di Pasolini, destinato a costituire un capitolo del romanzo incompiuto Petrolio: 78 pagine in cui si farebbe riferimento ad alcune vicende che riguardano l'Eni, a cominciare dalla morte di Enrico Mattei. Un fascicolo su Pasolini da più di un anno è all'attenzione del pm Francesco Minisci, che lo ha ereditato dalla collega Diana De Martino passata alla Dna: un procedimento nato da un'istanza presentata, come privati cittadini, dall'avvocato Stefano Maccioni e dalla criminologa Simona Ruffini che hanno lavorato sulle carte dell'inchiesta di Pavia sulla morte di Mattei. Maccioni, pochi giorni fa, è tornato dal magistrato per sollecitare ulteriori indagini partendo proprio dall'audizione di Dell'Utri.

Quanto al capitolo mancante di Petrolio, "l'ho letto ma non posso ancora dire nulla - aveva detto qualche settimana fa il senatore - è uno scritto inquietante per l'Eni, parla di temi e problemi dell'azienda, parla di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro paese". E nella richiesta di Maccioni e Ruffini si faceva riferimento proprio alla tesi secondo la quale lo scrittore sarebbe venuto a conoscenza dei mandanti dell'omicidio Mattei indicandoli nel proprio romanzo.

Una settimana fa era stato Walter Veltroni a inviare una lettera al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, chiedendo la riapertura del caso. Oggi "la scienza può dirci la verità su quel delitto" ha scritto l'ex sindaco di Roma, anche perché - ricorda - dalla condanna di Pino Pelosi per l'uccisione dello scrittore emergeva con forza "la prova che quella notte, all'Idroscalo, Pelosi non era solo". Secondo Veltroni, l'inchiesta "faceva acqua da tutte le parti": per questo ha chiesto al Guardasigilli di "continuare a cercare la verità". Di lì a breve era arrivata la risposta positiva di Alfano che aveva annunciato nuove indagini sul caso sottolineando che "accertare la verità è sempre non soltanto utile ma necessario ed ancor più lo è quando la verità vale non soltanto ad accertare le responsabilità penali, ma a far chiarezza sul piano storico-politico oltreché su quello giudiziario".  
         

Fonte:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/03/29/news/pasolini_procura_dell_utri-2984644/



ANCHE IL GIORNALISTA SICILIANO DECEDUTO NEL '70 AVEVA INFORMAZIONI SULLA MORTE DI MATTEI


Il senatore del Pdl sentito come persona informata dei fatti: avrebbe letto un sunto di un capitolo scomparso di «Petrolio», romanzo-inchiesta sulla morte del fondatore dell'Eni


MILANO - Un'indagine che ha il sapore del thriller o della fiction. Non certo per la mancanza di consistenza, ma per l'ideale collegamento tra epoche e vicende finora considerate, ufficialmente, distanti e diverse. Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è stato infatti sentito come persona informata sui fatti nell'ambito di una nuova indagine aperta dalla Procura di Palermo sulla morte del giornalista Mauro De Mauro. Gli investigatori stanno cercando di capire se c'è un filo tra il delitto De Mauro e gli omicidi di Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini.
LE PAGINE SCOMPARSE - Dell'Utri, noto bibliofilo e amante di ricerche letterarie, nel marzo dell'anno scorso aveva raccontato infatti in alcune interviste di avere trovato tracce dell'ultimo capitolo, circa 79 pagine, di «Petrolio» romanzo-inchiesta di Pasolini che trattava anche della morte di Mattei. Sostenne però - cosa che ha ribadito anche oggi - di non avere letto tutto il capitolo ma solo una parte, una sorta di appunto riassuntivo di una quindicina di pagine. Alla luce di questo, oggi, il procuratore aggiunto Ingroia e il sostituto Demontis, che avevano rappresentato l'accusa al processo De Mauro (concluso con l'assoluzione dell'unico imputato, il boss Totò Riina) hanno sentito il teste per saperne di più. La tesi dell'accusa, sempre sostenuta, è che ci fosse un collegamento tra i delitti De Mauro e Mattei e che Pasolini avesse intuito questo collegamento già nell'immediatezza dei fatti, quando scrisse «Petrolio», vale a dire prima di essere ucciso, nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975.
LA STORIA - Enrico Mattei, fondatore dell'Eni, morì il 27 ottobre 1962 a Bascapè in provincia di Pavia quando il suo aereo privato si schiantò al suolo. Inizialmente si parlo di un incidente, le cui cause non furono però chiarite, fino a qualche anno fa, quando, grazie alla riapertura delle indagini vennero ritrovati segni di esposizione a esplosione su parti del relitto, sull'anello e sull'orologio di Mattei. Il fondatore dell'Eni sarebbe quindi stato ucciso.
Alcune delle persone che indagarono in maniera non ufficiale sulla morte di Mattei e sulla successiva inchiesta sull'incidente morirono a loro volta in circostanze misteriose. E' il caso appunto del giornalista Mauro De Mauro il quale si era mostrato disponibile a fornire a Francesco Rosi, autore del noto film su Mattei, materiale (probabilmente alcuni nastri magnetici audio) ritenuto di estremo interesse per la ricostruzione dei fatti, e dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, che occupandosi del suo romanzo-inchiesta Petrolio, indagò a sua volta sulla morte di Mattei. 

Mauro De Mauro, deceduto nel settembre del 1970, fu rapito secondo le rivelazioni di alcuni pentiti, dalla mafia e poi ucciso. Il cadavere del giornalista non fu mai più ritrovato: secondo il pentito Francesco Marino Mannoia il corpo di De Mauro sarebbe stato sciolto nell'acido. Per l'omicidio di De Mauro era imputato il boss dei corleonesi Totò Riina (poi assolto), in quanto i presunti autori materiali del delitto sarebbero ormai morti. Il legame tra De Mauro e Mattei sarebbe nel materiale in possesso del giornalista prima della morte relativo al fondatore dell'Eni. Un nastro magnetico in possesso di De Mauro e mai più ritrovato (ma sono rimasti gli appunti presi dal giornalista) poteva costituire infatti la prova che l'aereo di Mattei poteva essere stato sabotato quando lo stesso Mattei partecipò ad una manifestazione in Sicilia in cui aveva incontrato l'allora ministro Roberto Tremelloni. 

Pier Paolo Pasolini fu ucciso invece nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 nella zona dell'Idroscalo a Ostia, prima picchiato brutalmente e poi travolto dalla sua stessa auto. L'omicidio fu attribuito a un 17enne, Pino Pelosi che si dichiarò colpevole e fu poi condannato. Tuttavia nel 2008 Pelosi confessò di non essere stato da solo con Pasolini al momento della morte, ma di aver avuto accanto altre due persone e che il suo ruolo in quanto «ragazzo di vita», era stato sostanzialmente quello di esca per lo scrittore omosessuale. Pasolini avrebbe infatti raccolto informazioni sulla morte di Mattei e sul ruolo avuto dal vicepresidente dell'Eni dell'epoca Eugenio Cefis nella morte, informazioni che stava raccogliendo per pubblicarle nel romanzo-inchiesta Petrolio a cui stava lavorando prima della morte. Per impedire la pubblicazione di queste informazioni sarebbe stato ucciso. Una tesi questa, come quella relativa alla morte di De Mauro, a cui ora i pm di Palermo sembrano dare credito.

Fonte:
Corriere.it



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