La ricotta - RoGoPag - 1963

Eretico e Corsaro



La ricotta 
RoGoPag - 1963


L’intenzione fondamentale era di rappresentare, accanto alla religiosità dello Stracci, la volgarità ridanciana, ironica, cinica, incredula del mondo contemporaneo. Questo è detto nei versi miei, che vengono letti nell’azione del film [...]. Col tono volgare, superficiale e sciocco, delle comparse e dei generici, non quando si identificano con i personaggi, ma quando se ne staccano, essi vengono a rappresentare la fondamentale incredulità dell’uomo moderno, con il quale mi indigno. Penso ad una rappresentazione sacra del Trecento, all’atmosfera di sacralità ispirata a chi la rappresentava e a chi vi assisteva. E non posso non pensare con indignazione, con dolore, con nostalgia, agli aspetti così atrocemente diversi che una sì analoga rappresentazione ottiene accadendo nel mondo moderno...

P.P. Pasolini, in Carlo di Carlo, 
Teoria e tecnica del film in Pasolini, 
Bulzoni, 1977


LA RICOTTA

Episodio di RoGoPaG noto anche col titolo di: LAVIAMOCI IL CERVELLO



Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti e Carlo Di Carlo)
Produzione: Arco Film - Cineriz (Roma) - Lyre Film (Paris)
Distribuzione: Cineriz
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musica: Carlo Rustichelli

Fra gli interpreti: Orson Welles, Laura Betti, Tomas Milian, Franca Pasut, Elsa De Giorgi, Enzo Siciliano

USCITA NELLE SALE:
19 febbraio 1963: Mentana (RM), Cinema Torlupara; 21 febbraio 1963: Milano, Cinema Missori; 23 febbraio 1963: Roma, Cinema Corso

STORIA:
Gli altri tre film che compongono RoGoPaG sono Illibatezza di Roberto Rossellini, Il Nuovo Mondo di Jean Luc Godard e Il pollo ruspante di Ugo Gregoretti. La ricotta, girato dal 17 ottobre al novembre 1962 nei teatri di posa di Cinecittà e negli esterni della periferia di Roma, il film verrà sequestrato e processato nel marzo 1963 per «vilipendio alla religione di Stato», condannato in primo grado, poi assolto in Appello e in Cassazione. Premiato con la Grolla d’oro per la regia, Saint Vincent, 4 luglio 1964.

TRAMA
Stracci, nullatenente sempre affamato, interpreta la parte del ladrone buono in un film sulla Passione di Cristo. Il regista (Orson Welles), che si autodefinisce marxista ortodosso, lo sta girando su un enorme prato della periferia romana. La scena è ingombra di decine di membri della troupe e di comparse, che in mezzo alla scenografia sacra ballano un twist scatenato. Stracci dona ai poveri famigliari che son venuti a trovarlo il suo cestino del pranzo. e per non saltare il pasto ne rimedia un altro durante la pausa, riparando in una piccola grotta non lontana dal set. In quel momento giunge l’ordine di presentarsi in scena. Quando torna, trova che il cagnolino della prima attrice del film ha divorato tutto il contenuto del suo cestino. Nel frattempo sul set arriva un giornalista di “Teglie sera”, che con fare deferente avvicina il regista per un’intervista. Il regista risponde alle sue domande piene di retorico buonsenso con feroce ironia spiegandogli infine perché, secondo la sua ottica marxista, lui semplicemente non esiste.Il giornalista, frastornato, se ne va dal set, e incontra Stracci che, nei pressi della grotta, accarezza il cane della prima attrice. Notato l’interessamento del giornalista per il cane, Stracci glielo vende per mille lire e si precipita a comprare un gigantesco pezzo di ricotta. Proprio mentre sta per cominciare il pasto, viene richiamato sul set dal megafono. Così, Stracci viene legato sulla croce, e nell’attesa che sia pronto il set, viene stuzzicato sulla sua fame dai membri della troupe. Finalmente, dopo aver girato la scena, Stracci può tornare nella grotta a “strafocarsi” della sua ricotta. Mentre mangia con avidità, altre comparse e alcuni tecnici, divertiti dal grottesco spettacolo della sua fame atavica, lo fanno cibare dei resti della scena dell’ultima cena, ormai già girata. Stracci, in mezzo alle risa dell’improvvisato pubblico, seguita a mangiare imperturbabile. Nel frattempo, sul set arriva il produttore seguito dal drappello della stampa specialistica: il gruppo assisterà alle riprese della scena della crocefissione di Cristo, nella quale Stracci ha addirittura una battuta: «Quando sarai nel regno dei cieli, ricordati di me». Al grido di «azione!» del regista, però, la scena non parte: Stracci è morto di indigestione sulla croce. Il regista, senza ombra di commozione, commenta: «Povero Stracci. Crepare... non aveva altro modo di ricordarci che anche lui era vivo...».

BIBLIOGRAFIA:
- P.P. Pasolini, La ricotta, in P.P. Pasolini, Alì dagli occhi azzurri, Milano, Garzanti, 1965 (novembre); pp. 467-487. Sceneggiatura.


Fonte: 
L’ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI
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Filmografia completa
EDIZIONI DELL’ARENGARIO


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