mercoledì 26 luglio 2017

Pasolini - Egocentrici - Rubo il mestiere - Il Caos

"ERETICO & CORSARO"

Biblioteca nazionale centrale - Roma


Pasolini - Egocentrici
Rubo il mestiere
Il Caos
Tempo
01-11-1969
Biblioteca nazionale centrale - Roma


Signor Direttore,



Biblioteca nazionale centrale - Roma
ho seguito con un certo interesse l’amichevole polemichetta linguistica tra Moravia e Pasolini (a proposito, « caso » o « inter nos »?). Più che interesse mi ha preso molta curiosità. Pasolini mi fa tanto pensare a quei sommi egocentrici, che a forza di parlare di tutto, e di attribuirsi funzioni di specialisti, riescono alla fine a dimostrare una sola cosa. che specialisti non sono.
Il "semiologo” Pasolini, giunto con molto ritardo tra l'altro, riscopre l’America e ci viene a parlare. con grande sufficienza, di "sistema di segni”, liquidando con poche battute il carattere estetico dell’opera d’arte; dimenticando però un piccolo” particolare: il contesto artistico non è un comune contesto, e se ci si vuol riferire alla semiosi dell’opera. occorre parlare non già genericamente di semiologia, bensì di « estetica semiologica ». Il ”sistema di segni” è cioè di natura estetica; in altri termini. il loro significato (dei segni) e sempre collegato all’uso particolare del mezzo che si viene ad assumere. Per capire tale significato, infine, la proprietà estetica del mezzo (del veicolo della comunicazione) è essenziale, prioritaria. Il segno (e meglio ancora, il contesto dei segni) non è un semplice tramite 

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strumentale, un pedissequo riferimento alla realtà descritta, ma una realtà ex novo che si autogiustifica e si struttura. Struttura in movimento? Certamente, ma solo perchè l’esteticìtà dei segni supera ogni carattere meramente descrittivo, collegandosi ai mutamenti psicologici e di coscienza.

Cordiali saluti.


Guido Montana
Direttore della rivista "Arte Oggi”


 Egocentrici

Caro Direttore,

guardo la posta, e trovo la solita razione di immotivati attacchi mattutini. Il signor Montana deve sapere: 1) che sì, sono ”egocentrico”, se vogliamo usare questa inestetica parola scolastica. delle conversazioni in treno: sono egocentrico come tutti gli autori di poesie, romanzi o film; non posso non essere autore anche tenendo un’umile rubrica settimanale in una rivista; 2) che mente chi dice che io, al di fuori dal fare appunto poesie. romanzi o film. pretenda di essere specialista; ho sempre detto e ripetuto che sono un dilettante e che la mia attività di linguista non è che un’attività fiancheggiatrice della mia attività 
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letteraria, forse solo dotata di una certa passione che supera l’usuale curiosità del letterato per questi problemi; 3) che mente anche chi dice che a proposito dell'impiego delle nozioni elementari della semiologia nella linguistica cinematografica, io sia in ritardo: non solo mente, ma compie una grave ingiustizia, del tutto arbitraria: la mia relazione al primo festival di Pesaro, contemporanea alle ricerche di Metz in Francia, sta a testimoniarlo inequivocabilmente ( naturalmente non per i dilettanti, come in questo caso dimostra di essere il Montana); 4) che è ovvio che uno spirito estetico presiede a tutte le
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operazioni linguistiche anche più originarie ed elementari (cfr. Tutto l’aspetto onomasiologico del linguaggio), ma tra questo "vichiano” spirito estetico e l’ ”estetica” c’è una differenza tale. che non tenerla in considerazione fa naturalmente cadere nell’estetismo spiritualistico della peggior lega. Luogo dove nè Moravia nè io vorremo mai cadere.

P. S. - Aggiungo per lei, caro Direttore, questo post scriptum. Ho detto qui sopra che scrivo questa rubrica senza abiurare dalla mia condizione facitore di versi. romanzi o film: credo che sia ciò che lei e il suo lettore desiderino, credo che solo in quanto "autore” io sia stato richiesto di fare questo lavoro. La natura di un uomo è unica. Capisco, sarei più desiderabile (consumabile) se più dolce. Ora, c’è molta dolcezza nella mia natura, come forse lei indovina. Ma l’uso, evangelicamente, solo coi poveri o con gli esclusi. Gli altri, oltre tutto, non ne hanno bisogno, o, in nome della dignità borghese, la disprezzano.
PIER PAOLO PASOLINI

Rubando il mestiere

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Vorrei consigliare al lettore alcuni libri, per pura ”abundantia cordis” rubando un po’ il mestiere al mio amico Vigorelli. Questi libri sono: "Trattatello di rettorica” di Leo Pestelli (Longanesi), delizioso libro ”conservatore” tutto giocato con molta grazia e senza speranza; "Un volo migratorio” di Nino Crimi (edizione fuori commercio, pubblicata a Roma presso la Tipografia Editrice Romana), libriccino che non ha avuto gli onori di una anche minima accoglienza critica ”nazionale”, e che tuttavia e decisamente una piccola straordinaria opera di letteratura; e infine ”Il poeta nella strada” di Ralael Alberti (Mondadori), libro stupendissimo.


PIER PAOLO PASOLINI

Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro

Curatore, Bruno Esposito

Collaboratori:
Alessandro Barbato
Maria Vittoria Chiarelli
Simona Zecchi
Giovanna Caterina Salice


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