Il Vangelo secondo Matteo

Il Vangelo secondo Matteo



(regia di Pier Paolo Pasolini)
Scheda informativa curata dal Centro Studi Sampaolofilm, allegato alla videocassetta "Il Vangelo secondo Matteo", Cineteca Mastervideo)



Dati tecnici — Credit e cast


Origine: Italia, 1964 — 
Genere: Religioso — 
Produzione: Arco Film, Roma; Lux Cie Cinématographique de France, Parigi —
Regìa: Pier Paolo Pasolini — 

Interpreti: 
  • Enrique Irazoqui (Cristo), 
  • Margherita Caruso (Maria fanciulla), 
  • Susanna Pasolini (Maria adulta), 
  • Marcello Morante (Giuseppe), 
  • Mario Socrate (Giovanni Battista), 
  • Settimio di Porto (Pietro), 
  • Otello Sestili (Giuda), 
  • Ferruccio Nuzzo (Matteo), 
  • Giacomo Morante (Giovanni), 
  • Alfonso Gatto (Andrea), 
  • Enzo Siciliano (Simone), 
  • Giorgio Agamben (Filippo), 
  • Guido Cerretani (Bartolomeo), 
  • Luigi Barbini (Giacomo d’Alfeo), 
  • Marcello Galdini (Giacomo di Zebedeo), 
  • Elio Spaziani (Taddeo), 
  • Rosario Migale (Tommaso), 
  • Rodolfo Wilcock (Caifa), 
  • Alessandro Tasca (Filato), 
  • Amerigo Bevilacqua (Erode I), 
  • Francesco Leonetti (Frode Il), 
  • Franca Cupane (Erodiade), 
  • Paola Tedesco (Salomè), 
  • Rossana di Rocco (l’angelo), 
  • Eliseo Boschi (Giuseppe d’Arimatea), 
  • Natalia Ginzburg (Maria di Betania), 
  • Renato Terra (un fariseo) — 

Soggetto: dal Vangelo secondo Matteo — 
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini — 
Fotografia (panoramico-bianco e nero): Tonino Delli Colli — 
Montaggio: Nino Baragli — 
Musica: Bach, Mozart, Prokofiev, Spirituals, Missa Luba, Canti popolari vari — 
Durata: 165’.


Premi:

Premio speciale della Giuria alla XXV Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, 1964.
Premio OCIC, 1964, alla XXV Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia.
Grifone d’oro città di Imola, 1964.
Premio Cineforum, 1964.
Premio San Giorgio, 1964.
Premio dell’Unione Internazionale della Critica Cinematografica, 1964.
X Gran Premio QCIC, Assisi, 1964.
Caravella d’argento al Festival di Lisbona, 1965.
Premio Nastro d’argento, 1965 a:
Pier Paolo Pasolini, quale miglior regista;
Tonino Delli Colli, per la miglior fotografia;
Danilo Donati, quale miglior costumista.
Premio per il miglior film cattolico dell’anno, Germania, 1965.
Lauro d’argento della fondazione D. O. Selznick, San Francisco, 1966.


Il film Il Vangelo secondo Matteo

L’opera narra gli episodi della vita di Gesù, riportati dal Vangelo di Matteo, inserendo nella narrazione parte degli insegnamenti del Cristo. Mette in luce infatti gli episodi riguardanti l’infanzia di Gesù, la sua preparazione alla vita pubblica, la chiamata degli apostoli e la sua predicazione. Predicazione rivolta soprattutto ai poveri, costellata di miracoli e insidiata dai farisei. Visualizza ancora la scelta di Pietro a fondamento della sua Chiesa, le profezie della passione e tutti gli episodi riguardanti l’ultima cena, il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro che culminano con il processo a Gesù e la sua passione e morte sul Calvario. Il film si chiude con il Cristo risorto che rassicura i discepoli sulla sua presenza nel mondo e li invita a non avere paura.

Che cosa dice il film

Le scelte operate dal regista relative al testo evangelico di Matteo, al ceto di persone che gravitano attorno al Cristo e che ne accolgono il messaggio e i luoghi in cui è ambientato il film, costituiscono gli elementi essenziali che concorrono alla significazione tematica del film stesso.
Per quanto riguarda il testo evangelico, a parte gli episodi dell’infanzia di Gesù e della sua passione e morte, funzionali ai fini dell’ambientazione storico-esistenziale del Cristo, Pasolini insiste soprattutto sui discorsi di Gesù, scegliendo quelli prettamente sociali e in contrapposizione fra di loro per stabilire, da una parte, la beatitudine dei poveri, e dall’altra, l’ipocrisia dei potenti.
In analogo rapporto stanno i due gruppi sociali: ricchi e poveri. Da una parte i poveri, gli oppressi: contadini «armati» di rastrelli e forche, sempre intenti alla fatica dei campi, pescatori che trasforma in discepoli, malati che guarisce, bambini innocenti che lo osannano. Dall’altra i potenti, sempre pronti a tramare la morte del Cristo perché apre gli occhi ai poveri sui quali temono di perdere l’autorità e i ricchi, incapaci di seguire il Cristo che propone di dividere i loro beni con i poveri.
Operando queste scelte Pasolini sposta l’ottica di interpretazione del Vangelo dì Matteo. L’evangelista scrive per dimostrare la divinità di Gesù e per perpetuare nei secoli il suo messaggio universale di amore, di pace e di giustizia, mettendo i poveri fra i privilegiati recettori del messaggio, ma non gli unici; Pasolini, invece, vuole visualizzare la forza di un messaggio di giustizia e di riscatto dei deboli, degli oppressi soprattutto materialmente, mettendoli in netta contrapposizione con gli oppressori politici e religiosi.
A Pasolini premeva mostrare l’attualità sociale del Cristo che contesta un sistema e ne propone un altro, che paga con la vita l’ideale che propugna e che, risorto, lo consegna ad altri perché venga perpetuato nei secoli.
E qui la scelta dei luoghi si inserisce per attualizzare il concetto di persistenza storica dell’idea. Il meridione d’Italia, con la sua aridità di luoghi, la povertà della gente, serve a Pasolini per dire che il Cristo di duemila anni fa trova ancora il suo posto oggi. La sua idea-messaggio è attuale e deve essere ancora «urlata» agli uomini del nostro tempo e di fatto lo è perché il Cristo è sì morto, ma è risorto per garantire la continuità della sua opera.
In ultima analisi Pasolini propone un Cristo-mito, non un Cristo-Dio, un leader che ha operato in un suo contesto storico, ma che può essere preso a esempio da chi vuole condurre oggi una analoga battaglia a favore degli oppressi.

Tema

Il Cristo, nel suo operare storico è visto come "mito" per aver reso vivo tra i poveri e gli oppressi l’idea-messaggio della giustizia e del riscatto. Idee destinate a perpetuarsi nel tempo perché garantite dalla sua "presenza" di "risorto".

Fonte:
http://digilander.libero.it/paroleepensieri/p&p/pasolini.htm



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