UCCELLACCI E UCCELLINI

UCCELLACCI E UCCELLINI




" Ho scritto la sceneggiatura tenendo presente un corvo marxista,..."


ma non del tutto ancora liberato dal corvo anarchico, indipendente, dolce e veritiero. A questo punto, il corvo è diventato autobiografico, una specie di metafora irregolare dell’autore. Totò e Ninetto rappresentano invece gli italiani innocenti che sono intorno a noi, che non sono coinvolti nella storia, che stanno acquisendo il primo jota di coscienza. Non scelgo mai un attore perché finga di essere qualcos’altro da quello che egli è, ma lo scelgo proprio per quello che è. Volevo un personaggio estremamente umano, cioè che avesse quel fondo napoletano e bonario, e così immediatamente comprensibile, che ha Totò. E nello stesso tempo volevo che questo essere umano così medio, così «brava persona», avesse anche qualcosa di assurdo, di surreale, cioè di clownesco, e mi sembra che Totò sintetizzi felicemente questi elementi.


P.P. Pasolini, Lettera aperta, in OCCHIO CRITICO 
Anno I n. 2, nov. 1966




Non ho mai «messo al mondo» un film così disarmato, fragile e delicato come Uccellacci e uccellini. Non solo non assomiglia ai miei film precedenti, ma non assomiglia a nessun altro film. Non parlo della sua originalità, sarebbe stupidamente presuntuoso, ma della sua formula, che è quella della favola col suo senso nascosto. Il surrealismo del mio film ha poco a che fare col surrealismo storico; è fondamentalmente il surrealismo delle favole. Mai ho scelto per tema di un film un soggetto così difficile: la crisi del marxismo della Resistenza e degli anni Cinquanta, poeticamente situata prima della morte di Togliatti, subita e vissuta, dall’interno, da un marxista, che non è tuttavia disposto a credere che il marxismo sia finito (il buon corvo dice: «Io non piango sulla fine delle mie idee, perché verrà di sicuro qualcun altro a prendere in mano la mia bandiera e portarla avanti! E’ su me stesso che piango...

 Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Carlo Morandi)
Produzione: Alfredo Bini - Arco Film
Distribuzione: CIDIF
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Mario Bernardo, Tonino Delli Colli
Musica: Ennio Morricone - Canzone dei titoli: Domenico Modugno («Carmè Carmè» di Totò)
Fra gli interpreti: Totò, Ninetto Davoli, Gabriele Baldini, Francesco Leonetti (la voce del corvo)

USCITA NELLE SALE:
4 maggio 1966: Milano, Cinema Ritz; 11 maggio 196: Roma, Cinema Fiamma; 20 maggio 1966: Torino, Cinema Romano. Presentato in concorso al XIX Festival di Cannes il 13 maggio 1966.

STORIA:
Film girato fra ottobre e dicembre 1965 nei teatri di posa Incir De Paolis (Roma) e negli esterni di Roma, Fiumicino, Tuscania, Viterbo, Assisi. Premi: XX Festival di Cannes: menzione speciale a Totò per l’interpretazione. Nastro d’argento a Pier Paolo Pasolini per il miglior soggetto originale e a Totò come miglior attore protagonista.

TRAMA:
Totò e suo figlio Ninetto vagano per le periferie e le campagne circostanti la città di Roma. Durante il loro cammino incontrano un corvo. Come viene precisato durante il film da una didascalia: «Per chi avesse dei dubbi o si fosse distratto, ricordiamo che il corvo è un intellettuale di sinistra - diciamo così - di prima della morte di Palmiro Togliatti». Il corvo narra loro il racconto di Ciccillo e Ninetto, due monaci francescani a cui San Francesco ordina di evangelizzare i falchi e i passeri. I due frati non riusciranno a raggiungere il loro obiettivo, perché, pur essendo riusciti ad evangelizzare le due “classi” di uccelli, non avranno posto fine alla loro feroce rivalità: per questa mancanza verranno rimproverati da San Francesco ed invitati ad intraprendere nuovamente il cammino di evangelizzazione. Il viaggio di Totò e Ninetto prosegue; il corvo li accompagna e continua a parlare in tono intellettualistico e altisonante. Incontrano alcuni proprietari terrieri che ordinano a Totò e Ninetto di allontanarsi dalle loro proprietà e finiscono per sparare contro i due, che non vogliono obbedire; una famiglia che vive in condizioni degradate, a cui Totò intima di abbandonare la propria casa; un gruppo di attori itineranti a bordo di una Cadillac; i partecipanti al “1º convegno dei dentisti dantisti”; un uomo d’affari di cui Totò è debitore. In seguito si ritrovano ai funerali di Togliatti, e poi incontrano una prostituta. Alla fine del film i due, stanchi delle chiacchiere del corvo, lo uccidono e se lo mangiano.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, Uccellacci e uccellini, (Milano), Garzanti, 1966 (19 febbraio). Sceneggiatura completa
- P.P. Pasolini, L’aigle (Totò al circo), in VIE NUOVE n. 17, Roma, 29 aprile 1965. Soggetto di un episodio girato e non incluso nel film.
- P.P. Pasolini, Fauçons et moineaux, in VIE NUOVE n. 18, Roma, 6 maggio 1965. Soggetto di un episodio.
- P.P. Pasolini, Le corbeau, in VIE NUOVE n. 19, Roma, 13 maggio 1965. Soggetto di un episodio.
- P.P. Pasolini, Uccellacci e uccellini, in P.P. Pasolini, Le belle bandiere, Roma, Editori Riuniti, 1977; pp. 320-337. Riunisce i tre soggetti pubblicati su VIE NUOVE.



Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO



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L’idea del corvo è passata attraverso varie fasi. Prima si trattava semplicemente di uno spirito saggio, un sapiente, in fondo un semplice moralista (ma la prima idea era l’idea non di un film ma di un racconto). Poi da moralista è passato a filosofo. A questo punto è intervenuta l’idea di fare del racconto (che non avrei mai potuto scrivere, non possedendo io una lingua adatta) un film. Il filosofo ha dovuto quindi precisarsi, poiché senza la precisione non è possibile la semplificazione (necessaria non come elemento obbligatorio, ma come affascinante norma prosodica), per un prodotto i cui destinatari siano gli spettatori cinematografici, ecc. ecc. 




Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO



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