martedì 24 febbraio 2015

Passione di Pasolini - di Gabriella Sica



"ERETICO & CORSARO"

Opera di  Fabio Pop Gismondi.

Passione di Pasolini
di Gabriella Sica




Perché la battaglia è sempre la stessa
dopo trent’anni d’ansia,
come i frassini fragili su un campo
e inermi tra gli alberi-erinni
i poeti, eretico poeta di verdi campagne
tra una verzura e un usignolo
ebbro d’erba nel temporale
mentre la febbre sale e ancora sale
ma tu a cercare a Roma tra i ruderi la gioia infinita.
Eri un uomo più moderno d’un moderno
tu che venivi dai borghi e dalle pale d’altare
con il tradizionale spirito vivo del grano
la scandalosa forza del passato e la profezia
tra i dolci ragazzi sul greto del Tevere
tra i gatti soli come te al Testaccio
sui pratoni polverosi al Tiburtino
e sognavi una terra la tua terra buona
ma tu camminavi sulle stragi-spine dell’Italia divisa.

Sì, tu sapevi che non c’è libertà per la parola
che sono mandati nei gulag i poeti
come Mandel’stam quel fiore tenero di mandorlo
o il tuo Pound chiuso in una gabbia per animali
sì, che gli scribi e i farisei non danno il permesso
perché la poesia non avrà mai peso mai
in questo paese dei mali
e tu lì a forzare con il tuo segreto grimaldello
ma non vuole i poeti e non lo sa l’Italia sbigottita.

Le lucciole luminose nella Maremma
ma le rondini no non le ho più viste
brillano solo alla luce
pura e antica dell’adolescenza
con i lavori agricoli e le stagioni cristiane
i bei viottoli di campagna come opere d’arte
e le cose agricole immutate per duemila anni
e i contadini cari e la fontana d’acqua del paese
ma per te bestia da stile l’alba della lingua era in salita.

Hai provato a educare l’Italia del consumo
(non più umile) con le parole e la morte
povero Pier Paolo con il tuo nome uno e trino
con i trentatré processi e la passione
non c’è riuscito Cristo in duemila anni
e sempre a sopraffare l’altro e i poveri della terra
gli ultimi gli esclusi e i poveri cristi
a portare la spada e non la pace
ma troppo alto è lo sforzo inaudito per rifare la vita.

Poeta assassinato
tu sai, sai tutto poeta delle ceneri erede
di secoli di poesia e storia
poeta mai tiepido e a volte anche ossesso
con le poesie a forma di rosa e croce
e i versi urgenti non finiti
con le tue ragioni e anche i torti
con le tue unghie per segnare i libri amati
ma il fragore delle unghie! e la battaglia non è finita.

Nel giorno dei morti amati che tu già abitavi
alla foce di Ostia nel luogo caro alle anime salve
il mondo ti ha trovato morto nella polvere steso
al porto dopo gli affanni
negli occhi avevi ancora il mare azzurro
del Tirreno come Caravaggio
sul corpo i segni della tua ultima nemica
il pane dell’ostia in bocca
ma finché eri vivo mancava di senso la tua vita, ogni vita.

*****

Nata a Viterbo vive a Roma dall'età di dieci anni. Ha compiuto i suoi studi a Roma, dove attualmente insegna letteratura italiana all'università "La Sapienza".
Inizia a pubblicare i suoi testi poetici sulla rivista «Prato pagano» nel 1980 e su l'«Almanacco dello specchio» nel 1983. Nel 1986 pubblica il suo primo libro di poesie, dal titolo "La famosa vita", che vince il Premio di Poesia Brutium-Tropea. Escono poi nel 1992 "Vicolo del Bologna", nel 1997 "Poesie bambine", nel 2001 "Poesie familiari" (Fazi Editore, che vince il Premio Internazionale di Poesia Camaiore ed è finalista vincitore al Premio Frascati di Poesia e al Premio Metauro. Nel 2009 pubblica il suo ultimo libro di poesia, "Le lacrime delle cose", vincitore del Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo per la sezione poesia nel 2010, del Premio Garessio-Ricci, finalista vincitore al Premio Internazionale Dessì e al Premio Lucia Rodacanachi-Arenzano.
A partire dagli anni '80 inizia a svolgere un'intensa e generosa attività nell'ambito della poesia contemporanea, aggregando attorno alla rivista «Prato pagano», che dirigerà dal 1980 al 1987, molti poeti della cosiddetta "generazione dell'80" (detta anche della "parola ritrovata"). Lei stessa racconta, nell'introduzione a un libro di Flavia Giacomozzi, Campo di battaglia. Poeti a Roma negli anni ottanta (antologia di «Prato pagano» e «Braci»), come in quegli anni ci sia stata «una postura morale acquisita dai poeti giovani, l'aggiunta di un supplemento di interiorità che rappresentò un modo per ristabilire l'autenticità e la credibilità del fare poesia».
Ha curato un convegno nel 1993 con poeti e critici i cui interventi sono stati raccolti a cura sua e di Maria Ida Gaeta ne La parola ritrovata. Ultime tendenze della poesia italiana ( Marsilio, 1995) e scritto un insolito libro sulla metrica come risorsa tecnica e umana della poesia Scrivere in versi. Metrica e poesia (Pratiche 1996; nuova edizione aggiornata e ampliata, il Saggiatore 2003, ora 2011, con l'aggiunta di una muova Lettera sulla poesia).
Ha inoltre ideato e realizzato per la Rai, con la regia di Gianni Barcelloni, alla fine degli anni Novanta, sei video sui grandi poeti del Novecento (Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Umberto Saba, Sandro Penna e Giorgio Caproni), i cui primi tre sono stati pubblicati in videocassetta da Einaudi (2000 e 2001).
Nel 2000 ha scritto e letto alla Radio "C'erano i contadini", testo che alterna commenti d'autore alle voci popolari della Tuscia di cui è originaria.
Il suo ultimo libro, "Emily e le Altre. Con 56 poesie di Emily Dickinson", uscito nel 2010,ha avuto riconoscementi di critica e di pubblico.
Le poesie di Gabriella Sica, apprezzate fin dall'inizio da Elsa Morante, Attilio Bertolucci e Giovanni Raboni, sono state tradotte in francese, inglese, rumeno e, in particolare, in spagnolo (in alcune antologie di poesia italiana e con il volume "No sentirás el ruisenor que llora", nella traduzione di Mercedes Arriaga).
Nel settembre del 2014 Gabriella Sica ha ricevuto a Lerici il Premio Internazionale per l'opera poetica del LericiPea, con Agi Mishol (israeliana) e Amel Moussa (tunisina): tre donne di diverse sponde per la "Poesia, grande madre del Mediterraneo".


Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro - Blog creato da Bruno Esposito 
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