Lettere luterane

Eretico e Corsaro



Lettere luterane



1976 (pubblicazione postuma)

da Fulvio Panzeri, Guida alla lettura di Pasolini,

Mondadori, Milano 1988


"Per me la vita si può manifestare egregiamente nel coraggio di svelare ai nuovi figli ciò che io veramente sento verso di loro. La vita consiste prima di tutto nell'imperterrito esercizio della ragione: non certo nei partiti presi, e tanto meno nel partito preso della vita, che è puro qualunquismo. Meglio essere nemici del popolo che nemici della realtà."

Il volume postumo Lettere luterane si presenta come la parte finale e conclusiva degli Scritti corsari: raccoglie infatti gli articoli che vanno dal marzo 1975 all'ottobre dello stesso anno. Il titolo della raccolta è stato scelto dall'editore.
La prima parte del volume è composta da un "trattatello pedagogico" destinato a Gennariello, un immaginario ragazzo napoletano, scelto "perché in questo decennio i napoletani non sono molto cambiati: sono rimasti gli stessi napoletani di tutta la storia". Nel "trattatello" Pasolini analizza le "fonti educative" del ragazzo e ne mette in rilievo gli errori e gli orrori, le armonie e le disarmonie, passando in rassegna il linguaggio pedagogico delle cose, i compagni ("che sono i veri educatori"), i genitori ("gli educatori ufficiali"), la scuola ("insieme organizzativo e culturale della diseducazione"), la stampa e la televisione ("spaventosi organi pedagogici privi di qualsiasi alternativa"). Il "trattatello" è incompleto: gli argomenti di cui Pasolini si sarebbe occupato nel seguito sono il sesso, la religione e la politica.
La seconda parte del volume, invece, è la vera e propria continuazione della raccolta degli Scritti corsari. Il più celebre di questi scritti è indubbiamente quello incentrato sulla metafora del Palazzo, con la distinzione tra "dentro" e "fuori" e quindi tra "potere (dentro)" e "Paese (fuori)". Scrive in proposito Pasolini: "Fuori dal Palazzo, un Paese di cinquanta milioni di abitanti sta subendo la più profonda mutazione culturale della sua storia (coincidendo con la sua prima vera unificazione: mutazione che per ora lo degrada e lo deturpa". Tra le due realtà, la separazione è netta, e al suo interno agisce il "Nuovo Potere", che, con la sua "funzione edonistica" riesce "a compiere "anticipatamente" i suoi genocidi". Su questa linea, in un altro articolo lo scrittore ipotizza, con un'altra immagine metaforica, il Processo ai potenti democristiani.
Le provocazioni pasoliniane continuano con due proposte che gli sono suggerite dalla contestazione "della perdita da parte dei giovani del popolo dei propri valori morali, cioè della propria cultura particolaristica, coi suoi schemi di comportamento".
Pasolini chiede infatti l'abolizione della scuola media dell'obbligo e della televisione, e giustifica le sue richieste così: "La scuola e il video sono autoritari perché statali, e lo Stato è la nuova produzione (produzione di umanità). Se dunque i progressisti hanno veramente a cuore la condizione antropologica di un popolo, si uniscano intrepidamente a pretendere l'immediata cessazione delle lezioni alla scuola d'obbligo e delle trasmissioni televisive". Poi, in un successivo articolo lo scrittore chiarisce che la sua proposta prevede "un'abolizione provvisoria, in attesa di tempi migliori: e cioè di un altro sviluppo" e suggerisce quello che a suo giudizio si potrebbe fare per migliorare tali istituzioni.
Il discorso svolto da Pasolini nei suoi ultimi articoli risulta ancor più coinvolgente del solito punto di vista della scommessa polemica. Il centro su cui esso si fonda è rappresentato dalla delineazione dei caratteri di quello che lo scrittore chiama "genocidio": un fenomeno che, all'interno della società italiana, ha prodotto solo coscienze caratterizzate da "un'atroce infelicità o da un'aggressività criminale".Del resto, quella che dapprima era solo una constatazione dello scrittore o una sua supposizione, ora, come dimostrano gli episodi di cronaca nera, è diventata una tragica e dolente conferma. Comunque, Pasolini, nelle Lettere luterane, non assume il tono di "colui che grida nel deserto", ma si presenta con l'ansia e l'ossessione di chi vuole persuadere di una amara "verita'", delineata in frammenti di realtà storiche concomitanti e causali della stessa "verità" messa a nudo.
Gli assunti espressivi di questi ultimi scritti pasoliniani, tra l'altro, sembrano denotare lo sfinimento dell'intellettuale che deve continuamente, quasi nevroticamente, insistere sulle stesse argomentazioni per rendere più evidente il male oscuro che si espande dal consumismo ormai eletto a nuovo e unico valore. Le Lettere luterane sono così il gesto di rivolta di un uomo che si sente estraneo dal mondo in cui vive, ma per questo non smette di guardarlo e di osservarlo, al fine di carpirne i dolenti segreti. Di fatto, nei Giovani infelici, che introduce la raccolta, scrive:

Indice


I giovani infelici

5 I giovani infelici

II Gennariello

15 Paragrafo primo: come ti immagino

19 Paragrafo secondo: come devi immaginarmi

23 Paragrafo terzo: ancora sul tuo pedagogo

27 Paragrafo quarto: come parleremo

31 Progetto dell'opera

34 La prima lezione me l'ha data una tenda

38 Paragrafo sesto: impotenza contro il linguaggio delle cose

42 Siamo due estranei : lo dicono le tazze da té

45 Come è mutato il linguaggio delle cose

49 Bologna, città consumista e comunista

53 I ragazzi sono conformisti due volte

57 Vivono, ma dovrebbero essere morti

61 Siamo belli, dunque deturpiamoci

64 Le madonne oggi non piangono più

III Lettere luterane

71 Abiura dalla Trilogia della vita
77 Pannella e il dissenso
85 La droga- una vera tragedia italiana

92 Fuori dal Palazzo

99 Soggetto per un film su una guardia di PS

107 Bisognerebbe processare i gerarchi dc

114 Il Processo

124 Risposte
131 « La sua intervista conferma che ci vuole il processo »
138 Processo anche a Donat Cattin
145 Perché il Processo
152 «Il mio Accattone in Tv dopo il genocidio»

159 Come sono le persone serie?

165 Due modeste proposte per eliminare la criminalità in Italia
172 Le mie proposte su scuola e Tv
179 Lettera luterana a Italo Calvino
185 Intervento al congresso del Partito Radicale
197 Postilla in versi Nota all'edizione 1976

Questo volume raccoglie articoli e interventi scritti da Pier Paolo Pasolini tra i primi del 1975 e gli ultimi giorni di ottobre di quell'anno. Gli articoli sono stati pubblicati sul quotidiano «Corriere della Sera» e sul settimanale «Il Mondo».



Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro

Curatore, Bruno Esposito