sabato 31 gennaio 2015

Un intellettuale in borgata, di Enzo De Camillis.

"ERETICO & CORSARO"
Notizie
 
 
Un intellettuale in borgata
di Enzo De Camillis.
sabato 14 febbraio 2015



Pasolini ebbe a Donna Olimpia uno dei contatti fondamentali con il mondo delle borgate romane vivendo a Monteverde (dal 1954 al 1963) prima in via Fonteiana e poi in via Giacinto Carini dove abitava l’amico e poeta Attilio Bertolucci. Monteverde rappresenta, dunque, una tappa fondamentale per l’esperienza culturale ed umana di Pasolini: è qui che ha iniziato a scrivere opere come il romanzo ‘Ragazzi di Vita”, i cui primi due capitoli sono proprio ambientati nelle case popolari di via di Donna Olimpia. Raccontiamo Pier Paolo Pasolini nei primi difficili anni del suo arrivo a Roma con la madre e, proprio, la quotidianità e la contiguità con le durissime condizioni di vita di questa borgata romana saranno l’osservatorio sociale attraverso il quale il poeta muoverà i primi passi di quella esperienza umana che descriverà nelle opere di indagine e denuncia sociale della maturità intellettuale ed artistica. E’ da queste riflessioni che nasce il romanzo dei ragazzi di Donna Olimpia, i ‘Ragazzi di Vita’, che suscitò violentissime polemiche negli ambienti degli intellettuali di sinistra e, in particolare, all’interno del PCI. Erano le accuse di un mondo politico miope in contrapposizione alla lungimiranza culturale di Pasolini, che avranno il loro tragico epilogo proprio nelle pagine di ‘Petrolio’ con la denuncia di un mondo economico che si stava preparando alla globalizzazione dei nostri giorni. Raccontiamo la sua ricerca continua su l’onestà culturale delle ‘borgate’ che Pasolini vedeva in contrasto con le rigidità intellettuali e i preconcetti borghesi che, invece, stigmatizzavano le contraddizioni di quel mondo popolare non ancora emancipato, narrato nelle sue espressioni cinematografiche come ‘Accattone’ e ‘Mamma Roma’ o nelle sue dichiarazioni sul potere mediatico della televisione espresse in un intervista a Enzo Biagi. Tale lungimiranza culturale si spingerà fino alla lucida denuncia delle trame oscure di quella strategia della tensione di ‘Io so… ma non ho le prove’ pubblicata nel 1974 nelle pagine del Corriere della Sera. Ed è proprio la lettura di ‘Io so… ma non ho le prove’ da parte dell’attore Leo Gullotta che sarà il filo conduttore della narrazione del docu-film che si articola nelle testimonianze di: Stefano Rodotà, Gianni Borgna, Otello Angeli, Maurizio Ponzi, Silvio Parrello, Umberto Mercatante, Antonio Del Guercio, Luciana Capitolo, Citto Maselli, Ugo Gregoretti, Nino Russo, Goffredo Bettini, Vincenzo Vita, Renato Parascandolo. Osvaldo Desideri, Pupi Avati.





 
Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro - Blog creato da Bruno Esposito 
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Conferenza “Pasolini Poeta”, a cura del Prof. Raffaele Pinto - Dipartimento di Italianistica dell’Universitat de Barcelona

"ERETICO & CORSARO"
Notizie
 
fevelà Furlan a vuel disi fevelà Latin
Parlare friulano vuol dire parlare latino
 
Conferenza “Pasolini Poeta”,
a cura del Prof. Raffaele Pinto 
Dipartimento di Italianistica dell’Universitat de Barcelona
 
 
io stavo sul poggiolo esterno di legno della casa di mia madre. Il sole dolce e forte del Friuli batteva su tutto quel caro materiale rustico (…) io, su quel poggiolo, o stavo disegnando (con dell’inchiostro verde, o col tubetto dell’ocra dei colori a olio su cellophane), oppure scrivevo versi. Quando risuonò la parola ROSADA.



Conferenza "Pasolini Poeta", a cura del Prof. Raffaele Pinto, docente presso il Dipartimento di Italianistica dell’Universitat de Barcelona, nell’ambito delle attività del Projecte Pasolini Barcellona.



Informazioni

Data: giovedì 5 febbraio 2015

Orari: 19

Luogo: Istituto Italiano di Cultura di Barcellona - Ptge. Méndez Vigo, 5 - Barcelona

Organizzato da: Projecte Pasolini Barcelona e Istituto Italiano di Cultura di Barcellona

In collaborazione con: Universitat de Barcelona

ingresso libero - Capienza limitata
 
 
(L’autore  è l’artista friulano Franco Dugo, Ritratto di Pasolini, puntasecca, cm. 50×40, 1995)
 

Un rap di ùa
Mi soj insumiàt di mangià ùa,
un grignèl par volta,
da un rap vedulìn e plomp.
Dut il distín di un omp,
lis disgrassiís,
ta chè fres’cia ùa pena ciolta
e vecia coma il mond.
Tal sun, i soj jo ch’i la mangi,
cun chista bocia
ch’a rit, puareta, disperada
ulì, ingianada
dal scur sun,
parsè che, ridínt, a ghi tocia
mastià chè ùa impestada.
Jo i la sclissi cui dinc’ als
parsè che co al mòur
o al mangia un al si vergogna:
coma s’i ves la rogna
i inglutís
chei grignej fis tal luzòur
che sui muars al si poign.
 
Un grappolo d’uva
Mi sono sognato di mangiare uva, un grano alla volta, da
un grappolo verdolino e fradicio. Tutto il destino di un
uomo, le disgrazie, in quella fresca uva appena colta e
vecchia come il mondo.
Nel sogno, sono io che la mangio, con questa bocca che
ride, poverina, disperata, perché ingannata dal buio sogno,
deve masticare ridendo quell’uva impestata.
Io la schiaccio coi denti alti, perché quando muore, o
mangia, uno si vergogna: come se avessi la scabbia, inghiotto
quei granelli fissi nel chiarore che cade sui morti.
 
(P.P. PASOLINI –  Poesie dimenticate)
 
 
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