lunedì 8 maggio 2017

Pasolini e Ennio Morricone - La morte della musica.

"ERETICO & CORSARO"



Pasolini e Ennio Morricone
La morte della musica.



"Arrivò da me per Uccellacci e uccellini, il film con Totò. 
Mi diede una lista di brani da inserire e io gli dissi: 
mi diverto ancora a scrivere la mia musica, 
è venuto dalla persona sbagliata! 
Poi mi lasciò libero di comporre. 
Abbiamo fatto insieme cinque film. 
Però voleva che ci mettessi, per questioni scaramantiche, 
una musica persistente. 
In Uccellacci e uccellini fu il tema di un'opera di Mozart, 
e lo inclusi eseguito da un'ocarina. 
Gli bastava che ci fosse. 
In Teorema, sempre per superstizione, 
volle il Requiem mozartiano e io 
ne misi una citazione nascosta nelle dissonanze."




Ennio Morricone ha lavorato con Pasolini in:

"Uccellacci E Uccellini"

"Teorema"

"I Racconti Di Canterbury"

"Il Fiore Delle Mille E Una Notte"

"Salò" O "Le 120 Giornate Di Sodoma"






È curioso osservare e riesaminare la propria vita attraverso un percorso del genere. A essere onesto non avrei mai pensato che lo avrei fatto. Poi recentemente ho conosciuto Alessandro, e questo progetto si è sviluppato così gradualmente e spontaneamente che io stesso ho ripreso contatto con i fatti che emergevano, quasi senza rendermene conto, man mano.
Oggi posso dire d’aver assunto nuove posizioni rispetto ad alcuni accadimenti, quelli che solitamente durante l’arco di una vita succedono e basta, senza avere il tempo di essere analizzati e messi in prospettiva. Forse questa lunga esplorazione, questa lunga riflessione, a questo punto della mia vita è stata importante e persino necessaria. E poi, come ho scoperto, entrare in contatto con i ricordi non significa solamente malinconia di qualcosa che sfugge via come il tempo, ma anche guardare avanti, capire che ci sono ancora, e chissà quanto ancora può succedere.
Si tratta senza ombra di dubbio del miglior libro che mi riguarda, il più autentico, il più dettagliato e curato.
Il più vero.
Ennio Morricone


Ennio Morricone, Inseguendo quel suono.
La mia musica, la mia vita, conversazioni con Alessandro De Rosa.
Ed. Mondadori, 496 pagine.

Il ricordo di Ennio Morricone che segue, è tratto dal lavoro  di 
Alessandro De Rosa
*
Ennio Morricone, 
Inseguendo quel suono. 
La mia musica, la mia vita, 
conversazioni con Alessandro De Rosa. 
Ed. Mondadori, 496 pagine.



Diventaste mai davvero amici?

Una volta ricordo che andai a trovarlo con mia moglie a casa sua all’Eur, ma non posso definire la nostra un’amicizia. C’erano stima e un sincero rispetto reciproco, ma raramente ci si incontrava al di fuori della moviola o di alcune riunioni di lavoro. Era una persona discreta, civilissima e gentilissima, delicata e sempre generosa, aperta alla gente e alle idee. Ma da un certo punto di vista mi risultava complicato avere a che fare con lui: in tutti i nostri incontri mi fu difficile, se non impossibile, scorgere un sorriso sul suo volto. Sempre imbronciato, cupo, sorrideva solo quando lo raggiungevano Ninetto Davoli o Sergio Citti. Ti dicevo prima che ci siamo sempre dati del lei… Era un po’ come quando ci si rapporta con un professore, anche se lui non dava sfoggio delle sue capacità, perché era molto umile. Ma l’aura che lo circondava, questo sì, imponeva un certo distacco.

Nella Roma degli anni Sessanta e Settanta è possibile che anche la sua omosessualità, giudicata scandalosa, contribuisse a creare distacco. Questo influì sui vostri rapporti? Nel corso degli anni ho lavorato con almeno una decina di registi dichiaratamente omosessuali e non mi sono mai lasciato influenzare da queste etichette. Per me ciò che conta è la persona, il professionista con cui collaboro. In certi casi lo scoprivo dopo, da terzi, perché tutti mantenevano un pudore estremo. Il giorno in cui mi dissero che Bolognini lo era, ne rimasi colpito perché non ci avevo mai pensato. Lo stesso potrei dire di Patroni Griffi, anche se ricordo che quando ci incontravamo lui mi abbracciava con grandi effusioni. Dopo la scoperta ripensai a questo e mi chiesi: queste sono le cose che definiscono un omosessuale? Sono solo etichette, generalizzazioni, mi risposi. Ognuno è com’è. Ovviamente la stampa calcava la mano. E sul «caso» Pasolini mi erano giunte delle voci. Io, però, non mi sono lasciato mai impressionare dai presunti «scandali». Erano fatti suoi: lo ripeto, per me conta solo la persona.

Rapporto distaccato o meno, so che ti sentisti libero di raccontargli una tua sorta di soggetto cinematografico: «La morte della musica»…

Perché, come dicevo prima, era molto aperto agli altri. Fu una sera appena dopo l’uscita di Teorema, al ristorante L’Escargot in via Appia Antica. C’era anche Enzo Ocone e, più tardi, ci raggiunse Fellini. Non so come mi venne in mente quella storia né come si materializzò (non l’ho mai scritta, anche se l’ho conservata nella mia mente per anni), ma in quel periodo pensavo che sarebbe stato bello farci un film. A un tratto mi feci coraggio e la raccontai a Pasolini:

La morte della musica In una terra e in un tempo indefiniti c’è una comunità che vive oltre le guerre e i conflitti. Lo scorrere del tempo è misurato dai cicli naturali e non esistono orologi. Gli individui indossano vesti il cui colore cambia al mutare delle emozioni. Si vive in una ideale serenità e armonia, in cui governi o corpi di polizia sono semplicemente innecessari. Nessun odio né alcun conflitto. Un giorno qualcuno, sembra una sorta di capo o leader, decide di abolire quella che sarebbe l’unica fonte di turbamento per gli animi delle persone: la musica. Questa improvvisa imposizione, ritenuta necessaria per preservare ordine e tranquillità, segna di fatto l’inizio di una dittatura. Non solo ogni suono, ma ogni sfumatura del linguaggio e persino i rumori legati al movimento vengono così vietati. Tuttavia alcuni individui decidono di disubbidire formando delle sette segrete dove la musica viene tenuta in vita attraverso i suoni più semplici, quelli della vita quotidiana. La rivoluzione germina e si sviluppa attraverso gli oggetti di ogni giorno, il ritmo del proprio passo, i sospiri. Un giorno questo presunto capo ha una visione: quando il mare si tingerà di verde, tutti capteranno il suo messaggio. L’intera comunità accorre presso la spiaggia aspettandosi un segno, una rivelazione. Quando finalmente il mare diventa verde, ecco quel messaggio tanto atteso: dall’acqua fuoriescono tutti quei suoni calpestati, dimenticati, in una mescolanza indistinta ma al contempo comprensibile. Vivaldi, Stravinskij, Bach, Verdi, Mahler… È la fine della rivoluzione, la resurrezione della musica. La sua vittoria. Pasolini rimase in silenzio, pensieroso per un attimo, poi mi disse che gli sembrava molto interessante, ma che purtroppo non avrebbe potuto svilupparla perché per lui c’erano difficoltà tecniche troppo grandi da superare per farne un film. Mi disse anche che stava studiando e raccogliendo informazioni per un film su San Paolo, che però poi non realizzò mai. Ma non lasciò cadere la cosa lì. Si alzò e andò al telefono: poco dopo, come dicevo, ci raggiunse Federico Fellini. Mi chiesero di parlare nuovamente di questa storia e Fellini inizialmente si disse interessato, ma poi anch’egli non ne realizzò mai un film. Dopo alcuni anni mi rassegnai: La morte della musica non sarebbe mai stata rappresentata. Ma quella fu comunque una serata incredibile.
Alessandro De Rosa




Ennio Morricone (1928), diplomato in tromba e in composizione al Conservatorio di Roma, si è cimentato in tutte le forme di espressione musicale, dapprima come orchestratore e direttore in campo discografico, poi come compositore per il teatro, la radio, la televisione e il cinema. Ha composto oltre quattrocentocinquanta colonne sonore e più di cento opere di musica assoluta. Nel 2007 ha ricevuto l’Oscar alla carriera e nel 2016 l’Oscar alla miglior colonna sonora originale per The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Alessandro De Rosa (1985) ha iniziato gli studi di chitarra per poi proseguire con quelli di composizione su consiglio di Ennio Morricone. Ha studiato con Boris Porena e si è diplomato in Olanda al Conservatorio Reale dell’Aja. Ha collaborato come compositore e arrangiatore con Jon Anderson degli Yes. Lavora per la Rai e, come A&R and Talent Manager, per Pastelle Music.


Contatti:
inseguendoquelsuono@gmail.com

Ufficio Stampa Mondadori Libri:
Chiara Giorcelli
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tel. 338.8714988

http://www.librimondadori.it/libri/inseguendo-quel-suono-ennio-morricone-alessandro-de-rosa

ISBN
ISBN-10: 8804663510 ISBN-13: 978-8804663515 ISBN 978-84-16665-47-1

Strumento di pubblicazione
Mondadori - www.mondadori.com

Premi
Premio Giovanni Paolo I - 2016



Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro
Curatore, Bruno Esposito

Collaboratori:
Alessandro Barbato
Maria Vittoria Chiarelli
Simona Zecchi

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