lunedì 5 febbraio 2018

Pasolini: "Conosco di più gli arabi che i milanesi

ERETICO e CORSARO

Stampa  Sera, 29 agosto 1974


Pasolini: "Conosco di più gli arabi che i milanesi
Stampa Sera
29 agosto 1974

Il regista Pier Paolo Pasolini firma questa serie di appunti pubblicati dalla « Pea - Produzioni Europee Associate » in occasione dell'anteprima al festival di Cannes. La fonte d'ispirazione «princeps» è una lettura critica delle Mille e una notte. Strana lettura critica. Io non sono infatti competente di letteratura araba, né di storia araba. E' possibile la lettura critica di un testo al di fuori di ogni forma di storicismo? Evidentemente no. Ma c'è qualche compenso. Per esempio la mia conoscenza esistenziale del mondo arabo. Posso dire di' conoscere più gli arabi che i milanesi. (Cosa che si inquadra in una mia ex-stravagante competenza del Terzo Mondo). Ho quindi potuto storicizzare le Mille e una notte per ciò che esse sono adesso nel loro contesto popolare.
Stampa  Sera, 29 agosto 1974
Tutti i personaggi delle Mille e una notte sono artigiani, commercianti e contadini, oltre naturalmente che regnanti e nobili (ma come in tutte le società feudali, poveri e ricchi la pensano allo stesso modo; lo rivela in modo incontrovertibile il senso estetico che è identico in tutti). La mia condanna marxista, di un mondo di « sfruttamento dell'uomo sull'uomo » non è retroattiva neanche un po'. Non considero i « poveri » del passato « subumani » solo perché non hanno avuto coscienza di classe e si sono ribellati solo saltuariamente attraverso ribellioni di carattere sottoproletario e contadino. Non condanno né disprezzo la loro rassegnazione e la loro passività. Sono anche queste forme di vita. Se nella maggior parte dei casi, peraltro, esse sono « estraneità culturale » dalla cultura del potere, non mi sembra che questo sia il caso del mondo arabo delle Mille e una notte: i poveri qui hanno la stessa cultura dei ricchi (mondo magico, omosessualità, senso comune, frazionamento del Potere, che sembrerebbero elementi arcaici e fortemente tradizionali, non sono elementi della cultura dei poveri, ma anche dei ricchi e dei privilegiati). Forse in questa unità di potenti e di sudditi consiste il fascino delle Mille e una notte: un fascino per me, potente. Intanto perché non c'è uomo nel mondo delle Mille e una notte, che non senta profondamente la propria dignità (neanche il Più misero dei mendicanti ne è privo), e poi perché, non so per quali vie misteriose, attraverso tale unità culturale — in cui ognuno attinge il proprio diritto alla dignità umana — prende forma e viene vissuto un eros particolarmente profondo, violento e felice (è nei periodi di repressione che il commercio dei sensi è più fitto, fortunato ed esaltante). Quella che conta è la tolleranza popolare non la tolleranza del potere. E ogni morale popolare fondata sull'onore è tollerante.
Pier Paolo Pasolini

Stampa  Sera, 29 agosto 1974

Stampa  Sera, 29 agosto 1974

Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro

Curatore, Bruno Esposito

Collaboratori:
Alessandro Barbato
Maria Vittoria Chiarelli
Simona Zecchi
Giovanna Caterina Salice