IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE 1974

IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE
1974


Ogni racconto delle Mille e una notte comincia con una “apparizione” del destino, che si manifesta attraverso un’anomalia. Ora, non c’è un’anomalia che non ne produca un’altra. E così nasce una catena di anomalie. Più tale catena è logica, serrata, essenziale, più il racconto delle Mille e una notte è bello (cioè vitale, esaltante). La catena delle anomalie tende sempre a ritornare alla normalità. La fine di ogni racconto delle Mille e una notte consiste in una “disparizione” del destino, che si insacca nella felice sonnolenza della vita quotidiana. Ciò che mi ha ispirato dunque nel film è vedere il Destino alacremente all’opera, intento a sfasare la realtà: non verso il surrealismo e la magia, ma verso l’irragionevolezza rivelatrice della vita, che solo se esaminata come “sogno” o “visione” appare come significativa. Ho fatto perciò un film realistico, pieno di polvere e di facce povere. Ma ho fatto anche un film visionario, in cui i personaggi sono “rapiti” e costretti a un’ansia conoscitiva involontaria, il cui oggetto sono gli avvenimenti che gli accadono...
P.P. Pasolini, in IL TEMPO, 28 aprile 1974

  • È stato il mio tentativo più ambizioso, quello che mi è costato più attenzione formale e impe-gno stilistico. È facile il film politico-ideologico. Assai più difficile è fare il film puro, ricercare la pura affabulazione come nei classici, tenendosi fuori dalle ideologie ma evitando al tempo stesso di cedere all‟evasione. Più di un elemento ideologico è nascosto in questi miei tre film: il principale è la nostalgia di quel passato che ho cercato di ricreare sullo schermo. Visti dall‟interno, visti da me, devo dire che questi miei ultimi film, i film della Trilogia della vita costituiscono per me un‟esperienza affascinante. L‟enorme maggioranza dei racconti delle Mille e una notte consistono in un viaggio. Quando il racconto è talmente breve da non consentire la possibilità della descrizione di un vero e proprio viaggio, allora si tratta di un aneddoto successo a un viaggiatore: e quindi, anche se il racconto è tutto lì, in quel crocevia, in quel mercato, siamo comunque in un „altrove‟. I viaggi delle Mille e una notte sono sempre l‟effetto di un‟iniziale anomalia del destino. Tutto è normale: il destino è normalità: ed ecco che succede la cosa inaspettata: il destino si „manifesta‟ improvvisamente in modo anormale. Si tratta di una forma parzialmente dissacrata e, in genere, scherzosa, di ierofania. La normalità è così interrotta dall‟intervento del Dio (o del suo Meccanismo, il Destino), e alla prima anomalia ecco che ne segue un‟altra. Nasce una catena di anomalie. E questa catena si dispone poi narrativamente secondo lo schema del viaggio, ossia lo schema della conoscenza e della conquista dell‟‟altrove‟. L‟eroe è destinato a ritornare; e a ritornare, per la precisione, alla normalità. Però ci ritorna evidentemente diverso. La sua scoperta dell‟‟altrove‟ è stata una forma di iniziazione. Anche il mio film Il fiore delle Mille e una notte è un lungo viaggio, e l‟eroe (o gli eroi) sia pure molto passivamente, hanno il passo eroico di chi si sottopone a una grande prova. Lo schema strutturale del „viaggio‟ era anche lo schema di Uccellacci e uccellini; e, se si vuole, anche lo schema del Vangelo (il viaggio verso Gerusalemme): tanto che, infatti, tutto realmente comincia con l‟inizio del viaggio di Cristo ("Cristo alla sua prima uscita sembrava un pittore che per la prima volta nella storia della pittura andasse a dipingere au plein air", mi ha detto Roberto Longhi a proposito di questa scena del Vangelo: e queste sue parole me le tengo chiuse e care in fondo al cuore come un inestimabile tesoro). Ora, finite le Mille e una notte sono incerto tra due progetti: il San Paolo, e un film sull‟Ideologia. Il San Paolo significa i „viaggi‟ di San Paolo: sarà dunque anche questo un film di viaggi. Ma per San Paolo l‟iniziazione è già avvenuta, fulminea: egli è nato per la seconda volta, cioè è veramente nato, sulla strada di Damasco (in viaggio!). I viaggi successivi sono viaggi organizzativi, o elettorali, o catechistici. Perciò sono viaggi antipatici. Il mio film su San Paolo è infatti un film contro la Chiesa (fondata da San Paolo, non dal buon San Pietro). Ai viaggi di San Paolo prete si contrappone l‟immobilità del San Paolo santo. Il film è dunque anche la rappresentazione di una dissociazione: netta fino alla schizofrenia. Da una parte il fondatore della Chiesa, forte, vitale, sicuro di sé, fanatico (e quindi odioso), e dall‟altra l‟umile creatura "rapita al Terzo Cielo", malata, debole, tormentata dal problema di Dio. Ma anche l‟altro progetto, quello sull‟Ideologia, è la storia di un grande viaggio. Una cometa (l‟Ideologia) trascina dietro a sé un Re Magio, il quale seguendola, viaggia a lungo, facendo dunque esperienza dell‟intera realtà, da un „altrove‟ all‟altro. Napoli, Roma, Milano, Parigi: che sono metafore, però, di altre città, archetipe. Non so, ripeto, quale dei due film farò per primo. Sostanzialmente però, so appunto che rappresenterò dei viaggi: proprio adesso che giunto verso la conclusione dei miei viaggi, non sono nello stato d‟animo, certo, di chi ricorda, né, per la verità, di chi ha imparato qualcosa.

Pier Paolo Pasolini
"Tempo illustrato", 31 maggio 1974

1974 IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE

Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Umberto Angelucci)
Produzione: Alberto Grimaldi - PEA (Roma) / Les Productions Artistes Associés (Paris)
Distribuzione: United Artists Europa
Soggetto
: «Alf Laylah wa-Laylah» [Le mille e una notte]
Sceneggiatura
: Pier Paolo Pasolini, Dacia Maraini
Fotografia
: Giuseppe Ruzzolini
Musica
: a cura di Ennio Morricone

Fra gli interpreti
: Ninetto Davoli, Margareth Clementi

PRIMA PROIEZIONE
:
20 maggio 1974: Festival di Cannes. Versione di 155 minuti, poi ridotta da Pasolini alla durata attuale
20 giugno 1975: Milano, Cinema Capitol. Anteprima nazionale di beneficienza

USCITA NELLE SALE
:
22 agosto 1974: Roma, Cinema Barberin, Holyday, Palazzo

STORIA
:
Film girato dal 2 marzo al 3 maggio 1973 nei teatri di poa degli Stabilimenti Labaro Film (Roma). Esterni: Yemen del Nord e del Sud, Persia (Isfahan, moschea di Mesjed-esh-Shah); Katmandu (Nepal); Asmara (Etiopia); Nuova Delhi, Benares (India).

TRAMA
:
Il fiore delle Mille e una notte è una sorta di affresco di un mondo passato e presente - quel Terzo Mondo dal quale il regista si sentiva particolarmente affascinato e attratto - attraversato da un grande senso di serenità e di sensualità. Pasolini mette in scena il suo sogno, la sua idealizzazione e mitizzazione del Terzo Mondo: il sesso viene liberato dagli aspetti legati al possesso, alla prevaricazione, al predominio. La libertà sessuale si concretizza nell’autenticità e nella purezza dei sentimenti, così che il sesso si manifesti come dono reciproco, nella sua innocenza e delicatezza, mai morboso né osceno.

BIBLIOGRAFIA
:
- P.P. Pasolini, Il fiore delle Mille e una notte, in Trilogia della vita. Il Decameron - I racconti di Canterbury - Il fiore delle Mille e una notte. A cura di Giorgio Gattei, s.l., Cappelli, 1975 (ottobre). Sceneggiatura completa.

Fonte:
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
Libri fotografie giornali manifesti
Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO

Nessun commento:

Posta un commento