martedì 10 febbraio 2015

Le Ceneri di Pasolini, film-documentario di Pasquale Misuraca.

"ERETICO & CORSARO"


 
Nel documentario 'Con questa mia vengo a dirti' testimonio quanto sia vero per me, anche ne
'Le ceneri di Pasolini',
che "il ritmo è la compiuta astrazione del contenuto"
(Sergej M. Ejzenštejn)



Il ritmo
 
L'autore di questo  film/documentario afferma, che il suo "ritmo", si è dovuto legare al "ritmo" di Pasolini...
ascoltiamolo:


Le Ceneri di Pasolini

film-documentario

di Pasquale Misuraca


Soggetto, sceneggiatura: Pasquale Misuraca
fotografia: Bruno Di Virgilio
suono: Renato Ciunfrini
montaggio: Luca Benedetti, Pasquale Misuraca
musica: Béla Bartók
produzione: ALLA scrl, coproduzione Rai3
distribuzione: ALLA scrl
origine: Italia, 1993
durata: 87'


(Per cortese concessione di Pasquale Misuraca)

Pasquale Misuraca ha realizzato interessantissimi lavori, molti dei quali su Pasolini, che potrete trovare sul suo sito web:
Pasquale Misuraca sito 
un sito da visitare con curiosità e sguardo critico.

 

Nato da una proposta rivolta da ''Fuori Orario'' a Pasquale Misuraca, ''le ceneri di Pasolini'', proposto al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino, al Festival di Rotterdam, al Forum del Festival di Berlino, e' la ricostruzione di una sorta di ''autoritratto'' di Pier Paolo Pasolini realizzata attraverso il montaggio di dichiarazioni e interviste dello scrittore-regista. Frutto di una ricerca sui materiali pasoliniani conservati nell'archivio Rai, ''le Ceneri di Pasolini'' raccoglie e ordina secondo un principio di ricostruzione biografica i principali programmi, interviste, dibattiti intorno a Pier Paolo Pasolini realizzati dalla Rai

''Pasolini e il pubblico'' (1970), un dibattito condotto da Oreste del Buono,

''Terza B. facciamo l'appello'' (1975),

''Pasolini e il cinema, al cuore della realta''' (un'intervista di Francesco Savio, 1974),

''Una disperata vitalita''' (1987) di Paolo Brunatto,
oltre a numerosi altri...



[Pasquale Misuraca, Festival di Torino, 1993]

Le ceneri di Pasolini è nient'altro che un autoritratto di Pier Paolo Pasolini. Un film documentario, una raccolta di materiali selezionati e ordinati con acribia filologica e rigore storico-critico, fortemente caratterizzato da un andamento e una strutturazione soggettiva, poetica. Un film documentario di poesia nel quale ai documenti non si sovrappone autoritariamente la voce fuoricampo dell'Esperto, che tutto riconduce e riduce a una piramidale geometrica rassicurante gerarchia di spiegazioni. Le ceneri di Pasolini è perciò la narrazione autobiografica della propria avventura umana e artistica, complessa, contraddittoria e irriducibile, realizzata dal più grande poeta italiano del secondo dopoguerra sotto l'impulso dell'estremo grido majakovskijano: "Professore, si tolga gli occhiali biciclo. Io stesso racconterò del tempo, e di me".

Ho pensato e affermato pubblicamente, nel corso di questi ultimi anni, che il cinema e la televisione sono due diverse forme di comunicazione artistica, due diversi linguaggi, arrivando alla polemica teorizzazione del 'cinerna come arte spaziotemporale' e della televisione come arte audiovisiva'. Nello stesso tempo ho cercato di criticare l'opinione dominante secondo la quale il cinema ha una vocazione naturalistica, oggettiva, documentaria da un lato, e dall'altro una natura onirica, soggettiva, fantastica. E ho sostenuto che il grande cinema è sempre l'una e l'altra cosa insieme, facce della stessa medaglia: pensate a La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer, a Ladri di biciclette di De Sica, a Nashville di Altman.

Poi, in questi febbrili ultimi mesi di lavoro, ho realizzato Le ceneri di Pasolini. Un film che è ancora un documentario, una biografia che è anche una autobiografia, un'opera di prosa che è anche un'opera di poesia. E lavorando mi è parso di mostrare come e quanto possa rivelarsi efficiente la 'teoria delle due facce'. Il fatto è però che questo lavoro è nello stesso tempo cinematografico e televisivo, sembra comprendere l'impianto spazio temporale e l'impianto audiovisivo. Se questo fosse vero, vorrebbe forse dire che, oltre al cinema e alla televisione, c'è la possibilità di elaborare una nuova forma di linguaggio e di comunicazione artistica. Ho detto troppo? Ma questa è semplicemente la 'dichiarazione dell'autore', il quale è sempre ossessionato dalla ricerca della verità (possibile solo nell'esercizio dell'attività creativa, e non nella vita politica, pratica). Come scriveva Marx (vi ricordate di Marx?): 'La natura dello spirito è sempre ancora la verità, e quale natura gli date voi? La modestia. Solo lo straccione è modesto, dice Goethe; volete voi fare del vostro spirito uno straccione?'.




[dal catalogo del Rotterdam International Filmfestival, 1994]


Lirico ed affascinante documentario su Pier Paolo Pasolini, sicuramente il più idiosincratico fra i cineasti italiani. Il film include alcuni frammenti accuratamente scelti dalla sua opera e molte interviste con lo sferzante e mordace maestro, riportate alla luce dagli archivi televisivi italiani. Pasquale Misuraca vede il film come un autoritratto di Pasolini. Il materiale meticolosamente raccolto è organizzato secondo le idee filosofiche, cinematografiche e politiche dello stesso Pasolini. L’opera e la visione di Pasolini erano ampiamente formate sulla poesia, così anche questo film (e con lui - il film avrebbe potuto intitolarsi Pasolini su Pasolini) ha una struttura molto poetica. Ecco perché Misuraca non ha fatto uso della voce fuori campo di qualche "esperto"; è il maestro stesso che parla.
Misuraca non ha voluto conformarsi alla convenzione naturalistica del fare i documentari; ha voluto utilizzare gli aspetti poetici di un film fiction nel fare un documentario.

Questo film, fatto originariamente per la televisione, ignora completamente le convenzioni televisive. Da vero figlio di Pasolini, Misuraca si cimenta con l’idea che un nuovo linguaggio artistico possa essere sviluppato oltre il cinema e la televisione. Si rende conto che questo non è un pensiero modesto, ma per lui la modestia nel pensiero è la povertà (e cita Marx ponendo la questione "Vi ricordate di Marx?"). Misuraca senza dubbio ricorda Pasolini, che era tutt’altro che un "povero" cineasta.



[Lietta Tornabuoni, L’Espresso 25 febbraio 1994]

Forse nessuno ha definito, irriso, sferzato la televisione con maggiore asprezza e precisione di Pier Paolo Pasolini: ma adesso proprio i materiali televisivi sono gli unici a conservare e ricordare (al di là del pensiero, dell’opera) l’immagine del suo viso variante nel corso del tempo, il suono della sua voce, la misura dei suoi gesti, la forma del suo corpo, la forza del suo fascino.

Le ceneri di Pasolini, realizzato in collaborazione con Fuori Orario di Rai3 da Pasquale Misuraca, appena presentato al Forum del FilmFest di Berlino, è un esempio molto interessante di documentario e insieme di film, di biografia e insieme di autobiografia, di saggio e insieme di poesia: così intitolato in assonanza a Le ceneri di Gramsci perchè "Pasolini è stato il poeta delle rovine, delle macerie, delle ceneri di questo vecchio mondo" e perchè l’arte audiovisiva è l’arte delle ombre della realtà, arte delle ceneri".

Non diversamente dal "Rossellini" di Adriano Aprà, pure presentato a Berlino l’anno scorso, e inoltre un esempio di quale gran risultato di ritrattistica e di memoria sia possibile ottenere utilizzando i materiali d’archivio televisivi e quel montaggio che, diceva Pasolini, "è un po’ come la morte: finché un uomo non muore, non si sa bene chi sia stato".

Le ceneri di Pasolini, per ricomporre il percorso della vita e dell’opera, usa cronologicamente numerose interviste o dichiarazioni di Pasolini alla Tv, in particolare i suoi dialoghi con Enzo Biagi, Oreste del Buono, Francesco Savio: usa con l’intelligenza pertinente e commuovente citazioni da film pasoliniani, immaginazioni dei luoghi cruciali della sua esistenza, fotografie d’infanzia e di giovinezza, documenti visivi dei suoi viaggi o di letture dei suoi versi o delle sue partite di calcio. Tutto questo è accompagnato, intervallato, conclusa dall’andare d’una automobile bianca al buio: sagoma chiara appena percettibile, la macchina gira per Roma, come nella notte, rallenta tra le luci acide della stazione Termini, sosta per far salire a bordo un’ombra confusa, si ferma in uno spazio deserto nel compiersi d’un appena alluso e accennato tragitto verso la morte.

Le immagini fisiche di Pasolini, la voce mite e insieme prepotente, sottile, paziente e ricattatoria che racconta di sé e del suo lavoro finiscono con l’apparire più forti delle parole, dei ricordi evocati. L’antifascismo "scattato leggendo la poesia di Baudelaire". Il fratello che "rappresentò quello che io avrei voluto essere". Il rifiuto del conforto: "Non cerco consolazioni, cerco piccole gioie". Lo scrivere, "un’abitudine come mangiare o dormire". Il fare film: "Tema del mio cinema è sempre il conflitto tra il mondo popolare e il mondo borghese". La fine della speranza: "La parola speranza è cancellata dal mio vocabolario; continuo a lottare in battaglie parziali, giorno per giorno". La persistenza della passione: "Ho infinita fame dell’amore di corpi senz’anima". L’invocazione alla madre "Ti supplico, ti supplico, non voler morire".

Di italiani, al 44° FilmFest di Berlino, se ne son visti tanti: Bernardo Bertolucci e Sophia Loren come icone glamour, Carlo Lizzani in giuria; l’Italia del dopoguerra (Cari fottutissimi amici di Mario Monicelli), l’Italia della mafia (Il giudice ragazzino di Alessandro di Robilant), l’Italia degli immigrati (Articolo 2 di Maurizio Zaccario); il dittatore Gian Maria Volontè in Tirano Banderas di José Garcia Sanchez. Tra tutti, l’italiano de Le ceneri di Pasolini resta il più eloquente e profetico, il più esigente e furente, il più grande, il più amato.




 Breve biografia artistica di Pasquale Misuraca




Nato nel 1948 a Siderno, in Italia.



Studi
Pittura e scultura a Reggio Calabria, architettura e sociologia a Roma (Laurea in Sociologia alla Università di Roma « La Sapienza », 1976).

Attività universitaria
Seminari di Sociologia della conoscenza presso la Facoltà di Sociologia della Università di Roma « La Sapienza » (1976-77 e 1977-78), Teoria e pratica del linguaggio audiovisivo presso la Facoltà di Antropologia della Universidad Bolivariana di Santiago de Chile (1998-99), Il documentario audiovisivo come forma di conoscenza e rappresentazione della realtà presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Università di Roma « La Sapienza» (a. a. 2001-02).

Attività radio-televisiva Consulente della Rete Due televisiva della Rai-Tv (1976-80); collaboratore della Terza Rete radiofonica della Rai-Tv (1980-82); regista della Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche della Rai-Tv, dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani , dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1990-91), collaboratore di Italica - Campus Virtuale di Lingua e Cultura Italiana di Rai International (1997-98), regista di Poeti e scrittori del Novecento Italiano, Rai Educational (1999 -2000), co-autore de La Storia siamo noi di Rai Educational (2001-02).

Attività pubblicistica Collaborazione alla rivista politico-culturale L’Astrolabio, alla rivista cinematografica Close up, alla rivista letteraria Il Caffé Illustrato, alla rivista culturale Alias.

Pubblicazioni scientifiche Sulla ricostruzione gramsciana dei concetti di struttura e superstruttura, “Rassegna Italiana di Sociologia”, nº 3, 1977; Politica, economia, diritto, sociologia come scienze dello Stato, “Critica marxista”, nº 5, 1980; Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci - con Luis Razeto, De Donato, Roma-Bari, 1978; La Traversata. Libro Primo. (2009) e La Traversata. Libro Secondo. (2011) - con Luis Razeto, nel sito
www.pasqualemisuraca.com

Pubblicazioni letterarie
Attualità di Kafka (saggio), “L’Astrolabio”, nº 20, 1983; Solo nel verso (libro di poesie haiku), casa editrice peQuod, 2008; Il progetto di Gesù – con Luis Razeto (romanzo filosofico), ilmiolibro.it, 2010; Poesie dei ritagli di tempo (haiku, sonetti, elegie), 2011, sito
www.pasqualemisuraca.com

Programmi televisivi
La Politica di Aristotele, Il Principe di Machiavelli, I quaderni del carcere di Gramsci, I rilievi del Duomo di Modena del Wiligelmo, La morte della Vergine di Caravaggio, Accattone di Pasolini, Rai-Tv, 1983.
I sofisti, L’etica di Aristotele [Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche], Rai-Tv / Treccani, 1989.

Film Angelus Novus, Festival di Cannes 1987.
Non ho parole, Festival di Berlino 1993.
Prima di cominciare, Festival di Roma 1997.
Vissi d’Arte, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2005.
Videodiario di un Re prigioniero, Festival di Rotterdam 2006.

Cortometraggi La bobina dell’occhio ferito, Festival di Torino 1990.
Autoritratti vagabondi. Kafka, Gramsci, Hitchcock, Pasolini, Festival di Locarno 1995..

Documentari Le ceneri di Pasolini, Festival di Marsiglia 1994.
Santarielli d’Amantea, AdriaticoCinema 1998.
Fe y controversia en Yumbel, Retrato del Padre Pedro Campos, Retrato del Padre Esteban Gumucio, 1999.
Leonardo Sciascia Autoritratto, Vittorio De Sica Autoritratto, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2001.
Francesco psichiatra a domicilio, Franca antropologa delle possedute, 2007.
Con questa mia vengo a dirti, 2011.

Rappresentazioni teatrali Vita breve di Eftimios, maggio-giugno 2006, Teatro dei Contrari, Roma.

Video-documenti
Vita breve di Eftimios, 2006.

*

Per poter pubblicare l'opera su YouTube , alcune tracce sonore originali di quest'ultima  parte sono state sostituite e la parte finale del film/documentario, con i titoli di coda, tagliata.
Queste correzioni non modificano l'opera.

Per cortese concessione di Pasquale Misuraca
Pasquale Misuraca sito 



 

Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro - Blog creato da Bruno Esposito 
Seguici anche su Facebook, siamo già in tanti - Qui: Eretico e Corsaro
Grazie per aver visitato il mio blog.