mercoledì 25 marzo 2015

[interviste] Žilda - Un fascino quasi pazzo per il film « Accattone »

"ERETICO & CORSARO"

Il collage è stato realizzato con le immagini delle opere di Zilda

[interviste] Žilda



L'ospite di oggi viene dal nord della Francia, ma a molto a che spartire con la città eterna, molto di più dei tanti che ci abitano e ne ignorano le storie e i vicoli, quelli raccontati nelle pellicole dei tanti DeSica, Germi, Scola, Pasolini, ecc., quelli che Zilda riproduce in maniera maniacale e poi colloca sulle stesse strade, dando nuova vita a quelle facce scomode che oggi qualcuno cerca di farci dimenticare a colpi di briatori, costantini e cazzate varie. La mia ammirazione per questo artista è totale, ora tocca a voi conoscerlo meglio.

1) Chi è Žilda?

Žilda è un “fornitore di effimero”
http://www.flickr.com/photos/zilda/

2) Cosa significa per te la strada?

Per me, la strada è stata una madre. Ho lasciato abbastanza presto gli studi per dedicarmi all'erranza percorrendo questa vecchia Europa con ogni mezzo: con l'autostop, con il treno, a piedi. Vivevo delle vendite di ritratti fatti per strada. Durante questi anni, ho imparato un sacco di sensazioni, di immagine, di volti che in seguito mi hanno indotto a prendere un pennello in mano. Però, dipingere su tela mi sembrava essere la « personificazione del chiudere ». Un vicolo cieco pietosamente rassicurante e sistematicamente destinato a essere « santuarizzato » tra quattro mura. Per questo ho cominciato ad esprimermi dall'altro lato di queste mura. Dal lato della vita. Dal lato dove ho sempre preferito essere.

3) Qual'è il tuo rapporto con la città di Roma?

E' un fascino quasi pazzo per il film « Accattone » che mi ha spinto ad andare a Roma. Per me, camminare sui passi del Cristo del Pigneto è stato come andare in pellegrinaggio a La Mecca... Roma è una città che mi ha profondamente commosso, una città che gioca con i nervi e con l'emozione, che spinge, mette alla prova e fa provare. Quindi è una città che amo. Roma mi fa pensare a una donna. « Stupenda e misera », un po' "fashion", un po' decadente. Una donna a metà tra una vecchia puttana isterica e una santa. Indomabile, esuberante e pesante ma con qualcosa di segreto e di benevolo. Sono diventato dipendente da questa donna bipolare. Dipendente dal suo profumo di piscio e di santità. Dipendente dalla sua « vitalità disperata ». Dipendente dalla sua luce e dai suoi diversi volti della notte.

4) Spiegaci un pò perchè perdi il tuo tempo ad attaccare figure umane a grandezza naturale per strada

Perché le mura delle città parlano quasi unicamente di ideali fasulli da raggiungere... di estetica, di "materiale". Di vuoto e di merda che si devono consumare con ogni orificio.. E perché senza emozione e senza memoria, finiremmo tutti per vivere a Disneyland.

5) Qual'è il tuo rapporto con il cibo?

Penso che c'è una parte importante di creazione nel cucinare, nel sperimentare e nel « alchimizzare » i sapori. Essere vegetariano mi spinge ad evitare la routine culinaria interessandomi alle diverse tradizioni del mondo. E quindi mi spinge a viaggiare. Cucinare per me significa frullare i sapori del Libano, di Creta, della Georgia, del Vietnam, dell'India... e dell'Italia certo!

6) Situazione tipo "ti trovi a Roma e tra un poster e l'altro ti viene una fame chimica" dovevai a rifuggiarti per mangiare o bere qualcosa di buono?

Nella categoria « pizzeria », voglio parlare della Formula1 a San Lorenzo, per la sua indispensabile atmosfera di pollaio. Indispensabile anche la Renella a Trastevere per il « savoir-faire » gastronomico e per il piacere unico di ritrovarsi con l'olio d'oliva e il sugo della mozzarella che sgocciola sulle braccia, seduto sullo sgabello di fronte al muro a leggere gli annunci sulle bacheche. Non posso nemmero dimenticare i dolci del Boccione via del portico d'Ottavia : un'orgasmo!!!! In questo posto, conoscerete anche la pessima accoglienza di Roma... Per le grattaccheche, non c' è dubbio, le migliore si trovano da Sora Maria, via Trionfale, (ang. via Telesio).

7) E se invece ti trovi in un altra città

In questo momento, darei tutto quello che ho per essere a Užice (Serbia) e mangiare dei Burek al formaggio...

8) Dacci un paio di validi motivi per venire a trovarti a Rennes

Rennes dispone di un microclima che ci costa 11 mesi di pioggia nell'anno e ci risparmia di fatti dal turismo di massa. La sua poplazione è composta di alcolisti che godono fama mondiale, di studenti anarco-situazionisti e di depressivi multigenerazionali. Per vivere a Rennes, bisogna amare l'inverno, il cinismo, il burro salato e i cocktail-prozac.

9) Piccolo spazio pubblicità: hai un progetto o un qualcosa che vuoi promuovere?

Per rimanere sul tema del cibo, vi raccomando la lettura di « Le ventre des philosophes » di Michel Onfray. Questo libro ci immerge nella pancia d'illustri pensatori, da Diogene, « il carnivoro petomano ed onanista » cantore del crudo, fino a Sartre, « il filosofo del viscoso » ossessionato dai crostacei e dai frutti di mare. Onfray è l'iniziatore dell'università populare (filosofia e lettere per tutti) e poi dell'università populare del gusto che pratica il reinserimento sociale per mezzo del cibo, dall'orto fino all'elaborazione dei piatti con degli chef.

10) Lasciaci una dritta su qualcosa di buono da mangiare e/o da bere

Attualmente, vado avanti alla birra al patxaran. Si deve immergere il patxaran (alcol tipicamente basco) in una valanga di birra esageratamente fresca...(un volo verso i cieli...)

Fonte:
http://romastreetfood.blogspot.it/2009/10/interviste-zilda.html#!/2009/10/interviste-zilda.html



 
Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro - Blog creato da Bruno Esposito 
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