Appunti per un film sull'India

Appunti per un film sull'India



«Ci si può smarrire in mezzo a questa folla di 400 milioni di anime [...] come in un rebus di cui, con la pazienza, si può venire a capo: sono difficili i particolari» 

Un occidentale che va in India ha tutto, ma non dà niente. L’India, invece, non ha nulla, in realtà dà tutto.

P.P. Pasolini da Appunti per un film sull’India


Pier Paolo Pasolini tra gli ultimi giorni del 1960 e i primi giorni del 1961 era in India con Alberto Moravia ed Elsa Morante. Raccolse le sue impressioni e ne ricavò alcuni articoli che pubblicò su “Il giorno” tra il marzo e l’aprile del 1961. Essi furono ristampati l’anno successivo da Longanesi in un volume dal titolo L’odore dell’India. Più d’uno sostiene che venisse dal quel viaggio e dal segno profondo che impresse nella memoria e nella fantasia di Pasolini quell’amore per i paesi riarsi e per le loro culture arcaiche che avrebbe impregnato diversi e importanti capitoli della sua ricerca di scrittore e cineasta. Il libro, insomma, più che un aiuto alla conoscenza dell’India, risulta un documento essenziale della vicenda umana e intellettuale del poeta friulano. Non so quasi nulla dell’India e non sono in grado di confermare o confutare codesto giudizio. Mi pare tuttavia che nel libretto, poi più volte ristampato (da Guanda oltre che da Longanesi), Ppp più che farci da guida non tanto su luoghi, genti e costumi del favoloso Oriente possa insegnarci a guardare, ad ascoltare, o odorare, a sentire insomma con tutti i sensi il mondo e, dentro il mondo, l’uomo. Posto qui sotto alcuni brani tratti dal secondo capitolo, che tratta di religioni e religiosità, come invito a leggere l’intero libro.

1968 APPUNTI PER UN FILM SULL’INDIA


Regia di Pier Paolo Pasolini
Produzione: Gianni Barcelloni per la RAI TV
Soggetto, commento, fotografia: Pier Paolo Pasolini
Montaggio: Jenner Menghi

PRIMA PROIEZIONE:
18 agosto 1968: XXIX Mostra di Venezia, sezione “Documentari”.

USCITA NELLE SALE:
Il film non è uscito nei circuiti commerciali.

STORIA:
Film girato dal 20 dicembre 1967 al 10 gennaio 1968 negli esterni dello Stato di Maharashtra (Bombay), Stato di Uttar Pradesh, Stato di Rajahstan, New Delhi. Gli “appunti” si riferivano a un film da farsi “sulla storia di un maragià il quale, secondo una leggenda mitica indiana, offre il proprio corpo alle tigri per sfamarle (questo, idealmente, prima della liberazione dell’India); e, dopo la liberazione dell’India, sempre idealmente, la famiglia di questo maragià scompare perché i suoi membri muoiono di fame ad uno ad uno durante una carestia” (vedi: Nico Naldini, Pasolini, una vita, Einaudi 1989). Il progetto originario era di fare film sullo sviluppo della coscienza politica in alcune nazioni del Terzo Mondo che, affrancate dal colonialismo, stavano avviando forme di gestione democratica. Per rappresentare poeticamente tutto ciò, il regista prevedeva di utilizzare racconti radicati nella cultura locale, accomunati da un “sentimento violentemente e magari anche velleitariamente, rivoluzionario: così da fare del film stesso un’azione rivoluzionaria”. Pasolini effettuò le riprese cinematografiche per le strade, principalmente nella città di Bombay e nelle sue estreme, poverissime periferie, con la cinepresa in spalla, riprendendo persone di ogni estrazione sociale e presentando loro la propria idea di realizzazione della storia del marajà, con l’intento di verificare la propria concezione poetica del film e di ricercare i personaggi adatti all’interpretazione. Ascoltando e registrando le opinioni, i commenti, i suggerimenti, coglie sui volti vecchi e giovani di coloro che incontra, nei gesti, nei sorrisi da cui traspare una grande quiete interiore, una incredibile ricchezza di espressioni.

BIBLIOGRAFIA:
- Luciano De Giusti (a cura di), Il cinema in forma di poesia, Pordenone, Cinemazero, 1979; pp. 134-135. Soggetto. Col titolo di Storia indiana.


Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO

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