lunedì 21 gennaio 2019

Pasolini fascismo anti fascismo - Di Mario Pozzi

"ERETICO e CORSARO"



Devo ringraziare Bruno Esposito per questo suo Blog 
che dà la possibilità di spiegare il pensiero di uno dei più 
grandi pensatori che la dolce luce Italiana abbia
illuminato e che dopo più di quarant’anni dalla sua

morte come l’oracolo di Delfi predisse il futuro.
Mario Pozzi 




Scritti Corsari


Pier Paolo Pasolini 



Da “Scritti Corsari”. Fascismo dell’antifascismo. Purtroppo chi è nato nella nuova preistoria non può sapere nulla di ciò che è stata la storia. La storia prima dell’omologazione dove il mondo umano sopravviveva intatto al sogno della vita, sopravvivendo ai secoli e che neanche il fascismo non ha potuto omologare – “Pier Paolo Pasolini”. 

Premessa - ciò che ha intuito e scritto Pasolini dopo più di quarant’anni della sua morte.

Si sente parlare del ritorno del fascismo riferito al periodo Mussoliniano, ma quel tipo di fascismo nazional-popolare è morto a piazza Loreto e non può più risorgere. Perché volente e non volente faceva parte della storia come il Comunismo anch’esso nato per il popolo, cioè la ribellione delle classi sottoproletarie contro il sistema borghese dominante industrializzato. Nato prima in Inghilterra, poi con la rivoluzione Francese che aveva con il terrore sostituito l’aristocrazia con la borghesia. Compito toccato a Mussolini con la sua rivoluzione creare una borghesia dopo la prima guerra mondiale che aveva lasciato il paese nella fame e nelle epidemie in mano al clero, all’aristocrazia e ai latifondisti. Pier Paolo Pasolini“ entropia borghese” che per sua natura essendo infelice vuole rendere infelice tutta l’umanità.

Pasolini – scritti corsari articolo del marzo 1975. Cuore. “Cosa che ho sempre detto e ripetuto – il consumismo altro non è che un’altra forma totalitaria – in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica, o genocidio- ( Marx ) – e quindi la sua permissività è falsa: è la maschera della peggiore repressione esercitata dal potere sulle masse dei cittadini. Infatti (è la battuta di uno dei miei personaggi del mio film Salò tratto da De Sade): “in una società dove tutto è proibito si può fare tutto: in una società dove tutto è permesso qualcosa si può fare, solo qualcosa”. L’esempio di questa trasformazione del potere borghese a quello totalizzante e consumistico sono i due film “Porcile e Salò”. Con il suo film “Porcile” Pasolini descrive con la rivoluzione del sessantotto la fine della borghesia intesa come istituzione tradizionale “stato, famiglia, 
chiesa”quella ancora inserita nella storia, con l’avvento del nuovo potere omologante e la soppressione della dignità umana entrando nella mercificazione dell’uomo per il solo consumo “con il film Salò”. Con il film Salò Pasolini ha voluto rappresentare l’avvenuta trasformazione del vecchio potere borghese e la sua fine con l’avvento del nuovo potere totalizzante, la distruzione antropologica di ogni identità, dove regnerà solo l’oscuro limbo della non identità umana. E a più di quarant’anni dalla sua morte questo si è avverato creando“ un sistema allucinogeno che non avrà più nulla d’umano”. Per questo chiamò il periodo dopo la sua morte “la non storia, la nuova preistoria”. E in questa nuova preistoria che non ha più senso riferirsi al fascismo, se no come gratificazione della coscienza- ma esiste ancora la coscienza intesa come era intesa nella storia? O rimane solo un ibrido dove
tutto viene vanificato e lasciato alla mercificazione dell’individuo attraverso i beni di consumo, la sete di denaro come unico Dio e la desertificazione dell’anima attraverso la droga e la virtualizzazione creando l’anima digitale che non ha più contatto con la realtà naturale, superando la storia e entrando nella nuova preistoria dove regna solo il senso del nulla, il vuoto assoluto avendo abbandonato ogni forma di tradizione millenaria, dove le culture particolari sia arcaiche che popolari venivano cancellate per favorire il potere omologante – ciò che ora si chiama globalizzazione. 
Già in Medea (capolavoro d’immagini e d’inquadrature, dove la sua genialità riesce a portare la tragedia di Euripide che è teatro di parola come spiegava lui stesso, in un’ opera cinematografica). La prima parte di Medea Pasolini la gira nelle paludi di Grado dove il centauro Chirone simbolo del mondo arcaico spiega a Giasone la divinità della natura dove tutto è santo. “Tutto è santo e l’intera natura appare innaturale ai nostri occhi. Quando tutto sembrerà normale ai nostri occhi, tutto sarà finito - Pasolini”. E in questo mondo globalizzato dove la natura ha perso la sua essenza divina agli occhi dell’uomo e alla sua desertificazione interiore e che viene violentata e distrutta nel suo sfruttamento delle sue risorse porterà probabilmente l’uomo alla sua scomparsa come quella dei dinosauri. “Scriverà David Maria Turoldo in una delle sue poesie, in un grido di estremo pessimismo : che sulla terra non rimanga neanche un lichene”.

Mario Pozzi - anno domini 2019



Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro


Curatore, Bruno Esposito

Collaboratori:

Mario Pozzi
Alessandro Barbato
Maria Vittoria Chiarelli
Simona Zecchi
Giovanna Caterina Salice