lunedì 11 luglio 2016

Il Poeta "Pietro II" (Pasolini) racconta la sua storia di persecuzione - di Maria Vittoria Chiarelli

"ERETICO & CORSARO"




Il Poeta "Pietro II" (Pasolini)
racconta la sua storia di persecuzione
di Maria Vittoria Chiarelli



Il Poeta "Pietro II" racconta la sua storia di persecuzione: Pasolini immagina di essere un secondo Pietro, primo apostolo di Cristo nel Vangelo, che è preparato, come lui, a subire un processo che lo porterà alla morte, infatti ritornerà sui propri passi, diretto verso la Roma di Nerone, per testimoniare la Verità. Pasolini diventa il Pastor Poeta, "perché solo un poeta potrà sapere di dover morire!" , "stupito di essere così solo". Un novello Pietro che fu Papa per "amor...e poetico di Cristo". Come l'apostolo, neanche Pier Paolo viene capito, è però in un'età diversa, più prossima alla fine della Storia, all'alba di una Nuova Preistoria che forse segnerà la fine dell'umano. Tutta l'ampia sezione di "Poesia in forma di rosa" è pervasa dallo sgomento provocato dall'accanimento contro la libertà d'espressione e alla persona del Poeta che la rivendica con forza come la forma più autentica di Giustizia: uno stile poetico che , se segue la cifra della polemica, si tinge al contempo di toni ora elegiaci , ora drammatici, nei quali si avverte tutta la partecipazione umana e la robustezza ideologica di Pasolini che difende con passione la solarità dei paesaggi campestri e la genuina semplicità della gente, la santità di Stracci, il "Monteverde dei poveri tra sfondi straripante di case a strati", il sole che continua ad illuminare il destino degli uomini.
Maria Vittoria Chiarelli


"Era l'inizio del giorno, pochi istanti fa,
una luce vecchia, morente, e ora
ecco l'azzurro di un golfo del Meridione,
nel gelo della tramontana, un giorno
che bastava soltanto scoprire, era su noi.
Splendidamente remoto da ogni nostra passione./
Chi fra un po' siederà sul banco degli imputati /
guarda quell'azzurro, e ha un desiderio di libertà /
meravigliosa - come quando il pensiero di un giorno /
nuovo nato su delicate rive di fiumi nordici, /
era l'idea di un mondo rapito in celeste odio /
di guerre antiche, e i popoli di fiori di campo, /
oltre i viali di periferia dei paesi veneti,
divenivano, nel gelo del giorno che si faceva tepore, /
popoli nudi sotto le loriche, al sole di Omero./
Avete voluto avere un poeta in questo banco /
lustrato dai calzoni di tanti poveri cristi?
Va bene, godetevelo. La Giustizia
diventa cieca voce di rondini, agli scioperi
della Poesia. E non perché, la Poesia, abbia diritto /
di delirare su un po' di azzurro, su un misero sublime /
giorno che nasce con la malinconia della morte. /
Ma perché la Poesia è Giustizia. Giustizia che cresce /
in libertà, nei soli dell'anima, dove si compiono /
in pace le nascite dei giorni, le origini e le fini /
delle religioni, e gli atti di cultura
sono anche atti di barbarie,
e chi giudica è sempre innocente".

( Pier Paolo Pasolini, da "Pietro II", 
in "Poesia in forma di rosa" ).


Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro
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