Descrizioni di descrizioni

Eretico e Corsaro



Descrizioni di descrizioni




pubblicato postumo, 1979 
da Flavio Panzeri, Guida alla lettura di Pasolini 
Mondadori, Milano 1988


La collaborazione di Pasolini al settimanale "Tempo" si interrompe nel 1969. Quando nel 1972, la riprende per continuarla fino al gennaio 1975, lo scrittore passa ad occuparsi di recensioni letterarie. Nel 1979, i frutti di quella collaborazione sono stati raccolti nel volume Descrizioni di descrizioni, titolo proposto da Pasolini stesso per un volume organico dei suoi articoli di carattere strettamente letterario. Circa il significato del titolo, in uno degli ultimi saggi della raccolta, lo scrittore osserva:
Ho fatto delle "descrizioni". Ecco tutto quello che so della mia critica. E "descrizioni" di che cosa? Di altre "descrizioni", che altro i libri non sono. L'antropologia l'insegna: c'è il "dròmenon", il fatto, la cosa occorsa, il mito, e il "legòmenon", la sua descrizione parlata. (1)
Il volume risulta una sorta di catalogo ragionato dei libri pubblicati in quegli anni, scelti da Pasolini a seconda delle sue personali predilezioni e, anche, degli stimoli al dialogo che potevano offrire.

In Descrizioni di descrizioni Pasolini si occupa sia di romanzi di autori affermati

  • Leonardo Sciascia, 
  • Lalla Romano, 
  • Anna Banti, 
  • Alberto 
  • Arbasino, 
  • Giorgio Bassani, 
  • Paolo Volponi, 
  • Carlo Cassola, 
  • Goffredo Parise, 
  • Elsa Morante, 
  • Pietro Citati

sia di opere di autori esordienti o di scrittori allora in cerca di conferme

  • Carlo Sgorlon,
  • Vincenzo Cerami, 
  • Guglielmo Petroni, 
  • Stanislao Nievo, 
  • Franco Cordello, 
  • Renzo Paris. 

Si impegna anche nella rilettura dei classici, da Manzoni a Balzac, da Carducci a Flaubert e riserva una particolare attenzione agli amici, scrittori e critici, che hanno influito sulla sua formazione, da Roberto Longhi a Carlo Emilio Gadda a Giovanni Comisso. Nella scelta di alcuni romanzi è preminente, in Pasolini, l'attenzione all'analisi del discorso omosessuale, com'è formulato nelle opere postume o ritrovate di Foster (Maurice) e Comisso (I due compagni), nei racconti di Sandro Penna (Un po' di febbre) e in una delle prime opere narrative di Dario Bellezza (Il carnefice). La letteratura comunque, per lui non è il campo di indagine "assoluto": lo sta a dimostrare la particolare attenzione riservata da Pasolini alla saggistica (Mircea, Eliade, Elias Canetti, Maurice Blanchot) e alle ricerche sociologiche e di costume.

Note:
(1) Pier Paolo Pasolini - Descrizioni di descrizioni, a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi, Torino 1979

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