giovedì 31 luglio 2014

David Grieco, La Macchinazione - "Non voglio premi, il caso venga riaperto"

"ERETICO & CORSARO"



A 11 anni dal suo esordio, al via le riprese della Macchinazione
David Grieco, la mia verità su Pasolini: "Non voglio premi, il caso venga riaperto"


Amico e collega del regista e scrittore racconta di avere elementi importanti che possono aiutare a far luce su un caso che a distanza di 40 anni rimane ancora da capire. A interpretare Pasolini, Massimo Ranieri 

di Laura Squillaci 01 luglio 2014

Quando il 2 novembre del 1975 il corpo senza vita di Pasolini fu trovato all’Idroscalo, David Grieco fu tra i primi ad arrivare sul posto insieme al medico legale Faustino Durante. Aveva cominciato a lavorare nel cinema giovanissimo proprio con Pasolini e i due erano legati da profonda amicizia; a lui la famiglia chiese di scrivere la memoria di parte civile del primo processo per l’omicidio.

Dopo tanto tempo aveva deciso di chiudere con una storia che lo ha fatto soffrire. E invece quasi per caso torna dietro la macchina da presa (a 11 anni dal film d'esordio "Evilenko", tratto dal suo romanzo "Il comunista che mangiava i bambini") per parlarne ancora. La Macchinazione racconterà gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini.

Partiamo da oggi. Come è andato il primo giorno di riprese?

"Stranamente bene. E dico stranamente perché torno con un lungometraggio dopo 11 anni eppure mi sembra che siano passati 11 giorni. Abbiamo iniziato con una scena ambientata in una sezione dell’Msi ricostruita in un Teatro di posa fuori Roma. Ci sono almeno 60 attori non attori, ho fatto come Pasolini ho scelto gente di strada".

David Grieco racconta che non avrebbe mai pensato di fare un film su Pasolini.

"E’ nato tutto per caso. Un giorno Abel Ferrara mi ha chiesto di scrivere la sceneggiatura per il suo film su Pasolini. Dissi di no. Da lì ho capito che in realtà volevo tornare a parlarne perché ho raccolto una serie di elementi penalmente rilevanti che possono davvero far capire cosa è successo quel 2 novembre del 1975. Ma che per ora non voglio svelare".

Nell’estate di quell'anno Pasolini sta montando il suo film più controverso, Salò o le 120 Giornate di Sodoma. Coscienza critica e anticonformista del nostro Paese, contemporaneamente scrive Petrolio, opera che denunciava le trame di un potere politico ormai corrotto. In quegli stessi giorni Pasolini frequentava un ragazzo di borgata, Pino Pelosi. È una borgata dove comincia a muovere i primi passi un’organizzazione criminale, la Banda della Magliana. Il 26 agosto viene sottratto dagli stabilimenti della Technicolor il negativo di Salò. Nella notte fra il primo e il due novembre del ‘75, Pasolini va all’Idroscalo per riavere il negativo del film. E invece tutto finisce quella notte.

Da allora è stato raccontato di tutto: Pasolini ucciso da Pelosi che ha fatto prima da informatore per il furto delle bobine di Salò e poi da esca per l’agguato all’Idroscalo; Pasolini assassinato dalla banda della Magliana. Pasolini eliminato su ordine di Eugenio Cefis perché indagava sui traffici del presidente di Eni e Montedison che avrebbe fondato la P2 e nel ‘62 fatto precipitare l’aereo di Mattei. Pasolini si è fatto uccidere pianificando il suo martirio nei minimi dettagli, come sostiene l’amico e pittore Giuseppe Zigaina.

L'omicidio di Pasolini per Grieco è frutto di una macchinazione con una serie di componenti che si incastrano casualmente. Da qui il titolo del film che racconta tutte queste tesi ma forse una in particolare:

"Pasolini non aveva dei segreti, semplicemente raccontava quello che stava accadendo in Italia. Da Piazza Fontana in poi. E’ stato ammazzato per la sua scomodità, perché la sua voce era ascoltata. Io ho le prove di questa macchinazione. Esiste un dossier al Ministero dell’Interno secretato e che io vorrei fosse aperto. E poi sono sicuro che Pasolini aveva architettato la sua morte in tutto e per tutto. Lui ha fissato l’appuntamento all’idroscalo, sapeva come sarebbe finita ma lo ha fatto perché pensava che la sua morte sarebbe servita a qualcosa".

Ed è servita a qualcosa?

"A renderlo immortale. La sua mancanza è ancora forte. Ricordo una cosa che mi disse Benigni che ho incontrato tempo fa. 'Nella vita ci si dimentica di tutti, c’è qualcuno che non sa chi è Fellini. Ma l’unica persona che nessuno ha dimenticato è Pasolini'. Le cose che ha detto, i misteri sulla sua morte si sono tramandati di generazione in generazione. Il mio film racconta Pasolini. Perché Pasolini è di tutti e per tutti".

Il suo rapporto con il regista è iniziato quando aveva 10 anni, era un amico di famiglia.

"Lui un giorno mi ha chiesto di fare l’attore ma io ero negato, gli ho chiesto di tagliare la mia parte nel film Teorema. Gli ho detto che volevo fare l’assistente. Sono diventato il suo rappresentante cinematografico poi il suo rappresentante politico. Da giornalista dell’Unità ero il suo intervistatore preferito facevo da tramite nel suo rapporto conflittuale con il Pci. Per me è stato un fratello grande. Una persona che non alzava mai la voce. Mite, gentile con una seconda anima molto virile".

Con la Macchinazione non vuole vincere un David di Donatello, né un Nastro d’argento, né l’Oscar:

"Voglio che il caso sia riaperto una volta per tutte. Abbiamo il diritto di sapere che i suoi assassini siano individuati anche se non più perseguibili dopo 40 anni. Se non elaboriamo la nostra storia finiamo male".

Grieco è molto orgoglioso del casting, lo ha aiutato la famiglia Spoletini, la stessa che trovava gli attori per i film di Rossellini, Pasolini e Visconti. Poi racconta perché ha scelto Massimo Ranieri per interpretare Pasolini.

"È stato naturale. Tutti dicevano sempre a Pier Paolo che assomigliava a Massimo Ranieri ma lui diceva no, non è vero. Poi un giorno si sono incontrati in spogliatoio dopo una partita di calcio. L’ha visto e gli ha detto ‘Hanno ragione a dirmi che mi somigli’. Ranieri è già l’alterego di Pasolini. Non dovrò nemmeno truccarlo tra loro c’è una somiglianza atavica".

Fonte:
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/David-Grieco-la-mia-verita-su-Pasolini-Non-voglio-premi-solo-che-che-il-caso-venga-riaperto-c8e37e06-6e17-4e25-8b55-d61c71b9cd16.html?refresh_ce

 


Primo ciak per 'La macchinazione':
parla Marina Marzotto 


Cominciate a Roma le riprese del film su Pasolini. La produttrice: 'Non viviamo in un'Italia coraggiosa, credo che sia il momento giusto per produrre un film del genere' 
Sono cominciate oggi a Roma le riprese del film di David Grieco, "La macchinazione", che racconta gli ultimi tre mesi di vita di Pier Paolo Pasolini. "Era un po' di tempo che si parlava di questo film - ha dichiarato la produttrice della pellicola Marina Marzotto - se non altro perché David Grieco è una delle poche memorie storiche su Pasolini e di quel momento storico. Oltre ad essere un amico personale di Pasolini è anche una delle prime persone a essere arrivate sulla scena del crimine la mattina del 2 novembre del '75, assieme al medico legale Faustino Durante".

Come è nata l'idea di produrre "La macchinazione"?

Si parlava della possibilità di fare un film che riuscisse a trasferire un Pasolini, alla portata di tutti. Poi David Grieco mi ha presentato una sceneggiatura che mi è subito piaciuta. È un film che riuscirà a trasferire un Pasolini più facile anche per chi non è interessato alla figura dell'intellettuale o non è interessato agli eventi storici dell'epoca. Inoltre con questo film, forse, riusciremo a visualizzare una tesi credibile sugli eventi di quel periodo sposando più tesi e nessuna in particolare.
Il film si propone quindi di svelare una nuova verità sulla morte di Pasolini?

Ci sono tantissime tesi e antitesi su come è morto Pasolini e come è stato ucciso. La tesi più semplificata è quella che il poeta vivesse una vita pericolosa e si è ritrovato nei guai. Non dimentichiamo che Roma dopo la morte del poeta apparvero scritte del tenore di "è morto un frocio", il che diciamo è abbastanza limitata come visione, però c'è chi ci ha creduto a questa tesi. Noi sposiamo una visione più ampia e pensiamo che la coscienza critica di intellettuale di Pasolini fosse molto scomoda a tanti. Per cui in un momento storico particolare come era il '75 in Italia, crediamo che Pasolini avesse "provocato" la sua stessa morte, con il suo coraggio e con le sue azioni da intellettuale.

Quali sono state le difficoltà incontrate finora?

Produrre un film come questo è difficile. Da un lato è un lavoro interessante, ma noi non viviamo in un'Italia particolarmente coraggiosa e viviamo in un'Italia che non vuole né sapere né scavare in quel periodo storico degli anni '70. Ci sono tantissimi misteri, che ci portiamo dietro ancora oggi. Io credo che ci sia adesso un grande momento di rinnovamento. Da produttore e imprenditore, credo che sia il momento che pellicole del genere possano uscire, perché stiamo vivendo un cambio generazionale. È importante guardarsi dentro, per rinnovarsi.
La macchinazione è una co-produzione italo-francese, come è stata la collaborazione?

Oggi è il primo ciak. Abbiamo iniziato a lavorare insieme a To be continued Productions da marzo ed è stato subito molto gradevole. Abbiamo avuto un responso immediato dalla Francia e hanno mostrato subito un grande interesse per il film. La Francia è un paese dove la cultura è agevolata ed è un paese dove il ricordo di un intellettuale come Pasolini non è minimamente affievolito.

Quando avete deciso di realizzare il film sapevate già del progetto di Abel Ferrara?

Sì, lo sapevamo. Crediamo di fare un film profondamente diverso. Gli interessi di Abel Ferrara vertono su altri temi. Si potranno vedere entrambi, perché sono completamente diversi. Vederne uno non inficia la visione dell'altro e viceversa. Sono due punti di vista su un tema molto ampio che ne può certamente accogliere ancora.
 

Quali sono le aspettative della pellicola?

Noi abbiamo costruito un film internazionale. Nel cast c'è anche un ottimo attore francese che è François Xavier Demaison, che ha un ruolo importante. Crediamo di produrre un film che andrà oltre i confini italiani e che porterà la memoria di uno dei più grandi intellettuali italiani di tutti i tempi nel mondo.


Fonte:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=59895&typeb=0&Primo-ciak-per-%27La-macchinazione--parla-Marina-Marzotto





Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro - Blog creato da Bruno Esposito
Per facilitare la navigazione interna, è stato creato un sito che fa da indice per argomenti P.P.Pasolini Eretico e Corsaro ( sito ancora in costruzione )
Qui puoi trovarci su Facebook Eretico e Corsaro