I RACCONTI DI CANTERBURY 1972

I RACCONTI DI CANTERBURY 
1972


Perché io sono giunto all’esasperata libertà di rappresentazione di gesti e atti sessuali, fino alla rappresentazione in dettaglio e in primo piano, del sesso? Ho una spiegazione che mi fa comodo e mi sembra giusta, ed è questa. In un momento di profonda crisi culturale (gli ultimi anni Sessanta), che ha fatto (e fa) addirittura pensare alla fine della cultura - che infatti si è ridotta, in concreto, allo scontro, a suo modo grandioso, di due sottoculture: quella della borghesia e quella della contestazione ad essa - mi è sembrato che la sola realtà preservata fosse quella del corpo. Protagonista dei miei film è stata così la corporalità popolare. Non potevo non giungere alle estreme conseguenze di questo assunto. Il simbolo della realtà corporea è infatti il corpo nudo: e, in modo ancor più sintetico, il sesso. I rapporti sessuali mi sono fonte di ispirazione anche di per se stessi, perché in essi vedo un fascino impareggiabile, e la loro importanza nella vita mi pare così alta, assoluta, da valer la pena di dedicarci ben altro che un film. Tutto sommato il mio ultimo cinema è una confessione anche di questo, sia detto chiaramente. E, siccome ogni confessione è anche una sfida, contenuta nel mio cinema è anche una provocazione. Una provocazione su più fronti. Provocazione verso il pubblico borghese e benpensante. Provocazione verso i critici, i quali, rimuovendo dai miei film il sesso, hanno rimosso il loro contenuto, e li hanno trovati dunque vuoti, non comprendendo che l’ideologia c’era, eccome, ed era proprio lì, nel cazzo enorme sullo schermo, sopra le loro teste che non volevano capire... 
P.P. Pasolini, dall’intervento al convegno
«Erotismo, eversione, merce», Bologna, 1972.

1972 I RACCONTI DI CANTERBURY

Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti, Umberto Angelucci)
Produzione: Alberto Grimaldi - PEA
Distribuzione: United Artists Europa
Soggetto: «The Canterbury Tales» di Geoffrey Chaucher
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musica: a cura di Pier Paolo Pasolini, collaborazione di Ennio Morricone


Fra gli interpreti: Pier Paolo Pasolini (Geoffrey Chaucher), Ninetto Davoli, Laura Betti, Franco Citti

PRIMA PROIEZIONE:
2 luglio 1972: XXII Festival di Berlino (versione di lavorazione, ridotta rispetto a quella definiiva)

USCITA NELLE SALE:
2 settembre 1972: Benevento, Cinema Sannio; 16 settembre 1972: Roma, Cinema Embassy, Eurcine, Moderno; Milano, Cinema Capitol, Ritz. Il film è stato proiettato il 3 settembre 1972 a Grado, nell’ambito della III settimana internazionale del cinema. Premi: Orso d’Oro al XXII Festival di Berlino.

STORIA:
Film girato dal 16 settembre al 23 novembre 1971 negli interni Safa Palatino (Roma) e negli esterni in Inghilterra di Canterbury, Maidstone, Cambridge, Bath, Wells, Hastings, Abbazia di Battle, Warwick, Chipping Campden, St. Osyth, Layer Marney, Lavenham, Paycocks Greenacrey, Ickleshan, Rolvenden, e in Sicilia (Etna). Nella versione definitiva del film vennero eliminate alcune sequenze e fu modificata la struttura dell’opera, che inizialmente prevedeva l’introduzione di ognuno degli otto segmenti da parte di un personaggio e una cornice generale ai racconti costituita dalla presenza “a posteriori” di Geoffrey Chaucer (interpretato da Pasolini) che rifletteva sul suo lavoro. Quest’ultima cornice narrativa venne parzialmente mantenuta, ridotta e inserita nel film soltanto al termine di quattro racconti.

TRAMA:
Secondo film della Trilogia della vita. In cammino verso Canterbury per onorare le spoglie dell’arcivescovo Thomas Beckett, Chaucer (Pasolini) e altri pellegrini raccontano storie e aneddoti. Tra i 24 che compongono la raccolta dei Canterbury Tales, il regista ne ha scelti 8, talvolta liberamente rielaborandoli o inventando: uno studente seduce la moglie di un superstizioso legnaiolo; due amici si vendicano di un mugnaio disonesto; le disavventure del candido e gaio Perkin; una donna insaziabile “consuma” cinque mariti; un maturo scapolo sposa una moglie troppo giovane; la discesa agli inferi di un frate; gli insuccessi di un altro frate a cui nessuno vuole comprare le reliquie.

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, I racconti di Canterbury, in Trilogia della vita. Il Decameron - I racconti di Canterbury - Il fiore delle Mille e una notte. A cura di Giorgio Gattei, s.l., Cappelli, 1975 (ottobre). Sceneggiatura completa.


Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO

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